Dal miele al territorio: la nuova guida di Mielerie Aperte per scoprire apicoltura e biodiversità in Italia
Al Ministero dell’Agricoltura presentata la guida “Viaggio nelle Mielerie Aperte”: un percorso tra api, miele e territorio firmato dalla rete che unisce oltre 200 aziende apistiche in 18 regioni italiane, scaricabile online.
Sala piena, posti in piedi, tanta gente rimasta sulla soglia: lunedì 14 settembre, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, la presentazione della guida “Viaggio nelle Mielerie Aperte” ha avuto un’accoglienza che nessuno, forse, si aspettava, nemmeno chi il progetto lo ha costruito giorno per giorno negli ultimi tre anni.
Prima ancora di condurre fisicamente da qualche parte, una guida apre un immaginario, fa intravedere un mondo, ha sottolineato Alessandra Giovannini, responsabile del coordinamento nazionale di Mielerie Aperte ed esperta di analisi sensoriale del miele. Questa guida non ha quindi un’accezione unica ma è uno strumento editoriale che accompagna il viaggio nel mondo delle api e dei loro prodotti, con un linguaggio semplice, fruibile, non tecnico, anche per chi delle api sa ancora poco ma è curioso di imparare.
La guida porta chi legge a fare un percorso ampio. Si parte dal mondo delle api, tra curiosità, l’organizzazione dell’alveare, gli strumenti e i gesti quotidiani di chi le alleva, il ruolo dell’apicoltura in Italia e il suo legame con la sostenibilità e l’impollinazione. Si continua con il miele: come nasce, come si distingue un uniflorale da un millefiori, come si assaggia con consapevolezza, come si sceglie e si conserva un buon vasetto, fino a qualche idea per portarlo in cucina in modo meno scontato. C’è poi tutto quello che l’alveare produce oltre al miele: cera, pappa reale, polline, propoli, veleno d’api, prodotti che alimentano settori ben più ampi di quanto si immagini. Il cuore pratico del volume spiega come funzionano le giornate di apertura, come raggiungere le mielerie della rete, con l’elenco completo, regione per regione, delle associazioni territoriali e delle aziende aderenti, corredato di indirizzi e contatti per organizzare una visita. Chiude il dizionario minimo: i termini essenziali dell’apicoltura, non per trasformare chi legge in un esperto, ma per aiutarlo a capire cosa osserva, cosa assaggia, cosa legge su un’etichetta.
Mielerie Aperte è la rete che, nata nel 2024, unisce oltre 200 aziende apistiche in 18 regioni italiane e le apre al pubblico. Due volte l’anno, a maggio e a novembre, apicoltori e apicoltrici aprono le porte delle loro mielerie nello stesso giorno, in tutta Italia, per raccontare da vicino il lavoro quotidiano che sta dietro un vasetto di miele. Ma il progetto, promosso da UNA·API con il sostegno del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e dell’Unione Europea, non si esaurisce in quelle due giornate: le mielerie della rete restano disponibili tutto l’anno, e la guida presentata oggi, già scaricabile online, è pensata proprio come una nuova tappa di questo percorso, non come un traguardo finale.
A colpire, nella sala, non è stata solo la grande partecipazione ma anche la partecipazione istituzionale, con un’emozione percepibile nelle parole di Marina Fiori, Referente MASAF, dirigente PIUE (Direzione Generale delle Politiche Internazionali e dell’Unione Europea) settore produzioni animali, che ha aperto i lavori. Un’emozione comprensibile, perché il progetto ha portato in questi anni risultati importanti, che è proprio quello che le istituzioni auspicano quando sostengono un progetto, soprattutto in un settore che mostra evidenti difficoltà.
Cambiamento climatico, perdita di habitat, diffusione delle monocolture, impatto degli agrofarmaci, nuovi insetti predatori e un mercato “fortemente inquinato da falso miele proveniente da paesi extra UE a prezzi molto bassi”, che ha schiacciato i margini di chi produce con qualità. Un quadro reale, che UNA·API, che rappresenta da oltre 40 anni oltre il 40% degli alveari italiani, conosce bene.
Ed è proprio in questo scenario che Mielerie Aperte è nato come risposta concreta: «Abbiamo pensato di far raccontare l’apicoltura e il mondo delle api agli stessi protagonisti che quotidianamente, con enorme sacrificio, fatica, resilienza e passione, garantiscono la sopravvivenza di questo meraviglioso, affascinante e indispensabile insetto», ha detto Giuseppe Cefalo, Presidente di UNA·API, ricordando che si tratta di un percorso «che non ha precedenti in Europa»: aziende che accettano un regolamento comune, un marchio unico registrato, e che scommettono ogni giorno sulla propria capacità di accogliere ed emozionare chi entra per la prima volta in una mieleria.
Mielerie Aperte ha permesso alle aziende che aderiscono di non essere più sole nel raccontarsi e nel valorizzare i prodotti dell’alveare. Le aziende ricevono strumenti, materiali e formazione per accogliere il pubblico con la stessa qualità in tutta Italia e comunicare con un linguaggio comune valorizzando le proprie specificità.
Il progetto propone percorsi dedicati all’accoglienza e al racconto, in collaborazione con formatori in analisi sensoriale del miele, del settore turistico esperienziale e della comunicazione. Nelle parole di Larissa Meani, responsabile promozione UNA·API, c’è stata in questi anni un’importante crescita di interesse, partecipazione in presenza e crescita delle visite al sito di progetto e dei suoi canali social, ma soprattutto sono visibili le nuove competenze acquisite dagli apicoltori e dalle apicoltrici.
Si è compreso cosa questo significhi concretamente grazie alle testimonianze finali di Damiano Angeletti, della Mieleria del Bosco e Beatrice Monicelli, apicoltrice de La casa nettarina. Angeletti ha raccontato come la sua azienda organizzasse già attività di accoglienza prima di entrare in Mielerie Aperte ma che farne parte sia stato uno stimolo fortissimo, capace di far nascere iniziative collaterali che prima non esistevano.
Oggi, ad esempio, la Mieleria del Bosco propone attività di team building per aziende: le api, ha spiegato, hanno molto da insegnarci sulle relazioni, sulla società, sull’organizzazione del lavoro. Quest’anno hanno lanciato un concorso che ha invitato artisti a dipingere le arnie dell’azienda e per l’appuntamento di novembre, l’idea è di lanciarne uno dedicato alla poesia, per raccontare il mondo delle api anche attraverso le parole.
Per Monicelli, essere nella rete di Mielerie Aperte ha permesso di entrare in contatto con le altre aziende apistiche del Lazio e di creare importanti sinergie. «Anche solo saper indicare a un visitatore dove poter trovare un prodotto che noi non realizziamo è un passo importante». Oggi, grazie alla comunicazione portata avanti dalla rete, La casa nettarina, ha ampliato moltissimo non solo l’offerta didattica che già proponevano, ma anche quella turistica.
I percorsi turistici legati alle mielerie sono forse la parte più giovane di questo progetto, ma anche quella su cui la rete sembra credere di più per il futuro: un modo per trasformare la curiosità di chi visita una mieleria in un rapporto duraturo con un luogo, con chi lo cura, e con quello che quel luogo, attraverso il miele, sa ancora raccontare.
Ed è proprio questo il filo che ha attraversato l’intera mattinata: il miele non come semplice prodotto da scaffale, ma come chiave d’accesso a un territorio, alla sua biodiversità, al lavoro paziente di chi lo abita.
La guida “Viaggio nelle Mielerie Aperte” è scaricabile su https://mielerieaperte.it/la-guida/.








Commenta l'articolo
Per commentare gli articoli registrati a Italia che Cambia oppure accedi
RegistratiSei già registrato?
Accedi