15 Feb 2024

PFAS in Piemonte: 125000 persone potrebbero aver bevuto acqua contaminata

Scritto da: Nicola Muratore

I PFAS, ovvero le sostanze perfluoro alchiliche, sono sostanze chimiche dannose per la salute dell'essere umano, insapori, inodori, eterne e bio-accumulabili. In Italia abbiamo una delle sedi principali di produzione di PFAS a causa della quale le nostre acque sono inquinate: si trova a Spinetta Marengo, in Piemonte, e negli ultimi tempi è a oggetto di grande preoccupazione per cittadini e associazioni ambientaliste.

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Alessandria - È dagli anni cinquanta che si parla di PFAS, ovvero delle sostanze perfluoro alchiliche potenzialmente dannose per la salute, la diffusione delle quali non è mai stata arginata. Adesso, più di settant’anni dopo, continuiamo a parlarne e a causa dei recenti avvenimenti di Spinetta Marengo e dei report di Greenpeace non solo il Piemonte è in allarme. Vediamo cosa sta succedendo.

CHE COSA SONO I PFAS

Ne abbiamo parliamo sin dal 2013, quando l’emergenza interessava la Regione Veneto, e non abbiamo mai smesso. I PFAS, acronimo di sostanze perfluoro alchiliche, sono composti chimici prodotti dall’essere umano costituiti da catene fluorurate di atomi di carbonio di varia lunghezza e vengono largamente utilizzati nelle industrie per rendere impermeabili o per aumentare la resistenza alla temperatura dei prodotti. Li troviamo impiegati per esempio in tessuti, capi di abbigliamento, tappeti, rivestimenti di carta per uso alimentare, pentole antiaderenti, utensili da cucina e schiume antincendio. Ma anche nella produzione di creme, cosmetici, vernici, pellicole fotografiche, pesticidi e prodotti farmaceutici.

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Queste sostanze hanno diversi problemi: in primis non si degradano nell’ambiente e per questo vengono anche chiamate “inquinanti eterni”. Sono inodori e insapori e dunque non possono essere rilevate senza strumentazione apposita. E oltre a essere pericolose per la salute sono bio-accumulabili, cioè il nostro corpo le integra e le accumula senza mai smaltirle. È stato dimostrato infatti che i PFAS sono in grado di causare un’ampia gamma di effetti avversi.

GLI EFFETTI AVVERSI DEI PFAS SULL’ESSERE UMANO

I PFAS sono riconosciuti a livello medico come interferenti endocrini, in grado di alterare tutti i processi dell’organismo che coinvolgono gli ormoni, responsabili dello sviluppo, del comportamento, della fertilità e di altre funzioni cellulari essenziali. Le patologie maggiormente riscontrate, la cui causa è attribuita all’esposizione prolungata a queste sostanze, sono il tumore ai reni, il cancro ai testicoli, malattie della tiroide, ipertensione in gravidanza, colite ulcerosa, aumento del colesterolo e molte altre. Infatti i PFAS e altri composti simili hanno mostrato di poter interferire con la comunicazione intercellulare, fondamentale per la crescita della cellula, aumentando così la probabilità di crescite cellulari anomale con conseguente formazione di tumori, specie in caso di esposizione cronica.

Recenti ricerche hanno inoltre messo in luce l’incremento delle patologie neonatali e delle donne in gravidanza nelle aree più contaminate: diabete gestazionale e altre malformazioni maggiori tra cui anomalie del sistema nervoso, del sistema circolatorio e cromosomiche. Sono tuttavia necessari ulteriori approfondimenti per una sicura conferma della correlazione diretta tra le patologie citate e l’esposizione a queste sostanze. Le prove scientifiche sono invece sufficienti per sostenere un’associazione tra PFAS e riduzione della risposta anticorpale negli adulti e bambini, dislipidemie sempre negli adulti e bambini, riduzione del peso alla nascita, aumentato rischio di tumore renale negli adulti.

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LA QUESTIONE PFAS A SPINETTA MARENGO

In Piemonte sorge l’unico sito attualmente produttivo in Italia di polimeri fluorurati. Si trova a Spinetta Marengo, popolosa frazione nel Comune di Alessandria, a circa sette chilometri dal capoluogo di provincia. Dal 1905, Spinetta Marengo è la sede di una grande fabbrica chimica, fondata da imprenditori locali, diventata – dopo la fusione con Edison – Montedison, rinominata successivamente Ausimont e infine giunta nel 2002 nelle mani della multinazionale belga Solvay. Qui, in uno spazio di centotrenta ettari con mille persone impiegate, si producono polimeri fluorati: un’attività che richiede l’impiego di diverse tipologie di PFAS.

Spinetta Marengo non è nuova alle vicende giudiziarie. Nel 2008 per esempio alcune indagini portarono sul banco degli imputati i vertici di Ausimont e Solvay e condannarono per disastro ambientale colposo diverse persone. Un’altra indagine si è recentemente conclusa e vede coinvolti Stefano Bigini e Andrea Diotto, fino a poco settimane fa direttore dello stabilimento. Insomma, c’è poco da stare tranquilli.

Ulteriori studi e campionamenti nei prossimi mesi saranno cruciali per stabilire quanto sia reale il pericolo e la diffusione di queste sostanze

DIFFUSIONE PFAS IN TUTTO IL PIEMONTE

Gli studi epidemiologici di Arpa e ASL, seppur contestati dall’azienda, hanno evidenziato come a Spinetta Marengo ci si ammali di più. Da tempo i cittadini riuniti in comitati e le associazioni ambientaliste fanno pressioni sulle istituzioni. Tuttavia da verifiche più recenti, in particolare dal rapporto di Greenpeace del 6 febbraio, è emerso che i PFAS non sono circoscritti alle zone limitrofe alla Solvay, ma che stanno dilagando in tutto il Piemonte, anche in zone che non monitorate che però sono state analizzate attraverso campionamenti indipendenti di Greenpeace.

Sono più di settanta i comuni interessati e potrebbero essere 125 mila le persone ad aver bevuto acqua contenente sostanze cancerogene. Senza contare i casi del passato relativi a Veneto e Lombardia. Insomma, la questione legata al Piemonte è solo l’ultima di una lunga serie. Dopo l’allarme di Greenpeace, giovedì 8 febbraio 2024 il Comune di Torino, nella persona dell’assessora all’ambiente Chiara Foglietta, aveva inviato una lettera formale a SMAT per conoscere dati e analisi relativi ai PFAS.

piemonte pfas

“SMAT informa che l’acqua prodotta e distribuita dalla società ai cittadini dell’Area Metropolitana Torinese rispetta i rigorosi standard di sicurezza e qualità prescritti dalla legislazione vigente, garantendo la salubrità per i consumatori”, si legge nella lettera. “Nella campagna PFAS del 2023 sono stati analizzati oltre 25000 parametri specifici, al fine di rilevare l’eventuale presenza di tali composti nelle acque potabili, con il costante impegno, la trasparenza e la serietà che contraddistinguono da sempre il suo agire, SMAT, tramite il proprio sito web, ha reso disponibili a tutti tali dati, inserendoli fra i parametri di monitoraggio della qualità dell’acqua che vengono aggiornati semestralmente, suddivisi per Comune e in Torino per Circoscrizione”.

Questa la risposta della Società Metropolitana Acque Torino attraverso una lunga nota in cui assicura che l’acqua del capoluogo è sicura e controllata. Nonostante queste rassicurazioni i punti oscuri di questa vicenda sono ancora molti e i dati non sempre sono concordi. Gli attivisti e diversi comitati richiedono la chiusura dell’impianto della Solvay e l’inizio di una vera e propria operazione di bonifica. Ulteriori studi e campionamenti nei prossimi mesi saranno cruciali per stabilire quanto sia reale il pericolo e la diffusione di queste sostanze.

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