Bosco Ospizio resiste: per il secondo giorno le ruspe non riescono a entrare. Tutti gli aggiornamenti
Il presidio dei movimenti che difendono Bosco Ospizio dal cantiere di un mega supermercato hanno respinto le ruspe sia ieri mattina che stamattina. Ecco gli ultimi aggiornamenti dal bosco urbano di Reggio Emilia.
Anche oggi le ruspe non sono riuscite a varcare il cancello di Bosco Ospizio, il bosco urbano che dovrebbe essere “sacrificato” per costruire una struttura commerciale di diecimila metri quadrati targata Conad. Dalle 6 di ieri mattina l’Assemblea Bosco Ospizio sta presidiando il parco. È il culmine di una mobilitazione che dura da due anni e che vede impegnati fianco a fianco molti movimenti.
«Stamattina ci siamo trovati alle 6 con le prime ruspe già sul posto, poi il presidio si è ingrandito raggiungendo un picco di 150 persone, che si sono posizionate davanti all’unico ingresso del bosco abbastanza grande per far passare i mezzi pesanti. Siamo rimasti seduti lì davanti per quasi quattro ore, fino alle 10 circa, quando le ruspe se ne sono andate».
È questo il racconto di quanto accaduto ieri mattina fatto da Alessia, attivista di Extinction Rebellion e dell’Assemblea Bosco Ospizio, di cui la stessa XR fa parte. Anche lei è presente in questo momento sul posto, dove per ora la tensione non è ancora alta. L’abbiamo raggiunta telefonicamente per farci spiegare cos’è successo ieri e per farci dare gli ultimi aggiornamenti sul secondo tentativo di “assalto” da parte delle ruspe, avvenuto stamattina all’alba.
«Dopo che le ruspe hanno lasciato Bosco Ospizio a metà della mattinata di ieri, siamo rimasti in presidio permanente, abbiamo fatto un’assemblea operativa e organizzato i turni. Ieri sera si è tenuta poi un’assemblea planaria, a cui hanno partecipato circa 70 persone, per fare il punto della situazione e per capire come gestire i prossimi giorni. Dopodiché siamo rimasti a dormire sul posto: nello spazio Campo di Marte 2 sono state piantate una decina di tende».
Come detto, per ora il livello della tensione è rimasto contenuto: non c’è stato nessun contatto con le forze dell’ordine a eccezione di un’identificazione a tappeto di tutte le persone accorse. «Stamattina alle 6:20 sono tornati con le ruspe e stavolta le forze dell’ordine ci hanno avvisato che si sarebbero schierate e sarebbero intervenute se avessimo toccato gli operai», cosa che però le persone dell’Assemblea non avevano intenzione di fare, essendo la protesta pacifica.
«Ci siamo seduti di nuovo davanti al cancello», prosegue Alessia. «C’è stato un unico evento di tensione: loro volevano entrare e due operai sono passati da un ingresso laterale, sono arrivati da dietro e hanno usato un flessibile per tagliare il catenaccio del cancello principale. Erano molto vicino ai partecipanti che sono stati investiti dalle scintille di metallo, l’intervento è stato abbastanza pericoloso. Poco fa [alle 12 circa, ndr] hanno richiuso il cancello e sono andati via di nuovo».
Secondo Alessia, verosimilmente ci riproveranno domattina. «Noi faremo come ieri e oggi, mantenendo il presidio per cui abbiamo chiesto un prolungamento dell’autorizzazione da mercoledì fino a venerdì. Poi vedremo come va la situazione». Nel frattempo il presidio rimane: oltre alle sigle che compongono l’Assemblea Bosco Ospizio, sono accorsi anche cittadini e cittadine di Reggio Emilia più diverse persone che sono arrivate anche da fuori città.
In conclusione le chiedo – da partecipante sul campo all’azione – come vede la situazione e cosa si aspetta per i prossimi giorni. «Siamo sicuri che torneranno domattina e secondo noi proveranno ad alzare il tiro, anche se finora non ci sono stati atteggiamenti prevaricatori, ma oggi già è stato un po’ più pesante rispetto a ieri. Reggio non è abituata a vedere grandi schieramenti e operazioni repressive, quindi immagino che cercheranno di evitare scontri violenti. Stamattina abbiamo fatto una conferenza stampa in cui abbiamo fatto appello alla città. Noi resteremo qui».







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