Ripensare le case dopo il terremoto

Dal 2 al 5 marzo 2017 si terrà al Centro Panta Rei di Passignano sul Trasimeno il corso residenziale “Ripensare le case: autocostruzione, antisismicità e compatibilità ambientale”, organizzato dalla Associazione di Promozione Sociale Explore. L'intento dell'incontro è quello di fornire in particolare alle comunità colpite dal terremoto uno strumento alternativo per la progettazione e la costruzione di nuove strutture tramite l'utilizzo di materiali naturali che il territorio offre.

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“Ripensare le case: autocostruzione, antisismicità e compatibilità ambientale” è questo il tema del primo di cinque moduli formativi che la neonata Associazione di Promozione Sociale EXPLORE propone dal 2 al 5 marzo presso il Centro Panta Rei di Passignano sul Trasimeno.

 

“Grazie alla innovazione, alle tecnologie, agli incontri e alle relazioni – scrivono gli organizzatori – possiamo in questo momento di cambiamento obbligato anche dal terremoto, ripensare e riprogettare i nostri Appennini”.

 

L’intento dell’incontro è quello di mettere l’esperienza ed il know-how maturati in 20 anni nella costruzione di Panta Rei a disposizione dei territori colpiti dal terremoto. Fornire cioè uno strumento alternativo alle comunità autoctone per la progettazione e la costruzione partecipate di strutture anti-sismiche, a basso impatto ambientale, ed eco-compatibili. A questo proposito, riserviamo sette posti per la partecipazione gratuita al Corso a persone residenti nei comuni delle zone terremotate di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio.

 

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L’utilizzo di materiali naturali che il territorio offre (terra, canapa, lana, calce, paglia ed altri) fanno sì che le case ‘parlino’ del territorio, delle persone che le hanno sognate, progettate e costruite, ed offre l’opportunità di cambiare l’approccio alla costruzione con modalità innovative. Questi materiali, che spesso vengono considerati uno scarto di un processo agricolo, diventano una risorsa nel processo edile. Si tratta di materiali leggeri ed elastici capaci di rispondere ai movimenti sismici senza riportare danni strutturali, salubri sia in fase di costruzione sia durante la vita della casa.

 

La progettazione e la costruzione partecipate e l’uso di questi tipi di materiali permettono il coinvolgimento delle persone durante la realizzazione dei lavori. Quindi, non solo tecnici, artigiani, o imprese, ma tutta la comunità, può portare il proprio contributo alla ricostruzione.

 

In quest’ottica la ricostruzione diventa momento di rilancio dell’economia locale, aggregazione sociale, esperienza di intreccio di vite e relazioni, occasione di costruzione di qualcosa che va oltre gli edifici stessi che rimangono a testimonianza di come un altro mondo, in questo mondo, sia possibile.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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