Happennino 2026: il festival dell’entroterra marchigiano si avvia verso il gran finale
Da servizi sanitari e scuole al lavoro agile: nelle aree interne manca spesso la cultura. Happennino, il festival dell’Appennino marchigiano, ne fa un’infrastruttura e si avvia verso il gran finale del 19 e 20 settembre.
Da quando telelavoro e smart working hanno slegato il lavoro dalla sede fisica dell’azienda, più facile vivere lontano dai centri urbani, l’assenza di servizi essenziali sembra essere rimasto l’ostacolo principale per chi vorrebbe scegliere di abitare – o tornare ad abitare – nelle aree interne.
Ma cosa intendiamo per servizi essenziali? Spesso pensiamo all’assenza di presidi sanitari, di scuole, di trasporto pubblico. In questo elenco, però, non includiamo quasi mai la cultura. È su questo terreno che si muove Happennino, il festival promosso da Happennino APS e fondato da Andrea Angelini, Francesco Martinelli e Vittoria Podrini: la cultura è un’infrastruttura, essenziale quanto gli altri servizi.
Happennino è un festival itinerante nato nel 2018 nell’entroterra marchigiano, che ogni anno anima per alcune settimane i piccoli comuni tra le colline e le montagne del Montefeltro. Dal 29 agosto la nona edizione ha attraversato sette comuni tra le montagne marchigiane comprese tra Pesaro e Urbino, con incontri, spettacoli, concerti e cammini.
Il festival si muove di comune in comune, senza una sede unica, portando eventi culturali, artisti, autori e divulgatori negli spazi quotidiani dei paesi dell’entroterra. Nel 2026 il progetto ha compiuto un passaggio ulteriore passando da festival a progettualità culturale che punta a vivere tutto l’anno, estendendosi dalle montagne marchigiane all’intero Appennino. A dare corpo a questa visione sono stati due nuovi percorsi avviati quest’anno, “Imboscate” e “Confluenze”, dedicati rispettivamente ai boschi e all’acqua come patrimoni da conoscere.
Imboscate, realizzato con FSC Italia, organizzazione non profit che promuove la gestione responsabile delle foreste, ha trasformato il trekking in un format di trekking-talk sui temi delle foreste e dei servizi ecosistemici, toccando anche il Gran Sasso e lo Sponz Fest in Irpinia prima di tornare nelle Marche. L’ultima tappa è in programma sabato 19 settembre a Carpegna, dove lo stand-up comedian e divulgatore Fill Pill dialogherà con Giuseppe Bonanno, forestale e direttore di FSC Italia.
Confluenze, realizzato con il sostegno di Marche Multiservizi nell’ambito della call nazionale “Atlante delle Rive” diretta da Marco Paolini, è un percorso dedicato ai fiumi che proseguirà tra il 2026 e il 2027. Il primo appuntamento si è svolto il 6 settembre a Borgo Pace, nel punto di confluenza tra i fiumi Meta e Auro che dà origine al Metauro, con un confronto su acqua e trasformazioni climatiche a cui hanno partecipato, secondo quanto riportato dagli organizzatori, i commissari straordinari per le alluvioni Fabrizio Curcio e Davide Babini.
Il gran finale della nona edizione arriva domenica 20 settembre, nella Chiesa di San Francesco di Mercatello sul Metauro, con la conferenza-spettacolo di Andrea Pezzi, dedicata al rapporto tra uomo e trasformazione digitale e ispirata al suo ultimo libro La nostra Odissea. Ritorno all’umano (Il Saggiatore, 2026). Un tema solo apparentemente lontano da boschi e fiumi, ma che per gli organizzatori riporta al cuore della ricerca di Happennino: interrogare il cambiamento a partire dalle persone e dai luoghi che abitano.








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