Marta Galimberti, agricoltrice biologica rigenerativa, racconta come il cambiamento climatico ha trasformato le pratiche della sua azienda e perché la salute del suolo sia la risposta più concreta che il mondo agricolo può offrire alla crisi.
Permacultura, agricoltura naturale, sinergica, del non fare, sono solo alcuni dei termini e degli approcci che si stanno diffondendo in Italia e nel mondo. L'obiettivo? Un cibo sano, un mondo meno inquinato e un rapporto con la terra autentico e rigenerativo.
Marta Galimberti, agricoltrice biologica rigenerativa, racconta come il cambiamento climatico ha trasformato le pratiche della sua azienda e perché la salute del suolo sia la risposta più concreta che il mondo agricolo può offrire alla crisi.
Podie è un’organizzazione del commercio equo delle spezie dello Sri Lanka. Oggi lavora con migliaia di famiglie rurali, garantendo prezzi più giusti e cercando di difendere insieme reddito agricolo ed ecosistemi. Abbiamo intervistato il suo fondatore e direttore.
L’invito a tornare al Singapore Garden Festival, di cui è stato protagonista anni fa, è l’occasione per il giardiniere Stefano Passerotti di lavorare, attraverso il design che propone, sul ricongiungimento dell’essere umano con la Natura.
Tra Petralia Sottana e Petralia Soprana prende forma il progetto BBB – Bats, Birds and Butterflies: oltre 2000 piante già messe a dimora, nuove azioni per la biodiversità e un seminario aperto alla cittadinanza per progettare insieme una food forest.
Dal 17 al 19 aprile ad Amelia, un laboratorio in campo che unisce pratica agricola, biodiversità, formazione e comunità. Ospiti anche Daniel Tarozzi ed Etain Addey.
Agricoltura organica e rigenerativa e nuove alleanze per affrontare la crisi climatica: se ne parlerà giovedì 16 aprile allo store Patagonia di Milano.
Alagie Singath, bracciante vittima del caporalato, si è impiccato nella baraccopoli dove viva, da giorni invasa da acqua e fango a causa degli eventi climatici estremi che hanno colpito la Puglia.
Dalla Mappa RAN arriva il primo esperimento di economia del dono: cinque realtà italiane riceveranno 20 chili di miscela da sovescio bio. Un gesto concreto che prova a intrecciare agricoltura naturale, scambio e reciprocità.
A Capoterra, l’azienda agricola Planu e Mesu porta avanti da generazioni un modello di agricoltura lenta e consapevole. E con Silvia Medda è nato l’agriturismo vegetariano.
Giornalista esperto di ambiente e clima, Ferdinando Cotugno condivide con noi alcune riflessioni su cause ed effetti della crisi climatica e su come essa viene percepita dalle persone.
La cooperativa siciliana Terra Nostra trasforma la fragilità in risorsa, unendo riabilitazione psichiatrica, agricoltura sociale e lotta allo stigma.
Fondata nel 1934, la Latteria Villa è una cooperativa agricola che riunisce sei aziende locali attorno a un progetto condiviso: produrre e trasformare il latte in modo etico, sostenibile e comunitario.
Il Parlamento europeo approva la direttiva sul monitoraggio del suolo; la Russia arresta un biologo ucraino che voleva limitare la pesca del krill in Antartide; aggiornamenti da Argentina, Italia, Turchia, Ucraina e Afghanistan.
Nel suo ultimo libro “Il cibo è politica”, Fabio Ciconte ci invita non focalizzare la nostra attenzione solo sulla responsabilità individuale, a non giudicare gli altri e a tornare a sviluppare azioni collettive. Lo abbiamo intervistato per capire implicazioni del suo pensiero.
Cosa sta succedendo davvero tra le file degli agricoltori italiani ed europei? Le proteste sono giustificate o sono guidate da interessi di multinazionali? E se la verità fosse più complessa di così? Daniel Tarozzi ne parla con Matteo Mancini, Silvio Barbero e Giuseppe Li Rosi, rappresentanti rispettivamente di Deafal, Filiera Futura e Simenza. A fare da cornice, Giorgio Gaber che ci porta a riflettere su sedie e foglie da spostare. “Parliamone!”.
Mentre l’Europa sta pensando di rinnovare per dieci anni l’autorizzazione al pesticida glifosato, approfondiamo una volta per tutte gli effetti di queste sostanze su salute e ambiente. Le risposte che la Dottoressa De Rysky e la Dottoressa Alleva – rispettivamente di WWF e ISDE – hanno dato a Daniel Tarozzi in questo podcast sono approfondite e allo stesso tempo angoscianti. Occorre quindi attivarsi subito per costruire le alternative che ci propone il “nostro” Kutluhan Özdemir. Solo così forse potremo cambiare l’odore pestilenziale che ci attanaglia e che viene ben racchiuso dal brano di Giorgio Gaber.