19 Mag 2022

Ufo, per il Congresso Usa sono un “pericolo nazionale” – #524

Torniamo a parlare di Ufo, o per meglio dire di Uap, fenomeni aerei non identificati, perché martedì c’è stata un’audizione su questo tema al Congresso americano da cui sono emerse diverse cose interessanti. Parliamo anche dei veri motivi per cui la Turchia si oppone all’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato e dell’ultima inchiesta di GreenPeace sulle bioplastiche.

Il tema degli Ufo – o come vengono chiamati oggi in ambito militare Uap, ovvero fenomeni aerei non identificati – sta assumendo una rilevanza sempre maggiore per i governi, in particolare per quello americano. Martedì, riporta il Post, il Congresso degli Stati Uniti ha tenuto un’audizione – la prima nella sua storia – sull’esistenza e le caratteristiche dei UAP. In cui si è parlato di almeno 400 fenomeni inspiegabili negli ultimi anni e di minaccia per la sicurezza nazionale.

Ora, è abbastanza curiosa la progressione che sta avendo questa faccenda. Prima però ricordiamo la definizione. Quando parliamo di Ufo, o di Uap, parliamo di fenomeni aerei non identificati. Cosa vuol dire? Che non sappiamo cosa siano. Non stiamo parlando di alieni. Lì siamo già nel campo delle possibili spiegazioni. 

Comunque, anche sull’esistenza stessa di questi fenomeni, le ammissioni “goccia a goccia” delle autorità statunitensi sono impressionanti. Per cinquant’anni i governi hanno negato l’esistenza stessa dei fenomeni pubblicamente, parlando di allucinazioni o di fenomeni naturali perfettamente spiegabili. Poi da qualche anno diversi politici hanno fatto delle aperture, lo stesso Obama ha parlato del fatto che esistessero fascicoli su questi fenomeni inspiegabili.

Poi nel giugno scorso era stato pubblicato un primo rapporto che indicava che almeno 143 delle segnalazioni raccolte dal 2004 continuavano a non avere spiegazione. E parlava anche di 21 casi di fenomeno ignoti e che potrebbero mostrare capacità tecnologiche sconosciute agli Stati Uniti, dicendo che potevano eventualmente appartenere ad altre nazioni.

Il rapporto era stato commissionato nel 2020, con la richiesta di fornire una rassegna sulle attività svolte dall’Ufficio dell’intelligence della Marina militare, dall’FBI e dal gruppo di lavoro sugli UAP. La documentazione, appena nove pagine, era stata poi presentata al Congresso per fare le proprie valutazioni e ne era in seguito derivata la decisione di condurre alcune audizioni, come quella di martedì.

Si è giunti quindi a questa audizione al Congresso, la prima di una serie di audizioni, che coinvolgono rappresentanti della Difesa statunitense e parlamentari della Commissione per l’antiterrorismo e il controspionaggio della Camera, e tirano in ballo i servizi segreti, in cui il numero di avvistamenti documentati e riconosciuti come Uap è salito a oltre 400 e in cui si è detto esplicitamente che:

  1. è improbabile che le tecnologie rilevate in molti dei video citati, con oggetti volanti che si muovono senza rispettare le comuni conoscenze sull’aerodinamica e in generale le leggi della fisica. appartengano ad altre nazioni, come Cina o Russia
  2. che questi fenomeni vanno studiati molto a fondo perché costituiscono un rischio potenziale per la sicurezza americana.

Dall’audizione emerge anche che questi rilevazioni potrebbero essere solo la punta dell’iceberg. Sia perché provengono perlopiù da fondi militari e non contemplano, se non n minima parte, video e immagini girate da persone qualunque, perché considerate meno attendibili. 

Sia perché a detta degli stessi relatori molti piloti professionisti preferiscono non inserire nei rapporti i propri sospetti circa alcuni avvistamenti, perché intorno al fenomeno degli UFO si sono formati nel tempo molti pregiudizi e ci sono timori di non essere presi sul serio, con potenziali ripercussioni per la carriera. Su questo Il vicedirettore dell’intelligence per la Marina militare statunitense, Scott W. Bray è stato chiaro, invitando tutti a riportare quello che vedono.

In generale, vedendo un po’ l’accelerazione pubblica sul tema negli ultimi mesi, ho il sospetto – è solo un sospetto sia chiaro, un’ipotesi – che l’Intelligence americana abbia diverse altre informazioni, ma che le stia rilasciando un pezzetto per volta, per non mandare in fibrillazione l’opinione pubblica. 

UNA PORTA SU MARTE?

A proposito di robe strane nel Cosmo, negli ultimi giorni spopolava la foto della porta su Marte. L’avete vista? In pratica il 7 maggio la Nasa ha diffuso degli scatti realizzati su Marte dal rover Curiosity, in missione sul pianeta rosso dal 2012. L’immagine è subito diventata virale perché si vede chiaramente quella che sembra una fessura perfettamente squadrata fra le rocce, a forma di porta. 

E in effetti così, di primo acchito, sembra proprio opera di un qualche animale intelligente. E infatti sul web, riporta il Fatto Quotidiano, gli appassionati hanno subito iniziato a diffondere le più stravaganti teorie. Gli scienziati del progetto Mars Laboratory però sono subito intervenuti affermando che si tratta solo dello spazio tra due fratture in una roccia, che è alta solo trenta centimetri. Sanjeev Gupta, uno degli scienziati del rover, ha detto al Telegraph che “La spaccatura si è formata attraverso normali processi geologici. Si tratta di una crepa e ce ne sono in abbondanza sia su Marte sia sulla Terra, non c’è bisogno di terremoti per produrle”. 

NATO, SVEZIA, FINLANDIA E TURCHIA

Va bene, ripiombiamo violentemente sulla Terra e torniamo a parlare di guerra, in senso lato. Il 18 maggio i governi dei due paesi hanno presentato congiuntamente una richiesta di adesione alla Nato, conseguenza diretta dell’invasione russa dell’Ucraina. Attualmente sono in corso delle consultazioni tra i paesi membri dell’alleanza atlantica. L’ostacolo maggiore da superare è l’opposizione della Turchia, che accusa i due paesi nordici di sostenere il terrorismo.

Ma in che senso? All’inizio, leggendo il titolo della notizia, ho immaginato che la posizione di Erdogan fosse una scusa per non avallare una misura palesemente ostile alla Russia. Ma in realtà secondo alcuni analisti c’è di più. I “terroristi” a cui il presidente turco fa riferimento sono i ribelli curdi del Pkk che secondo Erdogan sono «sostenuti apertamente dai due paesi scandinavi».

Secondo la tesi riportata dall’Indipendente Erdogan starebbe cercando di barattare l’ingresso delle due repubbliche scandinave nella Nato con la sua libertà di “spaccare la testa ai curdi”, per usare le sue stesse parole. Insomma, il messaggio sarebbe, per me potete entrare a patto che né voi né nessun altro mi rompa le scatole se massacro i curdi e rado al suolo i loro esperimenti democratici. Insomma, non esattamente una mossa per la pace.

BIOPLASTICHE

Intanto Greenpeace lancia una vera e propria bomba sulle bioplastiche e tanti giornali riprendono lo studio e ne parlano, iniziando a scardinare uno dei tanti falsi miti della sostenibilità: ovvero che si possa sostitutire tutta la plastica usa e getta che utilizziamo con bioplastica, altrettanto usa e getta.

Ora, se seguite INMR da tempo saprete benissimo che il problema non è la plastica ma l’usa e getta, ma il fatto che tanti giornali ne parlino è super importante e inizia a costruire quella densità culturale necessaria affinché le cose cambino su larga scala.

Comunque, cosa dice lo studio di Greenpeace? Dice che la maggior parte dei prodotti monouso in plastica compostabile in Italia finisce in impianti che non sono in grado di trattarli efficacemente, e così alla fine vengono buttati negli inceneritori o in discarica.

L’indagine è stata realizzata dall’Unità Investigativa di Greenpeace Italia e ci dice che in Italia i prodotti monouso in plastica compostabile come piatti, posate e imballaggi rigidi, invece di essere smaltiti insieme agli scarti alimentari vengono perlopiù (63% dei casi) inviati a impianti che non riescono a degradare le plastiche compostabili, che quindi finiscono per essere scartate.

Il resto finisce in impianti di compostaggio che però abitualmente operano con tempistiche troppo brevi per garantire la compostabilità. “Considerato i problemi di trattamento delle plastiche compostabili – commenta Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace -, è incomprensibile che l’Italia continui a incentivare questi materiali. Siamo di fronte a un greenwashing di Stato, che si trasforma in una truffa nei confronti della collettività. Mentre il resto dell’Europa va verso soluzioni basate sulla dematerializzazione del packaging e sull’impiego di prodotti durevoli e riutilizzabili, in Italia si incentiva il monouso in plastica compostabile. Come dimostra la letteratura scientifica internazionale, i maggiori benefici ambientali si ottengono abbandonando l’usa e getta, indipendentemente dalla tipologia di materiale”. 

Molto bene, davvero molto bene.

FONTI E ARTICOLI

#Ufo
il Post – L’audizione sugli UFO al Congresso

#Ucraina
L’Indipendente – Per approvare l’allargamento della NATO la Turchia vuole poter “spaccare la testa” ai curdi
Internazionale – Sulla tv russa arrivano le prime verità sull’andamento della guerra

#bioplastiche
il Fatto Quotidiano – La truffa della plastica compostabile in Italia: venduta come prodotto a impatto zero, ma poi portata in inceneritori o discariche a causa delle carenze degli impianti

#inquinamento
greenme – L’inquinamento provoca un sesto dei decessi in tutto il Pianeta: l’allarme degli scienziati

#caccia
Greenreport – Il ministro Cingolani chiede all’Ue di estendere i periodi di caccia, ambientalisti in rivolta

#Libano
Ispi – Elezioni in Libano: Hezbollah indietreggia, avanzano volti nuovi

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