Nei territori segnati dal polo petrolchimico di Siracusa, una ricerca antropologica sperimenta un approccio diverso: non studiare le comunità, ma costruire insieme a loro spazi di ascolto e immaginazione per ripensare il futuro.
Un approfondimento per far emergere le conseguenze dell'attività del polo petrolchimico di Siracusa, area industriale siciliana con un impatto devastante sul territorio e sui suoi abitanti. Dalle responsabilità politiche alle azioni di denuncia e di resistenza, fino alle drammatiche statistiche delle conseguenze sulla salute umana, vi raccontiamo tutto quello che c'è da sapere su questo disastro ambientale ancora poco conosciuto.
Nei territori segnati dal polo petrolchimico di Siracusa, una ricerca antropologica sperimenta un approccio diverso: non studiare le comunità, ma costruire insieme a loro spazi di ascolto e immaginazione per ripensare il futuro.
Il nostro viaggio nel polo petrolchimico a nord di Siracusa finisce qui per il momento. Vogliamo concludere questa serie di articoli portando un po’ di speranza e dimostrando che anche dove tutto sembra impossibile e irrecuperabile, esiste già una soluzione. Le leggi ci sono, la politica e la visione un po’ meno. Ne abbiamo parlato con Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente nei governi Conte I e Conte II e promotore del disegno di legge “Terra mia”.
Alessio e Ivano Di Modica sono due fratelli augustani che da circa vent’anni si dedicano al teatro e all’arte del cunto in particolare, per contribuire a sensibilizzare la collettività sui temi ambientali e sociali. “Favola Industriale Blues” è il racconto di quanto accade intorno al polo petrolchimico di Siracusa, ma anche di tutti quei luoghi dove l’industria si è impadronita di sogni, parole, idee e spazi geografici e mentali.
Sebbene non sia possibile accertare una correlazione precisa tra inquinamento e tumori, già negli anni ‘80 nella zona del quadrilatero della morte di Siracusa la percentuale di morti per cancro era quasi il doppio della media nazionale. Un dato allarmante riguarda anche la percentuale di bambini malformati nel territorio. Grazie anche al Comitato Stop Veleni, da circa dieci anni si presidia il territorio per contribuire a una nuova rinascita.
Nella zona del polo petrolchimico di Siracusa è in atto uno dei disastri ambientali meno conosciuti in Italia. In questa area i sogni sono stati svenduti in cambio di un posto fisso, della sicurezza di uno stipendio e di veleni industriali ormai infiltrati ovunque. Un breve excursus per conoscerne l’origine e l’immobilismo della politica, complice dei gravi danni arrecati alle persone e ai territori della zona.
Lungo la costa più inquinata della Sicilia, dove la popolazione convive da mezzo secolo con i veleni di un gigantesco polo petrolchimico, Fabio Lo Verso ha raccolto le testimonianze di attivisti, operai, sindaci, procuratori, esponenti della comunità scientifica e difensori dell’industria per raccontare il disastro ambientale e sociale di dimensioni incalcolabili in atto, che ogni giorno uccide vite e sogni. Retroscena, risvolti e possibili soluzioni di una vicenda drammatica sconosciuta a molti.
Augusta, Melilli e Priolo, conosciute come “il triangolo della morte”, sono i territori della costa siracusana su cui sorge uno dei poli petrolchimici più grandi d’Europa. In nome dell’occupazione e del lavoro è in atto un disastro ambientale che ha generato mortalità, emigrazione e distruzione. Don Palmiro Prisutto da circa cinquant’anni è il punto di riferimento per tutti coloro che si oppongono al potere delle grandi aziende petrolchimiche.