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Perché?

Spesso sentiamo parlare di banche armate e di campagne a favore di un’economia ed una finanza etica. Più raramente si riflette su un’altra fonte di investimento che riguarda quasi ogni cittadino italiano maggiorenne: l’assicurazione.

Mentre su altri fronti le persone prima di scegliere dove mettere i loro soldi si informano, riflettono e – in molti casi – esercitano scelte motivate anche da fattori etici ed ideali, quando si tratta di assicurare la propria auto o la propria casa, sembra che l’unico parametro importante sia dato dal costo.

Eppure alcune grandi compagnie assicurative movimentano cifre superiori a quelle di diverse banche.

Come mai ne sappiamo così poco? È il momento di approfondire!


Come funzionano le assicurazioni tradizionali?

Negli ultimi dieci anni il numero delle compagnie assicurative è calato del 40% e oggi le dieci più grosse detengono quasi l’80% delle quote di mercato: un vero e proprio oligopolio. Ma cosa sappiamo di queste grandi compagnie?

Purtroppo il mondo assicurativo è ancora in parte avvolto dall’ombra. Se nei confronti delle banche la vigilanza è abbastanza alta, le compagnia assicurative godono di minore attenzione. Tuttavia il loro impatto è spesso equivalente, a volte persino superiore, a quello di un istituto bancario. Sono ormai numerosi i dossier prodotti da associazioni e Ong che mostrano come alcune delle più grosse compagnie assicurative investono ancora oggi in attività non sostenibili dal punto di vista sociale ed ambientale. Le centrali a carbone in Polonia sono state a lungo finanziate da un grosso gruppo italiano, mentre molti colossi internazionali investono nelle armi nucleari prodotte da multinazionali come la Lockheed Martin e la Northrop Grumman; altri ancora, come ha evidenziato un dossier di Oxfam, speculano sui beni alimentari di prima necessità rendendoli inaccessibili a intere fette di popolazione nei paesi più poveri.

Inoltre spesso le assicurazioni hanno comportamenti poco corretti verso i propri clienti, ed è facile incappare in casi di discriminazioni ingiustificate, comportamenti licenziosi o vere e proprie infrazioni che allontanano le assicurazioni da una condotta etica e sostenibile.

Oggi, almeno in parte, si registra un’inversione di tendenza e sempre più assicurazioni sembrano porsi il problema dell’eticità dei propri investimenti, anche in risposta alle campagne di sensibilizzazione delle associazioni ambientaliste e per i diritti umani e al crescente interesse delle persone su questi aspetti. Che il vento stia cambiando?


Cosa puoi fare?

1. Chiedi alla tua assicurazione

Come prima cosa puoi informarti su come investe i soldi la tua assicurazione, chiedendo ai suoi consulenti. La crescente sensibilità da parte delle persone sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale ha spinto alcune assicurazioni a inserire all’interno delle loro offerte dei prodotti più attenti a questi aspetti. Questo passaggio è importante perché così le compagnie assicurative diventeranno sempre più consapevoli delle esigenze dei propri clienti, e saranno invogliate a fare investimenti in linea con la loro sensibilità.

2. Scegli un’assicurazione etica

Se le risposte che ti vengono date non ti soddisfano, puoi fare un ulteriore passaggio e… scegliere una assicurazione etica!


In Italia ad oggi l’unico intermediario assicurativo basato sui principi della finanza etica è CAES – Consorzio Assicurativo Etico e Solidale.


CAES

CAES è nata nel 1994 dal mondo dell’economia solidale e del consumo critico e si rivolge soprattutto ai soggetti del Terzo Settore, offrendo pacchetti specifici che rispondono ad esigenze che la maggior parte degli altri operatori non prende in considerazione. Tuttavia ci sono anche molte offerte destinate alle famiglie e ai singoli cittadini.

CAES non è una vera e propria compagnia assicurativa, ma un intermediario che si appoggia ad Assimoco, l’assicurazione di riferimento del mondo cooperativo italiano. Assimoco è una B-corp certificata, ovvero un’azienda che volontariamente rispetta i più alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza, andando oltre l’obiettivo del profitto. [Vuoi saperne di più sulle B-corp? Leggi la nostra storia!]

Ecco alcuni degli aspetti che caratterizzano l’operato di CAES:

  • estensione della copertura assicurativa per tutte le attività del cliente, per quanto concerne cooperative ed associazioni (no polizze “aperte”, nelle quali le coperture vengono integrate solo a posteriori, per esempio a fronte di un sinistro, con conseguente aumento del premio);
  • premi da pagare uguali per tutti (non secondo logiche di clientelismo);
  • chiarezza e trasparenza delle condizioni contrattuali e delle informazioni fornite al cliente in sede di preventivo;
  • semplificazione della gestione assicurativa;
    rinuncia alla rete di vendita a provvigione;
    costi equi in rapporto alla qualità ed alla mutualità dello strumento di garanzia.

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