“Vivere in Connessione”: a Como torna L’isola che c’è, la fiera che da vent’anni coltiva comunità
Il 19 e 20 settembre torna la fiera delle economie solidali comasche. Tra i protagonisti anche Daniel Tarozzi, fondatore di Italia che Cambia.
Che tipo di connessione vogliamo coltivare? È questa la domanda che attraversa l’edizione 2026 de L’isola che c’è, la fiera delle economie solidali che da oltre vent’anni anima il territorio comasco. Nel parco comunale di Villa Guardia, sabato 19 e domenica 20 settembre, la risposta si costruirà concretamente, tra baratto, rammendo condiviso, reti di mutualismo e dialoghi pubblici su tecnologia e intelligenza artificiale.
L’isola che c’è è organizzata dalla Cooperativa sociale Ecofficine, dall’associazione L’isola che c’è – Rete Comasca di Economia Solidale, dal Centro di Servizio per il Volontariato dell’Insubria e dall’associazione Luminanda. La fiera non è pensata come un evento isolato ma come il punto d’incontro annuale di un ecosistema che lavora tutto l’anno: oltre 110 espositori tra artigianato, cibo biologico e locale, commercio equosolidale, cooperazione sociale, benessere e cultura. Il programma conta più di 50 attività tra laboratori per famiglie e adulti, incontri tematici, spettacoli e musica, con ingresso libero dalle 19 in entrambe le giornate.
Sabato pomeriggio salirà sul palco anche Daniel Tarozzi, fondatore di Italia che Cambia, in un talk chiamato anch’esso “Vivere in connessione”, che mette a confronto voci diverse su come utilizzare la tecnologia senza perdere il contatto con sé stessi, le altre persone e i territori. Assieme a lui le “ecotuner” Stefania Balzarotti ed Elena Cadelli, formate alla scuola di Ecopsicologia, Giacomo Bocale, avvocato e attivista del collettivo Nina Watch e Matteo Spini, docente all’Università di Milano-Bicocca. Modera Martina Radicchio, giornalista de La Provincia.

Il rapporto tra connessione digitale e connessione reale sarà un tema ricorrente di questa edizione. Se ne parlerà anche nell’incontro “Oltre le polarizzazioni, l’etica dell’Intelligenza Artificiale”, a cura dei volontari di Origami, che parte dal pensiero del filosofo Luciano Floridi per superare tanto la narrazione apocalittica quanto quella salvifica sull’IA. Mentre “Sentirsi. Un’antropologia dello smartphone” mette a confronto il sociologo Gabriele Balbi sugli effetti degli smartphone sulle persone. “Internet mon Amour”, curato da Altreconomia e Gruppo Studio l’Attrezzeria, affronta invece l’alfabetizzazione digitale come questione di consapevolezza e libertà, non solo di competenza tecnica.
Oltre che talk e incontri pubblici, il filo conduttore “Vivere in connessione” si traduce in proposte molto concrete: Lo spazio baratto, curato insieme a Famiglie in cammino, mette in pratica lo scambio come alternativa reale al consumo. Il laboratorio “Mend in public”, con le operatrici di Filodritto, trasforma il rammendo in un gesto pubblico e condiviso, mostrando l’economia circolare mentre accade, non mentre viene spiegata.
Accanto ai temi più riflessivi, il weekend propone anche spettacoli, concerti, laboratori per bambini, dalla falegnameria alla lavorazione del rame, e un’area ristoro sempre attiva con food truck. Sabato sera il palco ospita TvDust, K^B°B° Orchestra e Roberto Casti; domenica una serata dedicata al cantautorato con Naeev, il collettivo transfemminista Canta fino a dieci e Fitza.
L’isola che c’è dimostra, edizione dopo edizione, che ricostruire connessione con le persone, con i territori e con la tecnologia, non è un esercizio astratto: è qualcosa che si allestisce con gli stand, si discute nei talk e si sperimenta nei laboratori. Il programma completo è consultabile sul sito della fiera.







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