Al via Geografie di pace, l’edizione 2026 di IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile
Geografie di pace – mobilità/rsi attraverso confini e culture sarà il tema dell’edizione 2026 – la diciottesima – di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, di cui Italia Che Cambia è media partner.
Il primo festival itinerante sul turismo sostenibile e responsabile diventa maggiorenne! IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile giunge infatti all’edizione numero diciotto e lo fa con una riflessione attuale e urgente, che accompagnerà gli eventi delle 16 tappe che coinvolgono otto regioni italiane: GEOGRAFIE DI PACE – mobilità/rsi attraverso confini e culture. Come ormai tradizione, anche quest’anno Italia Che Cambia è media partner del festival.
IL TEMA DI IT.A.CÀ 2026
Immaginare le “Geografie di pace” significa ripensare il modo in cui ci muoviamo e incontriamo l’altro, trasformando il confine da barriera a luogo di scambio e confronto. È da questa visione che nasce il tema del Festival 2026: GEOGRAFIE DI PACE – mobilità/rsi attraverso confini e culture. Concepito in un momento storico in cui venti di guerra e nuove frontiere impongono scenari complessi, il festival risponde all’urgenza di intraprendere percorsi di pace e di resistenza popolare.
Quelli che il festival propone sono itinerari mentali e fisici, costruiti in co-creazione con le reti locali, fondati sul rispetto per l’essere umano e sull’ascolto di culture, tradizioni e memorie. In questa visione, il turismo responsabile e la mobilità – sia essa legata al viaggio o alla migrazione – si trasformano in strumenti per tessere relazioni umane. Muoversi significa comprendere che non tutto deve essere consumato o fotografato; significa accettare il limite come valore e attraversare i territori per valorizzarne le differenze, generando così comunità aperte, inclusive e solidali.
Secondo Pierluigi Musarò, co-fondatore Festival IT.A.CÀ., «le geografie di pace trasformano i confini da linee di separazione a spazi di incontro, scambio e relazione. In un tempo di paura e disillusione, segnato da conflitti e chiusure, la mobilità – per viaggio o migrazione – può diventare un gesto di ascolto, rispetto e apertura. Il turismo responsabile ci invita a riconoscere il valore del limite, a custodire territori e differenze, e a vivere il viaggio non come consumo di luoghi, ma come occasione di dialogo, conoscenza reciproca e comunità».
«Celebrare diciotto anni di festival – aggiunge Sonia Bregoli, co-fondatrice e responsabile rete nazionale di IT.A.CÀ. – significa guardare a un percorso che, dal 2009 a oggi, ha unito pubblico e privato in un grande progetto di valorizzazione territoriale, dalla pianura alla montagna, dalle città al mare. Abbiamo trasformato questa iniziativa in un motore di sviluppo sostenibile e socialmente responsabile, attivando centinaia di soggetti con eventi di carattere divulgativo, scientifico, didattico e sportivo in maniera diffusa su tutto il territorio nazionale. Oggi, da “maggiorenni” continuiamo a progettare un futuro in cui il viaggio sia uno strumento di crescita e di scambio per le comunità locali».
IT.A.CÀ da diciotto anni invita cittadini, istituzioni, industria e operatori a praticare un concetto di turismo e di viaggio attento ai territori e alle comunità che li vivono, stimolando a promuovere nuove idee, a vivere e offrire esperienze diverse e a coltivare in modo sostenibile e responsabile le nuove vie che il turismo attento e rispettoso sa proporre. Dalla sua nascita a oggi, IT.A.CÀ Festival ha unito oltre 700 realtà locali, nazionali e internazionali, trasformandosi in un laboratorio di innovazione sociale. Un progetto che genera un nuovo civismo attivo e partecipato, fatto dalle persone per le persone.
LE TAPPE DI IT.A.CÀ 2026
Quest’anno le sedici tappe del festival toccheranno otto regioni: Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Umbria, Sardegna, Sicilia, Lombardia, Marche, Piemonte. Ciascuna tappa ha organizzato, in co-progettazione con le realtà del proprio territorio, eventi a carattere divulgativo e naturalistico, raccontando la propria visione del tema nazionale GEOGRAFIE DI PACE – mobilità/rsi attraverso confini e culture.
Questa edizione del Festival è sostenuta da Banca Etica, l’unica banca che dal 1999 non finanzia la produzione e il commercio di armi, fonti fossili, allevamenti intensivi e tutti quei settori nocivi per le persone e il pianeta. Il turismo responsabile ci insegna che ogni viaggio ha un impatto sul territorio e sulle comunità; la finanza etica ci insegna che ogni euro investito può avere un impatto positivo sul futuro del pianeta. Entrambe le realtà promuovono un’idea di economia che mette al centro il benessere delle persone, le comunità e la tutela dell’ambiente.
Si inaugura anche una nuova collaborazione, quella con AMODO – Alleanza Mobilità Dolce, con cui il festival condivide valori di sostenibilità nella mobilità come stile di vita, sia per recarsi al luogo di lavoro che nel tempo libero. Infine, si rinnova la collaborazione tra IT.A.CÀ e l’Associazione Italiana Turismo Responsabile, storico partner del festival, e per il secondo anno consecutivo, confermano la partnership col primo evento europeo sul turismo responsabile anche Legambiente e Borghi Autentici d’Italia.






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