Oggi si ricomincia a sparare: le preaperture della stagione venatoria e le proteste delle associazioni
Da oggi, 2 settembre, tornano cacciabili diverse specie nella maggior parte delle Regioni italiane, anticipando l’apertura della stagione venatoria nonostante la crisi ambientale.
In quasi tutta Italia – 16 Regioni su 20 – riparte oggi la stagione venatoria, con una lunga lista di preaperture che anticipano l’avvio ufficiale previsto quasi ovunque per il 20 settembre. Come ormai da prassi consolidata infatti, la maggior parte delle Regioni ha deliberato delle deroghe che consentono di iniziare a uccidere già diverse specie.
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto hanno previsto una serie di giornate di caccia a partire da oggi. Nel mirino finiranno 14 specie, alcune delle quali in una situazione considerata a rischio, come l’alzavola e la quaglia: “Particolarmente preoccupante è l’inclusione della quaglia, specie migratrice che nonostante viva uno stato di particolare difficoltà a causa del bracconaggio e della perdita degli habitat, in alcune regioni sarà cacciabile già in preapertura, in contrasto con quanto chiesto dalla Commissione europea”, avverte il WWF.
Al WWF fa eco la LIPU: “Caldo torrido, siccità estrema, alluvioni dovrebbero spingere ogni governo responsabile quantomeno a posticipare l’apertura della caccia alla fauna selvatica, già provata dai cambiamenti climatici e dalla riduzione e frammentazione degli habitat”. L’associazione ricorda che, a causa del DDL 1552 “sparatutto”, il nostro Paese presto potrebbe essere di nuovo seriamente sotto osservazione: proprio in questi giorni la commissaria all’ambiente della Commissione europea, Jessika Roswall, ha pubblicamente annunciato che la proposta di legge italiana sulla caccia viola varie norme comunitarie.
La fine dell’estate è un periodo molto delicato per molte specie, alcune delle quali incluse nelle preaperture della stagione venatoria. Da un lato le temperature elevate possono ridurre la disponibilità di acqua e cibo, dall’altro è periodo di migrazioni, che comportano sforzi fisici intensi per gli animali. Sono queste le considerazioni alla base della richiesta avanzata dalla LIPU, che ha invitato il Governo a ritardare l’avvio della stagione venatoria e a dichiarare lo stato di emergenza ambientale.
Non migliorano la situazione le notizie provenienti dalle aule dei tribunali. I TAR di Toscana e Calabria infatti si sono pronunciati a favore dell’apertura in deroga della stagione venatoria nelle Regioni di competenza. In Toscana il parere negativo ha anche colpito un ulteriore ricorso presentato da OIPA e altre associazioni contro la caccia estiva al cervo: “Le associazioni contestano l’autorizzazione alla caccia di selezione di daini e cervi a partire da metà agosto, in contrasto con i pareri scientifici vincolanti dell’ISPRA. In questo periodo, infatti, le femmine si trovano in pieno allattamento: l’uccisione della madre in estate, sostengono le associazioni, può condannare i cuccioli nati in primavera a una morte lenta per inedia nei boschi”.
Da questo punto di vista, grande preoccupazione desta la delegittimazione del parere dell’ISPRA, organo che garantiva solide basi scientifiche alle politiche riguardanti la fauna selvatica: “Oggi ormai le valutazioni dell’ISPRA vengono trattate come una semplice opinione, mentre la politica tende a privilegiare interessi particolari e logiche di consenso”, denuncia il WWF. “Il risultato è un indebolimento delle garanzie per la biodiversità proprio nel momento in cui gli effetti della crisi climatica stanno modificando habitat, disponibilità alimentare e dinamiche migratorie di molte specie”.
“Il Governo – conclude la LIPU – ponga fine a questi continui tentativi di liberalizzare la caccia e dia finalmente non solo una risposta urgente alle richieste della Commissione europea, cancellando la riforma. E dia inoltre finalmente risposte alla crisi climatica e della biodiversità attraverso l’attuazione delle Strategie europee, dal Clima al Regolamento sul Ripristino della Natura”.
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