IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile, sbarca in Sardegna e Sicilia
Il 5 settembre IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile, ha fatto tappa in Sardegna, dove rimarrà fino al 20. E dal 18 è previsto anche un ricco programma di iniziative in Sicilia, a Palermo.
Settembre sulle isole per IT.A.CÀ, il festival itinerante di turismo responsabile che dall’inizio dell’estate sta girando per l’Italia, organizzando – in collaborazione con tante realtà locali – incontri, trekking, convegni, lavoratori e tanti altri tipi di iniziative sul turismo responsabile e in particolar modo sul tema di quest’anno: geografie si pace, mobilità/rsi attraverso confini e culture.
“Il turismo responsabile può diventare un vero promotore di geografie di pace. Non è solo un modo diverso di viaggiare, ma un approccio culturale che mette al centro le comunità locali, la giustizia sociale, la tutela dei territori e la qualità delle relazioni. Il viaggio smette di essere consumo di luoghi e diventa occasione di incontro, ascolto e apprendimento reciproco”.
Dopo aver visitato l’Emilia Romagna, il Trentino Alto Adige e l’Umbria, IT.A.CÀ è arrivato in Sardegna. Il fine settimana appena trascorso il festival di turismo responsabile è stato ospitato da Alghero, dove “il confine non è separazione, ma relazione; non è chiusura, ma scambio continuo. La convivenza quotidiana tra cultura sarda, catalana e italiana rende Alghero un esempio vivo di dialogo multilingue e di contaminazione culturale, un luogo in cui la pace si esprime nelle pratiche della comunità, dell’accoglienza e della condivisione”.
Dal 12 al 20 settembre ci si sposterà in Ogliastra, per la precisione nei Comuni di Villagrande Strisaili, Tortolì, Talana, Seui e Lotzorai. Sarà l’occasione per parlare di due facce di una stessa medaglia: radicamento e spopolamento. Lo spopolamento della Sardegna rappresenta infatti una sfida cruciale. “Se i territori diventano luoghi di incontro e relazione, cosa accade quando le comunità che li abitano scompaiono?”, si chiede lo staff di IT.A.CÀ. “parlare di geografie di pace significa anche difendere il diritto di restare. Non può esserci pace senza comunità vive, senza la possibilità di abitare e lavorare dignitosamente nei territori”.
Da un’isola all’altra: dopo la Sardegna sarà la volta della Sicilia. In realtà le due tappe saranno parzialmente sovrapposte perché la carovana di IT.A.CÀ sbarcherà a Palermo il 18 settembre, per rimanervi fino al 20. Il tema 2026 del festival del turismo responsabile a Palermo è un invito chiaro: costruire nuove mappe, capaci di superare barriere fisiche e simboliche, riconoscendo nella mobilità un atto profondamente politico e nella responsabilità una scelta collettiva. Geografie di pace significa abitare il mondo con consapevolezza, riconoscendo il valore delle differenze come risorsa e delle comunità come spazio di incontro e di giustizia.







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