Slot mob, i territori dicono no al gioco d’azzardo

Dopo il lancio dell'iniziativa Slot Mob, aumentano a livello locale le iniziative di Comuni e Regioni per contrastare il mercato del gioco d'azzardo, di cui l'Italia detiene un triste primato.

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Quant’è importante l’autonomia dei territori? Molto, soprattutto se si pensa a quei temi che per lo stato centrale sono un buon guadagno ma a livello locale sono motivo di una vera e propria devastazione. Tra questi c’è senz’altro il gioco d’azzardo, che nel corso degli anni è diventato sempre più capillare in Italia specialmente attraverso le “slot machine” che dilagano nei bar.

 

Secondo Economia e Felicità, un’Associazione di promozione sociale fondata nel 2013, l’Italia è diventata il mercato dell’azzardo più fiorente in Europa e uno dei più sviluppati al mondo. Un primato della vergogna. È stato calcolato che nel 2015 c’era una slot machine ogni 143 abitanti, una vera e propria industria che produce utili per le casse pubbliche e a scapito dei 12.376 italiani che – secondo i dati del Ministero della Salute – sono ufficialmente in cura per guarire dalla ludopatia (ma quanti saranno quelli non tracciati ufficialmente?).

 

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Per dare un segnale forte contro questo fenomeno dilagante, a partire dal luglio 2013 Economia e Felicità ha avviato, assieme a vari esponenti della società civile, l’iniziativa “Slotmob” per premiare i bar che non hanno accettato di mettere le macchinette nel proprio locale. Come? Scegliendo di consumare presso di loro, non soltanto nella routine quotidiana ma anche creando appuntamenti ad hoc per sensibilizzare e alzare il più possibile l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione.

 

Per lo Stato è un guadagno enorme dunque, ma i Comuni e le Regioni si stanno battendo per cambiare le cose, in maniera trasversale e al di là del colore politico. Il 9 marzo scorso si è tenuta la Prima Giornata Nazionale sul contrasto al gioco d’azzardo durante la quale è stato prodotto e approvato un “Manifesto delle Regioni per la lotta al gioco d’azzardo”. Sindaci e amministratori hanno ribadito l’importanza fondamentale della propria autonomia per legiferare sui Concessionari dell’azzardo riducendo gli orari e allungando le distanze dai luoghi ritenuti più sensibili (scuole e luoghi di culto).

 

Secondo il “Manifesto” i territori possono adottare strategie differenziate, prevedendo forme incentivanti anche fiscali per premiare chi disinstalla o rinuncia ad acquistare le macchinette.

 

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Il Comune di Oliveto Citra, nella provincia di Salerno, lo scorso 25 maggio ha emanato una delibera – con voto unanime – per ridurre del 50% la tassa comunale sui rifiuti a quei bar che si liberano delle slot machine. “Volevamo dare un segnale prima di tutto culturale”, spiega il Sindaco Mino Pignata, “perché la politica deve prendersi l’incarico di agire in prima persona prima di puntare il dito contro ciò che non va.”

 

Sebbene le tendenze accentratrici del Governo stiano tentando da più parti di sottrarre autonomia ai territori anche su questa tema, e il referendum costituzionale rientra appieno in questo tentativo, gli amministratori locali non demordono e continuano la loro battaglia. “Abbiamo di che avere fiducia”, conclude il sindaco Pignata, “basta continuare ad agire”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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