La cittadinanza si mobilita per salvare un bosco urbano che sarà abbattuto per fare spazio a un supermercato
A Reggio Emilia, nel quartiere Ospizio, sorge l’omonimo bosco urbano. L’area verde dovrà essere cancellata: al suo posto sorgerà un supermercato Conad. Da anni però la città si sta mobilitando per salvarla.
”L’Atto di Accordo prevede di insediare attività commerciali per una superficie occupata di 10.200 metri quadri, tra cui un centro Conad per la grande distribuzione alimentare; attività pubbliche, tra cui una nuova Biblioteca Comunale, un Polo per sevizi sociali, la Casa della Salute, per una superficie occupata di 2.800 metri quadri; tra edifici destinati alle attività commerciali e altri alle attività pubbliche: la superficie cementificata è di circa 13.000 metri quadri“.
“Aggiungendo a questa superficie le aree di sosta, i parcheggi e la viabilità interna si raggiunge una superficie impermeabilizzata di circa 31.000 mq. Ciò significa che quasi il 70% dell’intera area Bosco Ospizio verrebbe a perdere la sua funzione di polmone verde nel cuore della città“.
Il verbale di un’assemblea del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio tenutasi alcuni mesi riassume perfettamente la situazione del bosco urbano del quartiere Ospizio, area situata poco fuori dal centro storico di Reggio Emilia, densamente popolata e molto trafficata. Qui sorge un bosco urbano che rappresenta un polmone verde fondamentale per il quartiere e per la città tutta.
Questo è vero a maggior ragione in un momento in cui gli effetti della crisi climatica si fanno sentire con forza anche nel capoluogo emiliano: “Il 28 giugno l’allerta regionale è passata da arancione a rossa per temperature estreme, con punte fino a 40° in pianura. Secondo ARPAE, l’ondata di calore ha superato per 13 giorni consecutivi i record di calore giornalieri”.
Così sui social l’assemblea Bosco Ospizio, che si batte – aggregando cittadine, cittadini, associazioni e movimenti, come Exctinction Rebellion, Lipu e Legambiente – per salvare il bosco urbano dall’abbattimento. Il movimento è nato un paio di anni fa, quando l’amministrazione comunale ha approvato un progetto di Conad Nord Italia per realizzare in quest’area un punto vendita, che sarebbe il 62° supermercato della provincia di Reggio Emilia.
Tale progetto prevede anche la piantumazione di 1500 nuove piante, che però, secondo il presidente locale di Legambiente Bokar Diop, sono solo un’operazione di greenwashing: “Innanzitutto piantare 1500 giovani fusti non compensa l’abbattimento di alberi adulti”, ha sottolineato in un’intervista rilasciata al Resto del Carlino. “Dovremo aspettare 20 o 30 anni prima che i nuovi alberi inizino a fare il lavoro che il bosco ospizio fa già oggi gratuitamente. Inoltre le nuove piantumazioni urbane hanno tassi di mortalità molto alti a causa della siccità e della scarsa manutenzione. Un bosco già stabilizzato è, invece, resiliente”.
Il tempo però sta per scadere: autorizzato definitivamente lo scorso febbraio, l’inizio dei cantieri è previsto per la fine del mese di luglio, quindi a giorni. “Dopo due anni di resistenza e lotta, a breve inizierà il cantiere di Conad Centro Nord, che raderà al suolo Bosco Ospizio. Lo dicevamo due anni fa e lo diciamo anche oggi: non abbiamo bisogno di un altro supermercato, abbiamo bisogno di città verdi, vivibili e resilienti al cambiamento climatico”, avvisa Extinction Rebellion.
Gli attivisti e le attiviste proseguono sottolineando che il bosco urbano è “un polmone verde di 45.000 metri quadri nel quartiere popolare di Ospizio, un concentrato di biodiversità che fa da scudo naturale al caldo torrido, all’inquinamento e alle conseguenze estreme delle alluvioni, in un quartiere in cui si concentrano bambin3, anzian3 e alcune delle fasce più povere di Reggio Emilia. Con città sempre più cementificate e soffocanti, un rifugio climatico come il Bosco Ospizio in questo quartiere non è uno sfizio, è un presidio salvavita“.
“Come Extinction Rebellion Reggio Emilia e Assemblea Bosco Ospizio siamo qui per chiedervi di condividere, boicottare e raggiungerci non appena servirà, per fermare questa ennesima ingiustizia sociale e climatica. Salviamo Bosco Ospizio insieme”. Così si conclude l’appello, ultima di una serie di azioni finalizzate a salvare il bosco urbano dall’abbattimento, come assemblee, azioni di disobbedienza civile, passeggiate naturalistiche e una mostra fotografica intitolata Ostinato Radicare. Oltre a questo, è stata lanciata una petizione che ha raccolto circa 2500 firme di persone che chiedevano un confronto con le istituzioni per trovare una soluzione, confronto che però non è mai arrivato.
Cosa rimane dunque di questa mobilitazione nei giorni in cui le ruspe stanno accendendo i motori e il destino del bosco urbano sembra segnato? Da un lato l’appello dell’assemblea a boicottare questo progetto speculativo ed ecocida per dare un segnale politico ed economico forte. Dall’altra un prezioso tesoro di attivismo civico e aggregazione che, come fa notare Salviamo il Paesaggio, “ha continuato a lottare nonostante le speranze di riuscire davvero a salvare il bosco fossero molto labili. Il bosco urbano dell’Ospizio, molto probabilmente, non ci sarà più, ma ciò che rimarrà è una comunità più consapevole, coesa e capace di progettare e lottare/agire insieme a favore di un futuro condiviso… e che si sta già attivando per incidere sul futuro”.








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