Nel terzo articolo della rubrica “Il punto di rugiada”, Stefano Passerotti racconta la rugiada come un modo per tornare a leggere la natura: un segnale che parla di umidità, suolo, piante e attenzione.
La rubrica nasce dai dialoghi tra Stefano Passerotti e Daniel Tarozzi e propone uno sguardo diverso sul giardino, inteso come luogo vivo e non come semplice spazio verde da gestire. Attraverso il mestiere del giardiniere, Passerotti racconta il rapporto tra suolo, piante e persone, invitando a recuperare tempo, attenzione e responsabilità nella cura della natura. Ogni articolo parte da esperienze concrete per aprire una riflessione più ampia sul nostro modo di abitare i luoghi, progettare il verde e ritrovare una relazione più consapevole con ciò che vive accanto a noi.
Nel terzo articolo della rubrica “Il punto di rugiada”, Stefano Passerotti racconta la rugiada come un modo per tornare a leggere la natura: un segnale che parla di umidità, suolo, piante e attenzione.
C’è una cosa da fare quando si progetta un giardino, anzi, ancora prima di iniziare: comprendere il luogo. Caratteristiche del terreno, piante, insolazione, vento – ma anche la storia del posto – sono elementi fondamentali, come sostiene il giardiniere Stefano Passerotti.
In questo primo articolo della rubrica “Il punto di rugiada” da lui curata, il giardiniere Stefano Passerotti riflette sul significato del suo lavoro, fra rapporto con la natura e i ritmi imposti dalla modernità.