Un italiano tra gli otto migliori al mondo: Stefano Passerotti sbarca al Singapore Garden Festival
Il giardiniere fiorentino, che su Italia che Cambia cura la rubrica Punto di rugiada, è arrivato a Singapore: dal 4 al 12 luglio sfiderà gli altri sette migliori garden designer del pianeta per il nuovo Pinnacle Award.
Stefano Passerotti sbarca oggi a Singapore, per iniziare l’allestimento del suo giardino in vista del Singapore Garden Festival 2026, in programma dal 4 al 12 luglio ai Gardens by the Bay, grande parco nel cuore della città.
Il giardiniere fiorentino, che su Italia che Cambia cura la rubrica “Il punto di rugiada“, dedicata al mondo dei giardini e al rapporto tra esseri umani e natura, non è nuovo a questo palcoscenico: nel 2016 aveva già conquistato il Best of Show proprio a Singapore.
La manifestazione, biennale, giunge alla sua decima edizione: un traguardo che ha spinto gli organizzatori — il National Parks Board e Gardens by the Bay, entrambi espressione del governo di Singapore — a costruire un format speciale, la Show Gardens: All-Stars Edition, che raduna otto tra i designer già incoronati Best of Show nelle edizioni precedenti.
Il premio in palio questa volta si chiama Pinnacle Award, pensato appositamente per questa edizione-anniversario. Non una prima volta, dunque, ma una sfida tra chi il festival lo ha già vinto: otto progettisti da tutto il mondo, in quello che può essere letto come un campionato riservato ai migliori di vent’anni di competizione internazionale nel garden design.
Passerotti è non solo l’unico italiano, ma l’unico europeo in gara. Il suo progetto, quest’anno, si intitola Interiority of Nature e prende forma attorno a una struttura geometrica semplice: un quadrato attraversato da quattro percorsi diagonali, ognuno dei quali rimanda a una stagione e a un elemento della cosmologia cinese: Acqua, Legno, Fuoco, Metallo. Al centro si trova la Terra, quinto elemento, punto di equilibrio e sintesi.
La scelta non è casuale: nella tradizione filosofica taoista e nella medicina cinese, i Cinque Elementi (wuxing) descrivono le relazioni dinamiche tra le forze della natura, i cicli del tempo e il corpo umano. Passerotti li usa come struttura narrativa e percettiva del giardino: ogni ingresso apre su un’atmosfera diversa, costruita attraverso luce, materia, ombra e acqua.
Tra i dettagli più significativi del progetto c’è la rugiada: presenza minima, quasi invisibile, ma centrale nella poetica del giardiniere fiorentino. Una goccia d’acqua che si posa su foglie e steli e poi scompare diventa immagine concreta del tempo e della trasformazione, del fatto che la natura non è mai ferma ma è ritmo, passaggio e ciclo continuo. Il giardino non è pensato per essere guardato, ma attraversato: uno spazio in cui rallentare e sentire.
La sostenibilità, come sempre per Passerotti, è parte integrante del progetto fin dalla fase costruttiva. Le piante provengono da Singapore e dalla Malesia; oltre il 75% degli arbusti è coltivato localmente. Gli alberi, forniti da un vivaio singaporiano, dopo il festival entreranno in un progetto paesaggistico residenziale. La struttura metallica riutilizza componenti di installazioni precedenti realizzate a Singapore, riducendo al minimo l’acquisto di nuovo materiale. Al termine della manifestazione, le singole parti potranno essere separate, adattate o riciclate; i residui organici trasformati in compost.
Il Singapore Garden Festival è aperto al pubblico dal 4 al 12 luglio 2026, dalle 10 alle 22.
Vuoi approfondire?
Leggi la rubrica di Stefano Passerotti “Il punto di rugiada”.
Ascolta la puntata di Soluscions Come fare un giardino o un balcone ecologico. Per davvero






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