Toscana: Ribolla dice “no” al progetto di un’azienda israeliana coinvolta nell’apartheid
La società civile toscana si mobilita contro il progetto di Ribolla, nel grossetano, guidato, attraverso un’azienda prestanome, da una compagnia israeliana coinvolta nell’apartheid.
Shikun & Binui è un gruppo israeliano che si occupa di diversi settori, da quello immobiliare a quello delle infrastrutture per l’urbanizzazione, fino all’impiantistica. Il gruppo è sotto i riflettori a causa del suo coinvolgimento attivo nella politica di apartheid portata avanti dal Governo israeliano contro il popolo palestinese. In particolare, Shikun & Binui è coinvolta in opere nelle colonie illegali in Cisgiordania e ha partecipato alla costruzione del muro che circonda Gaza.
Recentemente il gruppo israeliano ha deciso di investire anche in Europa e in Italia. Fra i vari progetti c’è quello di un mega campo di agrivoltaico in Toscana, nella frazione di Ribolla, nel grossetano. Il progetto prevede circa 37.000 moduli che copriranno una superficie di 25 ettari ed è stato proposto dalla società italiana SPV Energy 3 Srl. Shikun & Binui svolge ha però un ruolo di rilievo nel progetto stesso, ruolo che non è passato inosservato agli occhi della comunità locale.
Shikun & Binui Ltd è menzionata nell’elenco stilato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani per censire le imprese coinvolte in attività collegate agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Ma non è finita qui: in un’intervista al comitato Maremma attiva, Radio Onda d’Urto svela che “attraverso approfondite indagini portate avanti dagli abitanti del territorio e dal Comitato Diritti in Palestina è emerso come la Spv Energy sia un’azienda prestanome di un capitale sociale di 2.500 euro, una scatola cinese tipica per questi progetti di speculazione energetica”. Uno scenario che aggrava ulteriormente la condotta della compagnia israeliana.
Un altro attivista – Annibale Quaresima del collettivo Diritti in Palestina – interpellato dal Manifesto ha raccontato: “Da tempo indago l’operato delle imprese israeliane qui in Toscana. Quando ho visto questa azienda, costituita nel 2023, mi sembrava non tornasse qualcosa. Ho acquistato la visura camerale e ho scoperto che dietro c’era Shikun & Binui. Il Comune aveva già dato parere negativo sull’impatto ambientale e si è mostrato ricettivo anche sui problemi legati alla proprietà. Siamo in contatto con l’avvocato Luca Saltamacchia, membro di Giuristi per la Palestina. Stiamo ragionando su come si configura tutto ciò alla luce del diritto internazionale”.
Lo stesso collettivo ha avviato una raccolta firme a Ribolla e nelle zone limitrofe raccogliendo più di 12.000 sottoscrizioni e ha organizzato per sabato prossimo, 5 settembre, un presidio presso il Monumento al Minatore a Ribolla. La manifestazione promette di essere molto partecipata anche dalle comunità del circondario, visto che Shikun & Binui ha un altro progetto simile a quello di Ribolla a Collesalvetti, in provincia di Livorno. Quello di sabato prossimo sarà un momento di confronto con la cittadinanza a cui ne seguirà un altro che il collettivo sta organizzando per il 19 settembre.







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