26 Set 2022

Elezioni, un commento a caldo sui risultati – #586

Giorgia Meloni che vince le elezioni, il centrodestra che plausibilmente andrà al governo, i risultati ai seggi uninominali, le prospettive per i prossimi mesi, e ancora alcune considerazioni sulle modalità di voto. Come saprete ieri ci sono state le elezioni politiche, e noi le commentiamo assieme.

Allora, sì, ecco, è andata. Come? Eh. Come più o meno si sapeva. “Ha vinto Giorgia Meloni”, “Meloni si prende l’Italia”, “Meloni vince da sola”, “Tocca a Giorgia”. Questi i titoli dei principali giornali nazionali. A parte Libero che con una certa dose di autoreferenzialità titola “Liberi!!!”.

Vediamoli meglio allora, come prima cosa, questi risultati, poi facciamo qualche commento. Come dicevo, i sondaggi hanno rispecchiato quasi perfettamente l’esito del voto. Vince, nettamente, Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni ottiene oltre il 26% delle preferenze diventando primo partito del paese.

Alle sue spalle il Pd, che sfiora il 20%, ma sembrerebbe non arrivarci. Segue il M5S, che raggiunge invece il suo obiettivo del 15% superando ampiamente la Lega, che si ferma al 9% ed è il partito che ottiene meno consensi rispetto ai sondaggi, che fino a due settimane fa lo davano attorno al 13%.

Seguono Forza Italia con l’8,2%, Azione (Calenda-Renzi) con il 7,7, l’alleanza Verdi-Sinistra al 3,6%, +Europa al 3,e poi ci sono gli “uno virgola” : Italexit all’1,9, Unione popolare all’1,2, e via tutti gli altri.

ASTENSIONISMO RECORD

Come spesso ci capita di commentare, comunque, il partito di maggioranza è quello degli astenuti. Ha votato il 63,91% degli aventi diritto, un crollo di quasi 10 punti percentuali rispetto alla precedente tornata elettorale del 2018, quando si era recato alle urne il 73,01% degli elettori. Si tratta del dato più basso mai registrato per le elezioni politiche nella storia repubblicana

CHI ENTRA, CHI RESTA FUORI

Intanto arrivano i primi verdetti nei collegi uninominali. Quello più netto, impietoso, è verso l’ex Ministro degli Esteri Luigi di Maio, uscito dal M5S per fondare il suo partito, “Impegno Civico” e rimasto però al palo. IC ha preso lo 0,5% e Di Maio, scrive il Fatto Quotidiano riportando i risultati ancora parziali elaborati da YouTrend, è stato sconfitto nel suo collegio sconfitto proprio da Sergio Costa, ex ministro dell’Ambiente, candidato del M5s, restando così fuori dal parlamento.

Nel collegio di Roma Centro, dove si sfidavano Emma Bonino e Carlo Calenda, secondo Youtrend, l’ha invece spuntata la candidata del centrodestra Lavinia Mennuni. Calenda è arrivato terzo, con il 14%, più che doppiato da entrambe le candidate. Perché lui vuole comunque essere il terzo polo. Comunque se vi stavate preoccupando, tranquilli, né lui né Bonino non resteranno fuori dal parlamento. C’è il paracadute, ovvero il sistema che prevede che se non si viene eletti nel seggio uninominale si può essere ripescati nel proporzionale.

Altri risultati. Ilaria Cucchi candidata del centrosinistra è stata eletta al Senato nel collegio di Firenze. Eletto anche Claudio Lotito, candidato del centrodestra in Molise. Negli altri testa a testa, in uno scontro fra titani – si fa per dire – Casini batte Sgarbi, mentre, in maniera molto simbolica, nel collegio senatoriale di Sesto San Giovanni, Isabella Rauti ha sconfitto Emanuele Fiano (Pd) in maniera netta.

Perché dico in maniera profondamente simbolica? Perchè Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, era considerata la Stalingrado d’Italia (o perlomeno una delle). Una cittadina operaia che aveva vissuto appieno le rivolte, le manifestazioni, gli scioperi degli anni Sessanta e che era rimasta una cosiddetta “roccaforte rossa”. Ecco, nella roccaforte rossa è stata eletta Isabella Rauti, che è figlia di Pino Rauti, l’ex segretario dell’Msi.

CHE SUCCEDE ADESSO?

Quindi adesso che succede? Succede che il Centrodestra ha tutti i numeri per governare in autonomia. Che plausibilmente Meloni riceverà l’incarico da Mattarella di formare un nuovo governo di cui sarà premier, la prima premier donna della storia del nostro paese. Il che anche qui è paradossale se pensate che è plausibile che sarà anche un premier che farà politiche probabilmente conservatrici su un sacco di temi che riguardano proprio – principalmente – le donne, come l’aborto. 

In bilico Salvini e Letta, invece, a livello di leadership interna al partito. Il primo ha subito un crollo verticale di 8 punti percentuali rispetto a 4 anni fa. Il secondo non ha raggiunto la quota-obiettivo del 20%. Nei prossimi giorni vedremo che succede.

Poi in molti si chiedono se e come un governo del genere terrà botta di fronte alla sfiducia probabile dei mercati e delle istituzioni Ue, in un momento di crisi energetica e con un’incipiente crisi economica. 

Giovedì la Presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha detto, papale papale, “Vedremo il risultato del voto in Italia, ci sono state anche le elezioni in Svezia. Se le cose andranno in una direzione difficile, abbiamo degli strumenti, come nel caso di Polonia e Ungheria”.

Parole che hanno sollevato un discreto polverone, fra chi se ne è sentito sollevato, del tipo “i fascisti non andranno al potere, in un modo o nell’altro ci salverà l’Europa, e chi ha detto “è questa dichiarazione ad essere fascista”. Insomma, mi pare di capire che il nostro destino è segnato, in un senso o nell’altro.  

ALTRE NOTIZIE

Facciamo qui una piccola parentesi. perché come spesso accade mentre mi sono fermato, ma giusto 4 giorni, con INMR, il mondo ha fatto nuovamente casini. Non Pierferdinando eh. Proprio il caos, intendo. 

Putin ha convocato la mobilitazione parziale, ovvero il richiamo sul fronte obbligatorio di migliaia di nuovi soldati, con tanto di carcere per i disertori, scatenando il panico.

In Iran sono esplose le proteste delle donne, in seguito alla morte di una ragazza mentre era un fermo dalla polizia per un velo indossato scorrettamente, soppresse fin qui violentemente dal regime religioso.

Dalle Marche arrivano aggiornamenti post allagamento.

Noi abbiamo appena terminato il nostro tour del decennale.

Ma oggi non ne parliamo. Lo facciamo domani.

ALTRI ASPETTI

Torniamo alle nostre elezioni. Alcuni hanno fatto notare come anche la procedura del voto sia regolata da una legge di oltre mezzo secolo fa, ossia del 1967, che ormai suona piuttosto retrograda. Le liste elettorali sono suddivise per genere, quindi una per gli uomini e una per le donne. Liste elettorali contenute, ancora oggi, in registri rosa per le donne e azzurri per gli uomini.

Il che ha creato non pochi problemi quando ai seggi si sono presentate persone transessuali e non binarie.

In molti luoghi d’Italia sono state segnalate file infinite di un genere, mentre l’altro scorreva senza problemi. 

IL VOTO IN SICILIA

Ultimo punto della puntata, si è votato anche in Sicilia, per le regionali. Lo spoglio inizierà alle 14 di oggi, ma gli exit poll danno come vincente Renato Schifani, ex presidente del Senato, sostenuto dall’intero centrodestra, che avrebbe una percentuale tra il 37 e il 41 per cento, in vantaggio di 13 punti sul secondo, Cateno De Luca, sostenuto solo dal suo movimento ‘Sicilia Vera’. Ma appunto, sono exit poll, quindi aspettiamo domani per commentare.

Domani daremo anche qualche commento un po’ più a freddo, faremo qualche analisi più sensata, intanto ci tenevo a darvi la notizia. Buona giornata.

FONTI E ARTICOLI

#elezioni
il Fatto Quotidiano – Elezioni politiche 2022, da Cucchi a Lotito e Casini: ecco chi entra in Parlamento eletto nei collegi uninominali
il Fatto Quotidiano – Elezioni, diretta – Affluenza definitiva al 63,9%, quasi 10 punti in meno rispetto al 2018: è nuovo record negativo https://www.ilfattoquotidiano.it/live-post/2022/09/25/elezioni-diretta-affluenza-definitiva-al-639-quasi-10-punti-in-meno-rispetto-al-2018-e-nuovo-record-negativo/6816158/
The New Yorker – The Man Who Explains Italy

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