22 Mar 2022

Mucche Ogm o autoproduzione alimentare? – #486

Bovini geneticamente modificati made in Usa, boom dell’autoproduzione alimentare in Italia, rischi e opportunità della crisi petrolifera secondo il segretario Onu e l’International Energy Agency. E ancora, temperature folli in Antartide, sbiancamento dei coralli in Australia e megattere non più a rischio estinzione. Tante notizie, oggi, per tutti i gusti.

USA, FDA APPROVA BOVINI OGM 

Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ha approvato per il consumo, dicendo che sono sicure, due razze di bovini da carne geneticamente modificate. Si tratta di animali, riporta GreenMe, “prodotti” – termine orribile, ma in questo caso inquietantemente accurato –  da Acceligen, un’azienda che, leggo sul loro stesso sito “è leader nella tecnologia di editing genico e fornisce agli allevatori nuove opportunità per accelerare il miglioramento genetico. Introducendo una genetica unica e preziosa, possiamo accorciare drasticamente i cicli di sviluppo tipici dell’allevamento selettivo convenzionale”.

È un nuovo tabù che cade. È la prima volta che un animale geneticamente modificato è approvato per il consumo di carne. In questo caso le due razze di mucche aprovate sono state modificate in modo da far crescere il pelo corto e liscio.

Secondo gli esperti della FDA questa modificazione genetica è “a basso rischio” e ciò significa che Acceligen, l’azienda che produce quella razza, non avrebbe nemmeno bisogno di chiedere l’approvazione per venderla. Il che in pratica equivale a una specie di autorizzazione.

Non è chiaro quando questo tipo di carne sarà reso disponibile negli Stati Uniti e nemmeno come verrebbe etichettata. E personalmente non ho minimamente le competenze per dire se è una cosa pericolosa oppure no. La sensazione però è che sia un altro passetto in una direzione che è a) pericolosa, perché la verità è che nessuno può sapere con certezza assoluta quali effetti a lungo termine sull’intero sistema può avere l’ingegneria genetica su altri esseri viventi, e b) inutile, perché gli allevamenti intensivi di carne, che sono la cornice che rende economicamente vantaggiosi business di questo genere, sono destinati a scomparire, se vogliamo almeno in parte arginare la crisi climatica.

Ah, ricordiamoci anche di questi aspetti quando parliamo di rivedere le normative sulla sicurezza alimentare europea e aprire alle importazioni tout court dagli Usa per far fronte alla crisi del cibo.

AUTOPRODUZIONE, BOOM IN ITALIA

A proposito, c’è una buona notizia da questo punto di vista. Euronews riportando un report di Coldiretti ci dice che con i rincari nel carrello della spesa, provocati dal caro energia, quasi la metà degli italiani e italiane (il 44%) hanno deciso di coltivare in proprio e a chilometro zero frutta e verdura in giardini, orti urbani e piccoli appezzamenti di terreno, ritagliati anche nelle grandi metropoli come Roma.

Insomma, si registra un boom dell’agricoltura urbana cominciato nel periodo delle restrizioni Covid e che prosegue tutt’ora. Scrive la Coldiretti: “I tempi sono cambiati ma il ritorno della guerra in Europa ha portato con sé, oltre alla grande solidarietà al popolo ucraino, grande preoccupazione per gli effetti della guerra sull’economia reale a partire dall’alientazione. I giardini e i balconi delle abitazioni lasciano spazio così ad orti per la produzione “fai da te” di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli fave e ceci da raccogliere, trasformare o conservare all’occorrenza. Un fenomeno che, oltre a far risparmiare, aiuta anche a trascorrere momenti di relax e allentare le ansie”.

A proposito di agricoltura vi segnali anche il bell’articolo di Valentina D’amora su Italia che Cambia che racconta la sfida di produrre grano in Italia oggi, come fa Roberto Ferrari che coltiva grani antichi in Val Borbera, in Piemonte.

IEA, 10 PUNTI PER RIDURRE L’USO DI PETROLIO

Intanto il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres lancia l’allarme sul fatto che la guerra in Ucraina possa causare un aggravamento anche della situazione climatica. e mettere fuori portata gli obiettivi globali sul clima. Questo perché i paesi potrebbero, come dicevamo ieri, rispondere all’aggressione della Russia aumentando il loro uso di combustibili fossili.

Ecco cosa ha detto: “Le conseguenze della guerra russa in Ucraina rischiano di sconvolgere i mercati globali dell’alimentazione e dell’energia, con importanti implicazioni per l’agenda climatica globale. Le misure a breve termine per sostituire l’energia dalla Russia potrebbero creare una dipendenza a lungo termine dai combustibili fossili e chiudere definitivamente la nostra possibilità di mantenere il riscaldamento globale entro il grado e mezzo.”

Il rischio è concreto, e quest’ottica mi sembrano molto interessanti i 10 punti individuati dall’International Energy Agency, l’ente internazionale più autorevole in campo di energia, che con maggiore lungimiranza rispetto a molti stati nazionali ha suggerito alcune azioni ai governi per emanciparsi dal petrolio (non solo quello russo).

  • Ridurre i limiti di velocità in autostrada di almeno 10 km/h: taglia 290mila bpd per le auto e 140mila bpd per i tir.
  • Lavoro da remoto almeno 3 giorni a settimana laddove possibile: 1 giorno a settimana fa risparmiare 170mila bpd, 3 giorni valgono circa 500mila barili.
  • Domeniche ecologiche, niente auto in città: farlo ogni domenica taglia 380mila bpd, 1 sola domenica al mese vale 95mila barili.
  • Abbassare il prezzo del trasporto pubblico locale e incentivare la micromobilità, incluse quella pedonale e le biciclette: la misura vale 330mia bpd.
  • Targhe alterne nelle grandi città: vale 210mila bpd.
  • Aumentare il car sharing: taglia 470mila bpd.
  • Migliorare l’efficienza nella guida dei mezzi pesanti e per la consegna delle merci: il risparmio è di 320mila bpd.
  • Preferire alta velocità e treni notturni all’aereo ove possibile: 40mila bpd.
  • Evitare viaggi di lavoro in aereo dove esistono alternative valide: meno 260mila bpd.
  • Infine, potenziare la diffusione di veicoli elettrici e di auto più efficienti: vale 100mila bpd.

Queste misure, se adottate dall’Unione europea, potrebbero permettere di risparmiare, secondo le stime della stessa Iea, fino a 3 milioni di barili di petrolio al giorno, che sono esattamente il quantitativo di petrolio che i paesi Ue importano dalla Russia. Sono tutte misure abbastanza semplici di applicare, nemmeno particolarmente strutturali, che però potrebbero dare una bella spinta all’abbandono del petrolio. Ben fatto Iea. Yeah.

CORALLI E MEGATTERE

Due o tre notizie dagli ecosistemi, prima di chiudere. Nella giornata di venerdì 18 marzo numerose stazioni meteorologiche in Antartide hanno registrato dati semplicemente molto molto preoccupanti. Il sito di Concordia, in particolare, situato a più di 3.200 metri di altitudine, ha toccato i -12,2 gradi centigradi. Freddino per le nostre latitudini, ma un caldo equatoriale per quella altitudine in Antartide. Considerate che la media stagionale è di oltre 40° in meno.

Intanto dall’Australia arriva la conferma che è in corso il quarto fenomeno di sbiancamento di massa dei coralli negli ultimi sei anni, di cui parlavamo qualche giorno fa (quando era solo un’ipotesi). Una pessima notizia per la grande barriera corallina, uno dei patrimoni di biodiversità più ricchi al mondo. 

Sempre dall’Australia però arriva anche una bella notizia. Le megattere non sono più nella lista delle specie a rischio. Il merito, pare, è delle misure di protezione e tutela adottate dal paese negli ultimi 60 anni. Quando ci mettiamo di impegno riusciamo anche a fare delle belle cose, via.

FONTI E ARTICOLI

#mucche ogm
GreenMe – La carne delle “super mucche” geneticamente modificate ora può essere venduta negli Stati Uniti

#autoproduzione
Euronews – Caro prezzi: esplode l’agricoltura ‘fai da te’ in terrazze e orti urbani

#grano
Italia che Cambia – Coltivare grano oggi: l’esperienza di un piccolo agricoltore

#petrolio
The Guardian – Ukraine war threatens global heating goals, warns UN chief
Rinnovabili.it – Frenare il caro petrolio, la ricetta dell’Iea in 10 punti

#guerra
Valori – Russia-Ucraina, la prima guerra nell’era delle criptovalute
Internazionale – Mariupol, l’Ucraina e il crimine dei bombardamenti sugli ospedali

#clima
Lifegate – Antartide, temperature di 40 gradi superiori alla media stagionale

#coralli
Rinnovabili.it – Ufficiale, in corso la 4° moria dei coralli di massa in 6 anni

#megattere
GreenMe – In Australia le megattere non sono più a rischio di estinzione

#foreste
Rinnovabili.it – Oggi si celebra la Giornata internazionale delle foreste 2022
La nuova ecologia – Foreste, Ue responsabile del 10% dei disboscamenti globali

#carbon tax
Lifegate – Raggiunto un primo accordo sulla carbon tax europea

#acqua
Ansa – Acqua: Istat, oltre un terzo va perso in rete distribuzione

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace


Le “relazioni pericolose” di Cingolani – Io Non Mi Rassegno #525

|

“La tempesta Vaia ci ha lacerato, ma ci ha anche spinto a fare qualcosa per il nostro Pianeta”

|

MedReAct: “Ecco come difendiamo il Mediterraneo dalla pesca intensiva e dai cambiamenti climatici”

|

Combustibili fossili: censura mediatica e repressione colpiscono Italia Che Cambia e Fridays For Future

|

La finanza etica può contrastare l’economia di guerra? Secondo Anna Fasano sì. Ecco come…

|

Stavolta tocca a noi. Emerging Communities sbarca a Mantova per scoprire Italia che Cambia

|

Dalle multinazionali alla terra, il ritorno di Nella De Vita in Calabria – Io Faccio Così #354

|

Vivere in barca vela con tre figli e un cane. Insieme nel bene e nel mare