Al Pilastro, nella periferia bolognese, apre un ambulatorio gratuito per chi non può permettersi le cure
Grazie alla collaborazione fra Comune e l’associazione Buoni Dottori, a Bologna parte il progetto di ambulatorio gratuito per persone in condizioni di fragilità economica.
Il Pilastro – zona di Bologna periferica e considerata “difficile” – è salito recentemente alla ribalta delle cronache nazionali per l’uccisione di Abderrahim Fakir e prima ancora per il progetto di abbattimento degli alberi di un parco di zona per realizzare un museo. Questi episodi controversi però hanno parzialmente oscurato il fermento sociale e culturale con cui la persone del quartiere rispondono a politiche che spesso si dimenticano di loro.
Non in questo caso però: al Pilastro, nello specifico in via Trauzzi, aprirà i battenti prossimamente un ambulatorio gratuito gestito da professionisti e professioniste con una lunga esperienza e destinato a offrire prestazioni sanitarie esenti da ticket alle persone in una situazione di fragilità economica. Il progetto è un esempio virtuoso di collaborazione e fra pubblico e privato: coinvolge infatti il Comune di Bologna, ACER e l’organizzazione di volontariato Buoni Dottori.
Nei giorni scorsi la Giunta comunale ha approvato la convenzione con l’ODV e ACER – l’Azienda Casa Emilia Romagna, che gestisce gli alloggi popolari – ha messo a disposizione un proprio immobile che ospiterà fisicamente l’ambulatorio gratuito. A mandarlo avanti sarà un gruppo di specialisti in varie discipline mediche e chirurgiche che hanno deciso di donare tempo e competenze per offrire visite gratuite a chi non può permettersele.
Si stima che l’ambulatorio gratuito sarà in grado di offrire prestazioni sanitarie – visite specialistiche, pareri o consulti multidisciplinari per patologie croniche, attività di follow-up ed esami strumentali complessi, quali ad esempio endoscopie e doppler – esenti da ticket a circa 250 utenti all’anno. Ad intercettarli ci penseranno anche i servizi sociali del Comune di Bologna, già molto attivi in questa zona della città, che creeranno una rete di supporto e informazione a disposizione delle persone economicamente fragili.
L’ODV Buoni Dottori è stata fondata pochi mesi fa proprio per dare vita al progetto e in questo momento conta dieci soci e socie, anche se molti professionisti del settore sanitario hanno già mostrato interesse a partecipare all’iniziativa. Oltre alle competenze, l’associazione ha anche messo a disposizione un cospicuo budget, facendosi carico dei costi di adeguamento e di realizzazione degli impianti – rispettivamente 70.000 e 150.000 euro, che ACER stornerà poi dai canoni di locazione – dell’immobile che sarà sede dell’ambulatorio gratuito.
L’iniziativa si inserisce in un percorso che vede le realtà del territorio lavorare fianco a fianco per intercettare i bisogni delle persone residenti e affrontare le fragilità trasformandole in risorse. Servizi sociali, enti del terzo settore, comitati di cittadini dialogheranno costantemente per promuovere il progetto e monitorarne l’andamento nel tempo. “L’idea – spiega il presidente di Buoni Dottori Gilberto Poggioli – è nata dalla volontà di restituire tempo, impegno e professionalità a Bologna, che attraverso la sua Università e i suoi ospedali ci ha dato tanto”.








Commenta l'articolo
Per commentare gli articoli registrati a Italia che Cambia oppure accedi
RegistratiSei già registrato?
Accedi