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Arvaia

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Arvaia è una cooperativa di cittadini coltivatori biologici, nata a Bologna nel febbraio 2013. Arvaia (in bolognese si scrive arvajja) è il nome dialettale del pisello (genere pisum), una delle prime piante coltivate dall’uomo nel Neolitico. Questa cooperativa ha l’obbiettivo di coltivare la terra attraverso una gestione collettiva dei soci, dalla semina al raccolto, destinata prevalentemente alla comunità dei soci stessi. Questo modello si chiama CSA (community supported agricolture) ed è portato avanti da alcune esperienze centro-nord europee che lo applicano; Arvaia è la prima in Italia ad applicare tale modello e lo fa su suolo comunale pubblico. Si tratta quindi di gestione collettiva di un bene comune a fini di sussistenza, che ha tra le sue finalità l’occupazione, la crescita della partecipazione sociale, il monitoraggio e la difesa del territorio, la diffusione dell’agricoltura biologica/biodinamica, il recupero delle colture tradizionali, il ridimensionamento del mercato e degli scambi monetari, l’utilizzo dell’autocertificazione partecipata sui prodotti e lo sviluppo di una rete di relazioni con enti, associazioni e soggetti in Italia e all’estero, animati dai medesimi obbiettivi.

Le attività agricole vengono svolte nell’ottica produttiva in appezzamenti e non in piccoli orti singoli, seguono la filosofia della agricoltura contadina privilegiando ove possibile l’utilizzo della manodopera all’utilizzo di capitali. Al momento Arvaia, coltiva circa 3 ettari di suolo comunale (suolo e terra), pagando regolare affitto, dentro un vasta area di circa 50 ettari, chiamata Villa Bernaroli e borgo Morazzo a Borgo Panigale, aree destinate ad uso agricolo esclusivo, con una delibera del 2007, che ha costituito “il parco città-campagna” in quell’area. Arvaia, aspira alla costruzione di un progetto partecipato di agricoltura biologica su tutta l’area del parco.

Articoli che parlano di questa realtà

Io faccio così #96 – Arvaia, la cooperativa agricola dei cittadini

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