16 Feb 2022

Eutanasia legale, la Corte Costituzionale boccia il referendum – #464

La Corte Costituzionale boccia il referendum sull’eutanasia legale, dichiarandolo inammissibile, mentre in Svizzera due referendum su pubblicità del tabacco e sperimentazioni animali sono stati votati domenica, con esiti opposti. Il Parlamento europeo fa alcuni passi indietro sulla tutela dei diritti animali ridiscutendo l’approvazione dell’alimentazione forzata (quella alla base del foie gras). Intanto proseguono le proteste del Freedom Convoy in Canada, che portano il governo ad adottare misure straordinarie, mentre il governatore dell’Ontario sospende il Green Pass. E Dall’Ucraina arrivano ulteriori segnali distensivi.

EUTANASIA LEGALE

Vi ricordate il referendum sull’eutanasia legale? Quello per cui sono state raccolte oltre 1,2 milioni di firme? Ecco ieri la Corte costituzionale lo ha – per ora ufficiosamente, in una nota, in attesa che venga depositata la sentenza – dichiarato inammissibile. Il quesito referendario chiedeva l’abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente), ma la Corte ha ritenuto che a seguito dell’abrogazione, sebbene parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana. Sia in generale, che con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili. 

Ovviamente il fatto sta sollevando un discreto polverone, perché in molti confidavano che fosse l’occasione per coronare una battaglia che nel nostro paese va avanti da 40 anni. Le reazioni più accorate sono quelle di chi il referendum lo stava portando avanti, promuovendo, aveva raccolto le firme. Tipo Mina Welby e Marco Cappato dell’associazione Luca Coscioni, che hanno parlato rispettivamente di una “stilettata al cuore. Sono senza parole e molto triste” e di “una brutta notizia per la democrazia nel nostro paese”. Cappato aggiunge anche che “la battaglia per l’eutanasia legale non si ferma, useremo ogni strumento per noi utile per arrivare a un diritto umano e civile che deve essere conquistato dal nostro paese. Il referendum sarebbe stata la strada più utile ma lo faremo lo stesso”. 

E in effetti, al di là del parere della Consulta, si stanno smuovendo diverse cose su quel fronte ultimamente. Sempre ieri è iniziata alla Camera dei deputati la discussione della legge sul fine vita. Una legge che però a detta di Cappato sarebbe migliorabile, perché si rivolge solo a persone tenute in vita grazie a macchinari (e quindi non ad esempio altri malati terminali che soffrono ugualmente atroci sofferenze) e perché non prevede tempi e scadenze certe per questi procedimenti, tempi che sono fondamentali visto che si rivolgono a chi di tempo spesso non ne ha. Anche su questa legge comunque, si teme l’ostruzionismo dei partiti, e si vocifera che il centrodestra voglia chiedere il voto segreto, che è lo stesso sistema con cui è stato affossato il ddl Zan.

Qualche giorno prima invece, l’11 febbraio, è arrivata la relazione dell’Azienda sanitaria unica regionale delle Marche sul caso del suicidio assistito di un 43 (chiamato Mario, nome di fantasia, per questioni si privacy, rimasto tetraplegico per via di un’incidente) che ha infine approvato il farmaco da somministrare, dopo che per mesi si era giocato una sorta di scaricabarile in cui nessuno voleva assumersi la responsabilità di fare l’ultimo passo per autorizzare l’autosomministrazione di un farmaco che ponga fine alla vita, in Italia.

REFERENDUM IN SVIZZERA

Restiamo in tema di referendum e spostiamoci in Svizzera. Perché domenica si è votato per due referendum, uno sulla pubblicità delle sigarette e uno sulle sperimentazioni animali. Sul primo, quasi il 57% dei votanti e 16 dei 26 cantoni svizzeri hanno deciso per il divieto della pubblicità del tabacco, a tutela dei più giovani.

Considerate che in Svizzera il tema è molto sentito, e il dibattito molto polarizzato, anche perché nei cantoni hanno sede sia i giganti mondiali della ricerca scientifica che le grandi lobby del tabacco. Ed è la prima volta che un’iniziativa popolare sul tema della prevenzione dal fumo ha convinto il popolo e i cantoni, in verso contrario a quanto sostenuto dalla maggioranza in parlamento.

Il quesito referendario che chiedeva il divieto di sperimentazione sugli animali è stato invece respinto. Tutti i partiti politici, il parlamento e il governo si erano opposti all’iniziativa, sostenendo che avrebbe avuto conseguenze disastrose per la ricerca medica (di cui appunto la Svizzera è ricca di centri). Se il provvedimento fosse passato la Svizzera sarebbe stato il primo Paese a vietare del tutto la sperimentazione animale.

FOIE GRAS

Restiamo in tema dei diritti delle altre specie. Perché il Parlamento europeo ha approvato lunedì un report sul benessere animale, che diverse associazioni hanno denunciato perché ammette la pratica usata per il foie gras, ovvero della alimentazione forzata, una pratica che in molti paesi Ue è vietata da anni.  

Va bene cambiamo argomento e andiamo ad aggiornarci su due questioni che abbiamo già trattato nei giorni scorsi. Le proteste dei camionisti in Canada e la situazione in Ucraina.

FREEDOM CONVOY

In Canada ci sono state diverse novità. Domenica la polizia canadese ha liberato l’Ambassador Bridge, l’importante ponte che collega Stati Uniti e Canada, che era stato occupato dai manifestanti del Freedom Convoy, in protesta contro le restrizioni per il coronavirus, creando una vera e propria crisi della logistica.

Le proteste comunque sono andate avanti e hanno acquisito vigore. Al punto da generare reazioni opposte. Lunedì il primo ministro canadese Justin Trudeau ha annunciato che adotterà misure straordinarie, a livello federale, per fermare la protesta. Le misure fanno parte del cosiddetto “Emergencies Act”, che può essere invocato solo in casi di particolare pericolo, ed è la prima volta nella storia del Canada che il governo le adotta per contenere una protesta antigovernativa. Pare che Trudeau fosse restio alla cosa, ma abbia infine accettato su pressione del governo Usa. L’Emergencies Act darà al governo, per 30 giorni, poteri straordinari, tra cui quello di bloccare i conti correnti dei manifestanti e di aumentare i poteri delle forze dell’ordine. Che non è poca cosa, anche se Trudeau ha garantito che queste misure saranno applicate solo temporaneamente e in modo molto selettivo.

Intanto però  Doug Ford, premier dell’Ontario, lo stato canadese dove ha sede la capitale federale Ottawa, epicentro delle proteste, ha annunciato che il passaporto vaccinale sarà revocato dal 1° marzo nel suo stato, spiegando che la grande maggioranza delle persone è vaccinata e che il picco di Omicron è ormai superato. Ma è plausibile che un peso notevole sulla decisione lo abbiano avuto proprio le proteste.

UCRAINA

Va bene passiamo a parlare dell’Ucraina. Perché oggi è il giorno in cui le fonti di intelligence americane avevano individuato il possibile attacco dell’esercito russo all’Ucraina. Con tutti i punti interrogativi del caso, vista la fonte. Comunque fatto sta che l’attacco non sembrerebbe in procinto di avvenire, e anzi da ieri è iniziato un processo di apertura e distensione, per quanto parziale. 

L’esercito russo ha iniziato a ritirare alcune delle sue truppe dai confini ucraini, mentre il ministro degli esteri Lavrov si è detto soddisfatto delle risposte ottenute negli ultimi giorni dai leader occidentali. Fra l’altro Macron deve aver lanciato una moda, perché dopo di lui tutti i colloqui si sono fatti su tavoli lunghi sei metri, apparentemente sempre per evitare di fornire informazioni sensibili sul codice genetico dei vari capi di stato. Comunque l’effetto era altamente simbolico. 

Insomma, è presto per gridare allo scampato pericolo, ma l’andamento della situazione sembrerebbe quello della distensione. Negli ultimi giorni la strategia di Biden e Putin è stata quella di mandare avanti gli altri, e poi affermare che le cose stavano andando come volevano loro e presentare il tutto come una vittoria.

FONTI E ARTICOLI

#eutanasia
La Repubblica – Eutanasia, per la Consulta è inammissibile il referendum sull’omicidio del consenziente: “Non tutela la vita”
L’Espresso – La legge sul fine vita in Parlamento rischia di fare la fine del ddl Zan

#referenda svizzeri
euronews – Referendum in Svizzera: no alla pubblicità del tabacco, sì alla sperimentazione animale

#Foie gras
La Stampa – Foie Gras, Parlamento Europeo al voto per la riabilitazione dell’alimentazione forzata. Gli animalisti: “È una pratica crudele e illegale”

#Canada
il Post – Il ponte tra Canada e Stati Uniti occupato dal Freedom Convoy è stato sgomberato
La Stampa – Canada, prima vittoria per i No Green Pass del “Freedom Convoy”: il premier dell’Ontario cancella il certificato obbligatorio
The New York Times – Canada Protests: Ottawa Police Chief Resigns After Trudeau Declares National Emergency to End Protests
il Post – Il primo ministro canadese ha adottato alcune misure speciali contro la protesta Freedom Convoy

#Amazzonia
Il Fatto Quotidiano – Brasile, il disboscamento della foresta amazzonica a livelli record dal 2015: sparita la superficie di 40mila campi da calcio

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