28 Ago 2023

RiciCreo: a Ferla con Pina e Angela qualsiasi oggetto ha una seconda vita

Scritto da: Salvina Elisa Cutuli

Ferla è il comune siciliano con uno dei più alti tassi di raccolta differenziata grazie alle politiche avviate dal sindaco Michelangelo Giansiracusa, che negli anni hanno sempre più coinvolto la cittadinanza in azioni concrete di riciclo e riuso. Tra queste, l’associazione RiciCreo di Pina Garro e Angela Bellofiore che riesce a dare una seconda, terza o quarta vita a qualsiasi oggetto le due donne si ritrovino tra le mani.

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Siracusa - Accanto ad una Sicilia inconsapevole e inerte che premia una politica affarista e inconcludente esiste per fortuna anche un’altra Sicilia vincente, rivoluzionaria, attiva, aperta ai cambiamenti e fatta di persone e di politici virtuosi che hanno a cuore il profondo significato della “res publica” e il bene della collettività. 

Torno a parlarvi di Ferla – un Comune del siracusano conosciuto e premiato al livello internazionale grazie a una politica virtuosa che punta sull’economia circolare – per raccontarvi una delle esperienze più creative e incredibile in tema di rifiuti che abbia mai visto. Ferla, sin da quando è stata creata e applicata, ha aderito alla strategia internazionale Rifiuti Zero, che prevede il passaggio da un’economia lineare a una circolare e che dà priorità non tanto al riciclo, quanto alla prevenzione, determinante per la riduzione a monte della quantità di rifiuti prodotta. 

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RICICREO FERLA, DA PAGINA SOCIAL AD ASSOCIAZIONE DI RIVOLUZIONE ECOLOGICA

Alcuni abitanti – all’inizio pochi – hanno deciso di essere parte attiva della “nuova” politica proposta per la cura del territorio e il benessere dei cittadini. È nata così quasi per gioco, grazie alla creatività di Pina Garro e Angela Bellofiore, RiciCreo Ferla, una pagina social con tante idee per riciclare qualsiasi oggetto in casa, evitare di buttarlo subito dopo il primo uso e cercare di ridurre la produzione dei rifiuti. Nel giro di poco tempo la pagina si è trasformata in un’associazione che ha preso in parola la rivoluzione ecologica messa in pratica dal sindaco Michelangelo. 

«All’inizio non avevamo tanti rifiuti, andavamo a prenderli all’ecostazione, qualcuno sorrideva alla nostra vista. Ci chiamavano le donne della spazzatura. A distanza di nove anni siamo qui, abbiamo proposto laboratori con bambini e ragazzi, organizziamo incontri con le scuole, raccontiamo loro cosa si può ricavare dagli oggetti che quotidianamente usiamo: tappi di bottiglia, scarpe, vaschetta della frutta, ombrelli, porta foto. Qualsiasi cosa abbiamo in casa. Qui a Ferla i piccolini crescono con questa mentalità. Io sono sempre stata creativa, Angela anche più di me, ma man mano che crei hai sempre più stimoli e lo stesso oggetto ti suggerisce quale altra vita puoi dargli», racconta Pina. 

È stato bello rendersi utile e ci fa piacere fare qualcosa per la nostra comunità. Continueremo a farlo fino a quando potremo

Per lei riciclare è alla base, ma non è per tutti così. In tanti fanno ancora fatica a rendersi conto della breve vita dei tanti oggetti che usiamo quotidianamente e del lavoro necessario per produrli: litri di acqua, ma anche inquinamento ed emissioni, per non parlare del costo economico e ambientale. Pensate alle classiche vaschette della frutta che si trovano nei supermercati e che, una volta acquistate, si trasformano in rifiuto qualche minuto dopo. La nostra quotidianità è piena di esempi del genere.

Sempre per gioco, Pina e Angela hanno imparato a ricavare degli splendidi abiti anche da questi materiali. È stata un’idea di Pina: si è proposta di prendere parte all’evento musicale Lithos – che ormai da molti anni va in scena a Ferla intrecciando musica, saperi e tradizioni – con un momento tutto suo dedicato alla sfilata di abiti prodotti dal laboratorio di RiciCreo. 

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CON RICICREO FERLA LA COMUNITÀ SI RENDE UTILE

In un mese Pina e Angela sono riuscite a realizzare circa venti vestiti usando ombrelli come sottogonna, il cartone delle uova, il tetrapak, il polistirolo morbido per gli imballaggi, i cd, la plastica di qualsiasi tipo e qualunque altro oggetto vi venga in mente. Abiti eleganti, irriverenti, fantasiosi e originali che fanno un baffo alle creazioni delle grandi firme che sono solite sfilare durante le settimane della moda. La creatività di questi modelli e delle decorazioni mi ha lasciato davvero senza parole. Alla vista sembrerebbero degli abiti “normali”, toccandoli si scopre la natura dei materiali utilizzati.

È per questa genialità che nel 2022 gli abiti di Pina e Angela sono “andati” anche in Spagna. Le due sarte “riciclone” sono state invitate infatti per presentare le loro creazione a un evento internazionale di moda, dopo essere stata notate l’anno prima, sempre per caso, a un’iniziativa a Ferla. «Sono piaciute tantissimo le nostre creazioni, soprattutto l’abito dell’Italia realizzato con i CD musicali. Mi diverte un sacco creare qualcosa dal nulla. Credo che RiciCreo sia la cosa più bella che abbiamo fatto in tutti questi anni. Michelangelo è un visionario e grazie a lui molti sogni si sono realizzati».

«Abbiamo conosciuto tante persone e tante realtà, c’è tanta gente che ha voglia di fare. Adesso non siamo più le donne della spazzatura, adesso ci cercano, ci chiedono se abbiamo bisogno di materiali per le nostre creazioni. È stato bello rendersi utile e ci fa piacere fare qualcosa per la nostra comunità. Continueremo a farlo fino a quando potremo», continua Pina. 

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Grazie a questa iniziativa è nato il progetto “A me non serve più, lo vuoi tu?” e anche i capi di abbigliamento possono avere una seconda vita. Chi vuole disfarsi di vestiti che non indossa più infatti può portarli all’ecostazione di Ferla – dove gli abitanti oltre a conferire i rifiuti possono toccare con mano le enormi potenzialità del riciclo – soprattutto quelli dei bambini, per poi distribuirli a chi ne ha bisogno. La stessa cosa avviene durante il periodo di Natale con la raccolta dei giocattoli. 

«Si può fare tanto bene agli altri anche attraverso il riciclo e il riuso. Sono tante le persone come noi che sono passate dall’inerzia all’essere molto attivi, dedicandosi agli altri e donandosi alla comunità. È con queste persone che l’Italia può cambiare. Ed io ci credo molto», conclude Pina. 

La storia di Pina, di Angela e di RiciCreo è la dimostrazione che serve davvero poco per contribuire al bene della collettività e innescare delle azioni di cambiamento. È la paura del nuovo che ci frena, ma se non decidiamo di superarla mantenendo lo status quo, saremo risucchiati da eventi sempre più grandi di noi. E a quel punto sarà già troppo tardi. Come ci insegnano Pina e Angela, con gioia, divertimento e creatività è possibile, passo dopo passo, avviare un cambiamento profondo e fondamentale per il benessere di tutti.

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