Il giardiniere Stefano Passerotti racconta il giardino edibile: uno spazio in cui fiori, foglie e frutti tornano a essere anche nutrimento, senza separare bellezza e utilità.
Il giardiniere Stefano Passerotti racconta il giardino edibile: uno spazio in cui fiori, foglie e frutti tornano a essere anche nutrimento, senza separare bellezza e utilità.
Una riflessione sul mercato del verde e su alcune scelte concrete per cambiarlo: più formazione, meno improvvisazione, più attenzione ai piccoli produttori e alle piante adatte al luogo e alla stagione.
Coltivare in vaso non significa soltanto scegliere un contenitore, ma ripensare il rapporto tra pianta, acqua, terra, materiali e cura quotidiana. Per una nuova “vasicultura”.
Come si mantiene un prato senza forzature? Scegliendo il seme giusto, rispettando il luogo, limitando l’abuso d’acqua e tornando a pratiche semplici come la picchettatura, l’arieggiatura e il taglio senza raccolta.
La riproduzione di una pianta non è solo una tecnica, ma un modo per ritrovare tempo, cura e rispetto verso la natura.
Cosa significa scegliere piante autoctone? Conoscere clima, suolo, esposizione e storia di un luogo, lasciando spazio anche a specie dimenticate dal mercato.
Quando piantare? Esiste un momento migliore? Il giardiniere Stefano Passerotti racconta perché il momento in cui si pianta è una forma di rispetto verso la natura.
Il giardiniere Stefano Passerotti racconta come avvicinarsi a un piccolo giardino: osservare ciò che c’è, capire chi lo vive, leggere esposizione, terreno e vento, evitando soluzioni rigide o scelte dettate solo dalla moda.
Stefano Passerotti racconta il progetto con cui partecipa al Singapore Garden Festival: un giardino che nasce dall’incontro tra elementi, direzioni, piante, materiali e sostenibilità. Un modo concreto per trasformare una visione in spazio vivo.
In questo articolo della rubrica “Il punto di rugiada”, Stefano Passerotti riflette sul verde pubblico e sul nostro rapporto quotidiano con gli spazi comuni: alberi, aiuole, marciapiedi, piccoli pezzi di terra che spesso attraversiamo senza più sentirli nostri.
Riflettiamo sulla distanza che abbiamo costruito dalla terra: non la tocchiamo più, non la riconosciamo più e spesso la sostituiamo con superfici impermeabili, prodotti confezionati e un’idea di pulizia che ci allontana dalla natura.
Nel terzo articolo della rubrica “Il punto di rugiada”, Stefano Passerotti racconta la rugiada come un modo per tornare a leggere la natura: un segnale che parla di umidità, suolo, piante e attenzione.
C’è una cosa da fare quando si progetta un giardino, anzi, ancora prima di iniziare: comprendere il luogo. Caratteristiche del terreno, piante, insolazione, vento – ma anche la storia del posto – sono elementi fondamentali, come sostiene il giardiniere Stefano Passerotti.
In questo primo articolo della rubrica “Il punto di rugiada” da lui curata, il giardiniere Stefano Passerotti riflette sul significato del suo lavoro, fra rapporto con la natura e i ritmi imposti dalla modernità.
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Il Consiglio comunale di Genova ha approvato all’unanimità una mozione sugli hikikomori: una ricognizione in città, formazione per insegnanti e genitori, gruppi di auto mutuo aiuto e occasioni di socialità nei quartieri.
In molti quartieri napoletani nascono ambulatori dove medici volontari visitano gratis chi non può permetterselo. Fornendo un servizio essenziale, ma rischiando di offrire una stampella alle carenze della sanità pubblica.
A Petilia Policastro due alunni di Giuseppe Caruso e Manuela Arminio hanno lanciato una raccolta fondi per Vico Leone, il vicolo dei murales e della libreria gratuita “Libri liberi”.
Nata dal pensiero anarchico tra Ottocento e Novecento, l’educazione libertaria mette al centro la libertà di scelta di bambine e bambini. Oggi in Italia la pratica una rete di scuole, mentre le famiglie che educano fuori dalla scuola sono triplicate dopo la pandemia.
Dal 22 ottobre in vigore in Italia il diritto alla riparazione; in India oltre 2mila arresti per bloccare la protesta del Cockroach Janta Party; negli Usa una condannata sopravvive all’iniezione letale e il Pentagono annuncia una fucilazione pubblica.
L’educazione libertaria ribalta molti paradigmi che l’approccio scolastico formale e istituzionalizzato ha dato per assodati. Ne parliamo con Francesco Codello, pedagogista e insegnante, che si occupa da anni di questo approccio educativo.