29 Giu 2022

Quei migranti che non fanno notizia – #551

Gli ultimi mesi, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina, ci hanno reso più accoglienti verso le persone che scappano dalla guerra. Eppure rimangono enormi discrepanze e le persone che provengono da una buona fetta del mondo restano a tutti gli effetti di serie B. Tipo i migranti africani che cercavano di entrare in territorio spagnolo di Melilla e sono stati brutalmente aggrediti e uccisi dalla polizia. O quelli messicani morti in un tir negli Usa, forse per via del caldo. Parliamo anche della strana strage avvenuta in Sudafrica e delle iniziative di disobbedienza civile di Ultima Generazione a Roma, represse sul nascere.

MORTI MIGRANTI – MELILLA, SPAGNA

Qualche giorno prima, il 24 giugno il presidente del consiglio socialista della Spagna, Pedro Sánchez, si era complimentato col Marocco per la «straordinaria cooperazione» durante un  tentativo di scavalcare in massa la recinzione che circonda interamente l’enclave spagnola di Melilla. I frutti di questa straordinaria cooperazione? 37 migranti morti, uccisi dalla polizia, e diverse decine di feriti. 

Ma cerchiamo di capire che cosa è successo. Melilla è un pezzetto di territorio Spagnolo lungo la costa marocchina, completamente recintato per impedire i tentativi di alcuni cittadini marocchini e di altri paesi africani di entrare in territorio spagnolo. 

Venerdì mattina presto la gendarmeria marocchina aveva avvertito che circa 1.500 migranti, provenienti perlopiù da paesi subsahariani, si stavano avvicinando all’exclave con l’intento di entrare in territorio spagnolo. Attorno alle 8.30 circa 500 persone avevano provato effettivamente a farlo, accalcandosi attorno alle barriere, mentre gli agenti marocchini cercavano di gestire la situazione. 133 persone erano riuscite a entrare, molte altre no, fermati con violenza dalle forze dell’ordine marocchine. 

Da lì i fatti diventano più confusi e difficili da ricostruire. E ci sono molte discrepanze sui numeri a seconda delle fonti. Il governo spagnolo non nomina nessun morto, quello marocchino parla di 23 morti e 35 feriti, mentre diverse Ong parlano di almeno 37-40 morti e oltre cento feriti, di cui 13 gravi. Ciò che è testimoniato da molti filmati è la brutalità con cui i migranti vengono picchiati dalla polizia, con persone malmenate e altre che giacciono a terra, non si capisce se vive o morte, decine di corpi senza vita o agonizzanti impilati uno sull’altro e vigilati da un cordone di gendarmi marocchini in assetto antisommossa.

Secondo l’Associazione Marocchina per i Diritti Umani, le autorità si stanno sbrigando a seppellire in alcune fosse comuni i cadaveri, senza identificazioni o autopsie. 

Una vera e propria tragedia umanitaria, che però non sembra aver scosso il governo socialista di Sanchez, che forse per mostrarsi un valido avversario per la destra xenofoba che sta guadagnando consensi in Spagna, ha dichiarato, a margine dei fatti: «Vorrei inoltre ringraziare, a nome del governo spagnolo, la straordinaria cooperazione che stiamo avendo con il Regno del Marocco e che dimostra la necessità di avere il meglio delle relazioni, una stretta collaborazione anche in materia interna, nella lotta contro l’immigrazione irregolare, che, purtroppo, è stata subita oggi nella città autonoma di Melilla». Appoggiando di fatto il trattamento brutale ricevuto dai migranti.

Sullo sfondo di questa vicenda c’è anche un nuovo storico sodalizio nato a marzo fra il governo spagnolo e quello marocchino sulla pelle dei saharawi, gli abitanti del Sahara occidentale occupato illegalmente dal Marocco, una zona ricchissima di risorse e in particolare di fosfati, sempre più indispensabili per salvare dal collasso l’agricoltura mondiale.

E l’Europa che fa di fronte a tanta brutalità? Formalmente si dissocia, con una dichiarazione ufficiale della portavoce della Commissione europea Nabila Massrali, ma al tempo stesso, mandando uno sconcertante doppio segnale, dice attraverso la Commissaria europea agli Interni Ylva Johansson che «la violazione violenta della frontiera di uno stato non può essere tollerata». La sensazione è che in Europa ancora nessuno sa come fare a gestire un flusso in costante aumento di migranti spinti da guerre e crisi climatica. E una risposta semplice non c’è. Una cosa è certa però: nessuna risposta seria alla crisi migratoria può permettersi di non tenere in considerazione due fattori: la lotta alla crisi climatica e delle serie politiche per smettere di depredare altri paesi delle materie prime per mantenere i nostri standard di vita consumistici. 

Intanto migliaia di persone hanno manifestato a Madrid e in altre città contro il governo, denunciando l’Europa fortezza e l’uso della violenza per impedire che sul suolo spagnolo arrivino persone che potrebbero godere della protezione internazionale fuggendo da dittature, guerre e sconvolgimenti climatici. «La strage è il risultato dell’esternalizzazione della protezione della nostra frontiera ad un paese che non rispetta i diritti umani» spiega Estrella Galán della Commissione Spagnola di Aiuto ai Rifugiati.

MORTI MIGRANTI – SAN ANTONIO, USA

Lunedì invece (il 27 giugno), alla periferia di San Antonio, in Texas, sono state trovate 46 persone morte dentro e attorno a un autoarticolato (un tir) abbandonato: l’ipotesi più probabile è che si tratti di migranti provenienti dal Messico e diretti negli Stati Uniti. Mentre altre 16 persone, tra cui alcuni bambini, sono state trovate vive ma in gravi condizioni per via del caldo e della disidratazione durante il trasporto, anche se non è ancora chiaro cosa sia successo precisamente. 

Lunedì le temperature a San Antonio (come in diverse parti del globo)  hanno raggiunto i quaranta gradi, durante quella che è considerata una delle peggiori ondate di caldo degli ultimi anni.

Il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti sta lavorando con le autorità locali e federali per indagare sulle morti e ricostruire l’accaduto. Il New York Times ha definito l’accaduto «uno dei peggiori episodi di morte di migranti al confine meridionale degli ultimi anni».

Negli ultimi anni gli ingressi non autorizzati di persone provenienti dal Centro America negli Stati Uniti sono aumentati: commentando la tragedia, molti politici texani hanno ribadito chi l’importanza di leggi più severe per impedire le migrazioni, chi di vie di migrazione regolamentate.

LA STRANA STRAGE DI EAST LONDON

Visto che siamo in tema stragi, c’è un fatto di cronaca tanto drammatico quanto inspiegabile avvenuto in Sudafrica, nella città di East London. 21 adolescenti (22 secondo altre fonti) sono morti in circostanze inspiegabili in un locale della città sudafricana.

Praticamente i corpi dei ragazzi sono stati trovati morti all’interno della Enyobeni Tavern, senza alcun evidente segno sul corpo. Il più piccolo aveva 13 anni, il più grande 17. Plausibilmente avevano bevuto alcol (in maniera illegale visto che in Sudafrica bere alcol è proibito per i minorenni), forse anche assunto altre sostanze, o forse sono stati avvelenati, ma non è chiaro. 

Ma sono i racconti dei sopravvissuti a tingere la vicenda di tinte ancora più strane. una ragazza di 16 anni che non ha voluto essere nominata ha detto alla BBC che “Il locale era pieno di gente. L’ingresso era gratuito… e veniva distribuito anche dell’alcol gratis. Abbiamo iniziato a bere e a divertirci con gli altri. Quelli che erano fuori cercavano di entrare con la forza. Solo due buttafuori erano sul posto per controllare la folla. A quel punto le persone hanno iniziato a crollare, cadevano come mosche. Pensavo che stessero svenendo perché avevano bevuto troppo. Molti altri, tra cui io, sono fuggiti dalle finestre. I miei amici sono morti e siamo rimasti tutti traumatizzati”.

Due delle vittime sono morte durante il trasporto in ospedale o in ospedale, mentre le altre 19 sono morte all’interno del locale. Sono stati trovati accasciati sui tavoli o sul pavimento.

ROMA, FERMATO SUL NASCERE IL BLOCCO DI ULTIMA GENERAZIONE

Prima abbiamo menzionato di striscio la crisi climatica, che come spesso vediamo è concausa di varie cose brutte che capitano nel mondo. Per affrontare il problema di petto il movimento Ultima Generazione, nato da una branca di eXtinction Rebellion, ha indetto nei giorni scorsi nuove azioni di disobbedienza civile e blocco del traffico a Roma. Solo che questa volta i ragazzi e le ragazze di UG sono stati bloccati sul nascere dalla polizia. Vi lascio una testimonianza video in cui l’attivista Giulio Giuli spiega l’accaduto.

FONTI E ARTICOLI

#migranti
Greenreport – La strage dei migranti africani a Melilla e l’ipocrisia di Spagna ed Europa
Ansa – Ue, ‘seria preoccupazione per fatti accaduti a Melilla’
il Post – Cosa è successo venerdì a Melilla
il manifesto – Strage di Melilla, «migranti sepolti in fosse comuni»
il Post – Almeno 46 migranti sono stati trovati morti in un tir in Texas

#Strage #Sudafrica
BBC – South Africa police try to unravel mystery of tavern deaths

#Ucraina
il Post – Cosa si sa dell’attacco russo al centro commerciale di Kremenchuk

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