Aumentano i pesticidi nelle acque italiane. “Stop al glifosato”

Le acque italiane presentano elevati livelli di contaminazione da pesticidi e tra questi risulta particolarmente diffuso il glifosato, classificato dallo Iarc come possibile cancerogeno per l'uomo. L'allarmante quadro emerge dal rapporto nazionale dell'Ispra.

Landwirtschaft/Ausbringung von Chemikalien auf Landwirtschaftliche Flächen

Sebbene negli ultimi dieci anni siano dimezzati i pesticidi utilizzati nell’agricoltura italiana, le nostre acque presentano allarmanti livelli di contaminazione. Oltre 224 pesticidi risultano infatti presenti nelle acque italiane: una contaminazione diffusa e crescente che coinvolge il 63,9% delle acque superficiali e il 31,7% di quelle sotterranee. Gli erbicidi sono le sostanze maggiormente diffuse e tra questi, al primo posto, vi è il Glifosato, che lo Iarc (agenzia dell’OMS) ha classificato come “possibile cancerogeno per l’uomo”.

 

Landwirtschaft/ Ausbringung von Chemikalien auf Landwirtschaftliche Flächen

Il preoccupante quadro emerge dal rapporto nazionale dall’Ispra – l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale riferito a dati 2013-2014. Se alcune Regioni, in particolare al Sud, non hanno fatto pervenire i dati necessari per il monitoraggio, in alcune Regioni come Veneto, Lombardia, Emilia Romana, Toscana e Umbria la contaminazione risulta ben più alta del dato nazionale, sino ad arrivare al 95%, come nel caso dell’Umbria. Secondo lo studio ad aumentare non è solo la il livello di contaminazione, ma anche la quantità di sostanze trovate.

 

“Gli studi scientifici hanno ampiamente dimostrato gli effetti che l’uso non sostenibile dei pesticidi produce anche in termini di perdita della biodiversità, riduzione della fertilità del terreno ed accelerazione del fenomeno di erosione dei suolo. A tal proposito, in materia di pesticidi, risulta ormai sempre più urgente prendere la piena consapevolezza che il loro utilizzo, soprattutto l’impiego in sincrono e in miscele di alcune sostanze, può generare delle importanti ripercussioni ambientali”, è quanto afferma Daniela Sciarra Responsabile Filiere e Politiche alimentari di Legambiente commentando il rapporto dell’Ispra.

 

“È fondamentale – continua Sciarra – rafforzare poi i controlli dotando i laboratori pubblici di sistemi di analisi efficienti a garanzia di una rete di monitoraggio sempre più strutturata; senza dimenticare infine il ruolo centrale delle Regioni nell’applicazione del Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN). Per questo alle Regioni chiediamo di adottare al più presto misure specifiche per la riduzione di presenza nell’ambiente di pesticidi pericolosi per l’ambiente acquatico, nonché di attivare gli osservatori fitosanitari regionali affinché diano assistenza e informazione alle aziende agricole”.

 

Legambiente sottolinea poi che alcuni dei residui più frequentemente ritrovati nell’acqua da Ispra sono gli stessi ritrovati anche negli alimenti.

 

Tra le sostanze ritracciate da Ispra nelle acque, c’è il glifosato, erbicida più utilizzato al mondo, e soprattutto il suo metabolita AMPA, su cui ci sono risultati limitati solo a due regioni: Lombardia e Toscana. Da tempo la Coalizione Italiana #StopGlifosato richiede un intervento deciso per lo stop definitivo al suo utilizzo e l’applicazione del principio di precauzione in difesa della salute pubblica.

 

“Sono dati superiori a qualsiasi aspettativa che mostrano come la salute dei cittadini e dell’ambiente sia a forte rischio”, dichiara la portavoce della coalizione Maria Grazia Mammuccini. “È inammissibile un livello di contaminazione di questa portata per una sostanza dichiarata probabile cancerogeno per l’uomo. Tutto ciò rafforza ulteriormente la nostra battaglia contro il rinnovo dell’autorizzazione a livello europeo.

 

Per questo in vista del prossimo appuntamento europeo previsto per il 18 e 19 maggio, la coalizione italiana #StopGlifosato ha stretto una collaborazione con Avaaz e rilancia la petizione  contro il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del Glifosato in vista della decisione finale in Europa che riguarderà il futuro della salute di tutti”.

 

Secondo recenti sondaggi oltre il 75% degli italiani, la percentuale di cittadini più alta in Europa, chiede il bando di questo pericoloso pesticida. Complessivamente sono già oltre 1.400.000 le firme della petizione di Avaaz, cittadini di tutto il mondo uniti per chiedere con determinazione lo stop al glifosato in Europa.

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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