2 Nov 2022

Giovani che cambiano il mondo: in Sardegna Rumundu forma i changemakers di domani

Scritto da: Redazione

"Giovani che cambiano il mondo" è il titolo di un progetto lanciato da Rumundu, associazione sarda che si occupa di formazione e innovazione sociale. Lanciata il 28 ottobre, l'obiettivo dell'iniziativa è coinvolgere un nutrito gruppo di studenti provenienti da tutta l'Isola per progettare la visione di una Sardegna sostenibile.

Sassari, Sardegna - Uno degli stereotipi che che ci impegniamo più strenuamente a sconfessare è quello che vuole dipingere la Sardegna come una regione povera, arretrata e caratterizzata da un contesto sociale ed economico desolante. Bisogna dire che questa opera di decolonizzazione dell’immaginario è particolarmente semplice, poiché sull’isola si stanno moltiplicando i progetti virtuosi e innovativi in molti campi.

Ad infoltire questo bellissimo elenco, le iniziative proposte dall’associazione Rumundu – “il mondo” il sassarese, nome ispirato dall’animo girovago del suo fondatore, Stefano Cucca –, che ha l’obiettivo di favorire il cambiamento attraverso la formazione, in particolare delle giovani generazioni, la cultura, l’innovazione sociale, la sostenibilità ambientale, la creazione di reti e connessioni positive.

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Fra questa iniziative c’è Giovani che cambiano il mondo, il nuovo progetto di Rumundu lanciato pochi giorni fa, che si rivolge a oltre duecentocinquanta studenti sardi. Workshop e lezioni online, un hackathon a Sassari e un viaggio premio per il miglior progetto di innovazione a Bruxelles. Il nuovo progetto di Rumundu risponde presente al bando per iniziative a favore del sistema scolastico della Fondazione di Sardegna e mette i giovani al centro. Oltre duecentocinquanta studenti, provenienti da 14 istituti dell’Isola, proveranno a dare una visione di Sardegna sostenibile, in linea con i 17 obiettivi delle Nazioni Unite, conosciuti anche come Agenda 2030.

Il percorso formativo ideato da Rumundu parte proprio dalle iniziative delle Nazioni Unite ed è volto a responsabilizzare i giovani a livello globale. Affrontare problemi come la povertà, la disoccupazione, la scarsa scolarizzazione, le disuguaglianze di genere e il divario digitale richiede competenze e una forte cittadinanza attiva comune.

L’ambizione di Rumundu è quella di formare una nuova classe dirigente pronta a condurre la Sardegna verso un futuro di sostenibilità economica, sociale e ambientale. Partendo dai giovani. E nell’Isola quasi trecento studenti avranno la possibilità di pensare davvero come i ‘grandi’, cimentandosi in nuove modalità di apprendimento, laboratori d’impresa e di progettazione sociale tenuti da esperti e professionisti.

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Stefano Cucca

La partenza ufficiale del progetto è avvenuta il 28 ottobre con workshop online rivolti a studenti e docenti e si continuerà fino al 16 dicembre. Proprio quel giorno è previsto il grande evento finale a Sassari, con un hackathon in occasione del quale gli studenti si riuniranno in presenza e si sfideranno per trovare la migliore soluzione di sviluppo locale per la Sardegna. Il team che presenterà il miglior progetto vincerà un viaggio premio formativo a Bruxelles di una settimana alla scoperta delle istituzioni europee.

Stefano Cucca, fondatore e presidente di Rumundu: «Abbiamo iniziato le nostre attività supportando aziende, pubbliche amministrazioni e startup per lo sviluppo di progetti sostenibili. Ci siamo aperti anche a percorsi di alta formazione internazionale collaborando direttamente con la Commissione Europea e diverse istituzioni internazionali, ma sentivamo che non stavamo rispondendo a una fascia della popolazione importantissima: i giovani».

Rumundu vuole formare una nuova classe dirigente pronta a condurre la Sardegna verso un futuro di sostenibilità economica, sociale e ambientale

Per dare corpo a questa visione, negli ultimi anni Rumundu ha iniziato a collaborare con le scuole integrando programmi internazionali con gli studenti sardi e «oggi abbiamo diversi progetti che vedono coinvolti ogni anno circa 500 studenti», aggiunge Stefano. Gli obiettivi? «Mettere in atto processi cognitivi per affrontare e risolvere problemi la cui soluzione non è evidente nell’immediato, favorire il pensiero critico e la capacità di lavorare in gruppo per trovare soluzioni applicabili ai vari contesti sociali attraverso progetti di sviluppo locale».

«Infine, favoriamo la mobilità internazionale fin dalla giovane età e così abbiamo portato i nostri giovani negli Stati Uniti e oggi abbiamo un collaborazione con le istituzioni per coinvolgere sempre di più i nostri giovani e farli sentire cittadini europei. Infatti anche con il Progetto Scuola della Fondazione di Sardegna coglieremo l’occasione di regalare un viaggio presso le istituzioni europee», conclude Stefano Cucca.

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