Vaccini obbligatori, Big Pharma e libertà di scelta

Vaccini obbligatori, conflitti di interessi, propaganda mediatica, radiazioni, censure e omissioni. È in questo scenario che si inserisce l'approvazione del decreto legge sull'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'accesso alle scuole: un provvedimento che da una parte riduce fortemente la libertà di scelta terapeutica delle persone e, dall'altra, espone tutta la comunità scientifica al rischio di uno screditamento senza precedenti.

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L’approvazione del decreto legge sull’obbligatorietà dei vaccini per l’accesso alla scuola sta sollevando un fortissimo dissenso civile, ma le condizioni che hanno portato a tale provvedimento nascono da lontano.

 

Da quando la Medicina e la sua istituzionalizzazione è diventata prettamente industriale, quindi di consumo di massa, il campo di applicazione si è sottratto al processo critico scientifico di continua verifica e controllo, di percorso di conoscenza e appropriatezza e di indipendenza dagli interessi economici di chi gestisce tutto il meccanismo di produzione dei dati scientifici.

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La EBM, Medicina Basata sulle Evidenze è l’approccio più condiviso e riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale ma largamente inapplicata. Proprio il padre della EBM David L. Sackett, medico ed epidemiologo che ha dato un contributo fondamentale alla metodologia clinica, denunciava “l’aggressività e la presunzione dei clinici e degli ‘esperti’ medici che nella medicina preventiva e curativa, abusano del loro potere per profitti privati e per necessità narcisistiche di consenso di pubblico soffocando il dissenso”.

 

Gli stessi clinici ed epidemiologi dell’organismo indipendente globale Cochrane – che ha lo scopo di valutare gli studi, migliorare le metodologie e vigilare sul conflitto di interessi a livello mondiale – giudicano i dati scientifici spesso di basso valore e per lo più contrastanti (1). Ad esempio è ancora aperta la disputa se lo screening mammografico possa essere utile ad una diagnosi precoce o possa creare maggiori danni per i numerosi falsi positivi e negativi. La maggior parte degli studi sono finanziati direttamente o indirettamente dagli stessi produttori dei mezzi diagnostici e dei farmaci. Gli “esperti” sono, spesso, gli stessi che lavorano nella Big Pharma, negli enti di ricerca, nelle Università. A questi risulta più facile pubblicare i lavori scientifici sulle riviste accreditate dalle accademie e finanziate dalle stesse aziende per accedere ai fondi e agli incarichi professionali più prestigiosi e decisionali.

 
I dati, le evidenze, sono il fondamento su cui i governi decidono la loro policy ed emettono le linee guida e le raccomandazioni per i medici del territorio nazionale. Da anni i dottori che secondo scienza e coscienza (seguendo il giuramento di Ippocrate) operano al di fuori delle linee guida sono passibili di radiazione dagli Ordini professionali e di provvedimenti giudiziari, vittime di azioni intimidatorie violente. Soprattutto nel campo dell’oncologia e delle demenze. Questo ha creato nel tempo una situazione di autocensura e omertà forzata di chi opera con serietà e competenza nel campo della medicina integrata e/o medicina complementare (fuori dalle logiche della brevettabilità, non rimborsata dal S.S.N.) o semplicemente di chi opta per un approccio più ragionato, ad personam, che tenga conto della complessità che la gestione della Salute porta con sé. Insomma medici di serie B, ciarlatani, non scientifici, non conformi alla verità scientifica.

 

Come si legge anche dal sito dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) sulla Libertà di cura in campo scientifico un’affermazione medica è considerata non vera fino a quando non sia provata al di là di ogni ragionevole dubbio. Quindi se non c’è la famosa evidenza non è vero! Quindi chi produce dati ha la verità.

 
Popper e altri definivano l’approccio deterministico di verità scientifica rispetto a quello critico-deduttivo, che dovrebbe guidare la scienza, il presupposto epistemologico del totalitarismo.

 

Purtroppo il pesante conflitto d’interessi è comunemente accettato perché le istituzioni pubbliche non hanno i fondi, anzi ne hanno sempre meno, e alcuni enti di ricerca, laboratori e ospedali (ormai aziende ospedaliere) esistono solo grazie ai finanziamenti delle multinazionali.

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Le conseguenze culturali hanno indotto negli anni ad una ingenua e fiduciosa delega della gestione della propria Salute all’establishment. È passato il concetto di scienza esatta con la conseguente negazione sistematica del confronto dialettico tra i professionisti e l’uso della propaganda mediatica al posto dell’approfondimento.

 
Le ultime epidemie, di cui si è parlato, sono state solo mediatiche, ma le abbiamo pagate care. Le aziende farmaceutiche non sono quasi mai giuridicamente ed economicamente responsabili degli errori.

 

Anche in questo caso, non c’è nessuna epidemia se non in TV e sui giornali main stream. Il decreto viene approvato per una necessità mai verificata: al di sotto di una soglia di copertura vaccinale potrebbe essere pericoloso. Quali prove a supporto?

 
Il dato certo, pubblicato dall’AIFA, è che già nel 2014, al GHSA (Global Healt Security Agenda) svolto alla Casa Bianca l’Italia veniva eletta capofila mondiale, nei prossimi 5 anni, per le strategie e le campagne vaccinali”. Un vero e proprio programma sperimentale. Ad aprile leggiamo su Il Sole 24 ore che la GSK, multinazionale del farmaco “raddoppia in Italia gli investimenti nei prossimi 4 anni. Un investimento sottostimato rispetto ai programmi mondiali della stessa azienda”. Hanno evidentemente trovato delle condizioni favorevoli o epidemie fuori controllo?
 

I dati sulla totale innocuità, “scevra del pur minimo rischio” dei vaccini sono molto contraddittori. Essendo classificati come presidi sanitari e non come farmaci, i vaccini non devono sottostare agli standard clinici: studi a lungo termine in doppio cieco con frazione di placebo.

 

Non sembra esistano studi sull’interferenza con altri vaccini. Eppure l’AIFA nel 2013 ha registrato effetti collaterali per l’esavalente. Le reazioni avverse gravi riconosciute con sentenze passate in giudicato su neonati e sui militari per danni da somministrazioni multiple (progetto Sigmum del ministero della Difesa) sono state diverse, i pazienti risarciti.

 

Da allora nessun dato è stato più pubblicato sui vaccini scorporato dai farmaci normali. Inoltre il monitoraggio della farmacovigilanza è largamente inutilizzato, non funziona, pochi compilano i moduli di reazioni avverse, anche a livello europeo (come anche evidenziato dalla trasmissione Report, subito minacciata di chiudere).

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Molto controverso anche il ritiro simultaneo da tutte le sale cinematografiche del documentario Vaxxed sulla frode scientifica di manomissione dei dati che evidenziavano correlazioni tra vaccini e autismo. I lavori clinici del ricercatore Wakefield, però, sono stati confermati da altri colleghi e riabilitati dallo stesso ambiente accademico. Eppure si nega ogni correlazione senza poter approfondire. Peraltro, in questi anni, alcune sentenze dei tribunali italiani hanno riconosciuto la relazione vaccino – autismo.

 

Il premio Nobel per la medicina (per aver scoperto il virus dell’HIV) Luc Montagnier afferma: “La correlazione tra vaccini in tenera età e autismo è un problema mondiale”.

 
Sempre più numerosi i casi di radiazione dall’ordine professionale di medici solo perché avanzavano dubbi sulla vaccinazione di massa in tenera età, sugli adiuvanti, gli inquinanti, sulla mancanza di evidenze forti, sulla slatentizzazione (uscire dalla latenza), nel lungo periodo, di patologie gravi infiammatorie e degenerative e neurotossiche permanenti. Non se ne può parlare.

 

Non si può parlare della stessa logica noncurante della complessità del sistema uomo che ha portato alla resistenza agli antibiotici. L’uomo è naturalmente in continuo confronto con germi, virus e batteri dentro di sé e e con l’ambiente esterno; modificare questi equilibri in maniera massiva può portare a danni irreversibili: eliminando i germi più sensibili ai farmaci crescono i resistenti, più pericolosi perché difficilmente debellabili.

 

Forse questo decreto sarà l’occasione per far emergere le penose condizioni di trasparenza e onestà intellettuale delle autorità sanitarie.

 

Si moltiplicano gli articoli dei professionisti, gli incontri informativi, i convegni, le manifestazioni, gli appelli, le lettere di supporto degli stessi colleghi, le petizioni online. Già in programma il 3 giugno una manifestazione nazionale in tutte le piazze d’Italia, il 10 giugno manifestazione e presidio permanente sotto il ministero della Salute e l’8 luglio a Pesaro. Alcuni chiedono le dimissioni del ministro Lorenzin tacciata di inadeguatezza e di torbidità negli intenti.

 

L’associazione onlus “Quelli dell’Artemisia Annua” che discute dell’utilizzo della suddetta pianta e di altre terapie al fine di promuovere la libertà di scelta e di cura, ha lanciato una petizione in favore del Codacons contro il Decreto, che in 2 giorni ha raccolto 50.000 firme. I medici della Rete Sostenibilità e Salute aprono un tavolo di lavoro per emettere un documento condiviso, basato sul confronto. Nasce il Comitato Nazionale per la Libertà delle cure.

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Emerge l’incostituzionalità dell’obbligo vaccinale, la richiesta della visita anamnestica e dei test prevaccinali, l’inganno pericoloso dell’esavalente (i vaccini non si trovano in forma singola ma associati a quelli non obbligatori) rifiutato dalla Francia; i cittadini chiedono di poter esercitare il loro diritto ad un consenso informato.

 
Chi non è specialista della materia ha paura, è disorientato. La libertà di cura è anche la libertà di affidarsi ai professionisti in cui si ha fiducia. L’obbligatorietà fa uscire dal confronto sui rischi/benefici nelle modalità proposte. È necessario informare meglio. Uno Stato pluralista non può sottrarsi al confronto, aver paura di affrontare le dispute; non si può imporre senza capire, discutere.

 
In Europa pochissime nazioni hanno l’obbligo vaccinale. Tranne i paesi dell’Est solo Francia, Malta e Belgio hanno fino a 4 vaccinazioni obbligatorie; Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Paesi Bassi, Olanda, Svezia, Danimarca, Gran Bretagna nessuna; noi ultimi insieme alla Lituania: 12.

 

Il decreto avrà effetto attuativo fra 2 mesi, quando sarà convertito in legge. Nasce l’urgenza di attivarsi e responsabilizzarsi, i medici competenti e onesti vanno sostenuti, va difesa la libertà di scelta terapeutica, combattuta la larga diffusione della corruzione a tutti i livelli sanitari. La comunità scientifica rischia, tutta, uno screditamento senza precedenti.

 
Tali proteste confermano il distacco tra la crescente consapevolezza degli italiani e la chiusura degli organi preposti alla tutela della salute arroccati in logiche autoreferenziali. Viene il sospetto che questo sia un test mediatico per aprire la strada al complessivo disegno di ridurre la Libertà di scelta terapeutica che in altri settori specialistici mette a rischio profitti molto maggiori.

 

Note

 

1. Se ne è parlato nel corso del convegno “Andiamo per grade”, organizzato da Cochrane e tenutosi a Roma il 28 aprile 2017.

 

Per approfondire:

 

https://autismovaccini.org/2015/10/21/vaccini-scienza-coscienza-e-complottismo/

http://www.aboutpharma.com/blog/highlights/italiani-ancora-poco-farmacovigilanti/

https://codacons.it/articoli/vaccini_procura_di_torino_indaga_su_esavalente_297449.html

http://www.assis.it/informazioni-sui-vaccini-quel-che-laifa-dice-e-quello-che-non-dice/

http://www.comilva.org/andrew-wakefield-e-i-retroscena-della-controversia-lancet-12/

https://www.youtube.com/watch?v=8z3CYOALwBY

http://www.informasalus.it/it/articoli/lettera-lesmo-vaccinazioni-massa.php

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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