Porto crocieristico di Fiumicino: dopo lo stop del Tar riparte la mobilitazione
Il Tar del Lazio annulla la Valutazione di impatto ambientale del porto crocieristico di Fiumicino-Isola Sacra. Comitati e associazioni tornano in piazza il 31 luglio per discutere il futuro dell’area del Faro.
Lo scorso 3 luglio il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio ha annullato il decreto di Valutazione di impatto ambientale (Via) che aveva autorizzato la costruzione del porto turistico-crocieristico di Fiumicino, nella zona di Isola Sacra. Una sentenza che ha ridato slancio ai comitati locali che hanno convocato un’assemblea pubblica per il 31 luglio, in cui discutere delle prossime mosse e del futuro dell’area.
Il ricorso, presentato dalla Lipu e dall’associazione Saifo insieme ad alcuni cittadini residenti, è stato accolto dai giudici, che hanno riconosciuto illegittimo l’iter autorizzativo seguito dal Comune di Fiumicino.
Il progetto, noto come Fiumicino Waterfront, nasce dalla collaborazione tra il gruppo statunitense Royal Caribbean, attraverso la controllata Cruise Terminals International, e il fondo d’investimento iCON Infrastructure. Prevede due moli: il Molo di Traiano, destinato alle navi da crociera e ai superyacht, e il Molo Claudio, riservato alla nautica da diporto, per un traffico stimato fino a 1,3 milioni di passeggeri l’anno.
Secondo il Tar, questa componente crocieristica ha un peso “estremamente significativo” nell’opera, al punto da configurarla come un’infrastruttura portuale polifunzionale e non come un semplice porto turistico: per questo motivo il Comune di Fiumicino non avrebbe avuto la competenza per presentare l’istanza di Via. Ministero dell’Ambiente, Ministero della Cultura, Comune di Fiumicino, Regione Lazio e Fiumicino Waterfront sono stati condannati in solido al pagamento delle spese processuali.
Le navi da crociera, oggetto di un’inchiesta dedicata di Italia che Cambia, hanno un impatto ambientale enorme: emettono complessivamente più ossidi di zolfo di un miliardo di automobili e, durante il pernottamento a bordo, consumano fino a 12 volte l’energia di un hotel. Le loro rotte attraversano inoltre, per il 60% del tempo di navigazione, aree marine a rischio per balene e delfini.
Isola Sacra è una frazione caratteristica di Fiumicino, con un vecchio faro in disuso, la darsena con le palafitte, che un tempo si usavano per la pesca, case basse con piccoli giardini alternati a campi. Prima dell’acquisizione della concessione da parte di Fiumicino Waterfront, nell’area del vecchio Faro era previsto un porto destinato esclusivamente alle barche da diporto. Il cambio di destinazione verso un impianto capace di accogliere anche una nave da crociera ha alimentato negli anni la protesta di comitati e associazioni locali, riuniti nella rete “Tavoli del Porto”, secondo cui il futuro del territorio non può essere deciso “senza i cittadini”.
L’opera era stata inserita tra gli interventi strategici legati al Giubileo del 2025, e aveva attirato anche l’attenzione della guida turistica internazionale Fodor’s, che l’aveva inclusa nella propria “no list” per l’impatto previsto sul futuro di Isola Sacra.
La sentenza, pur segnando una battuta d’arresto per l’opera, non è definitiva: il consorzio Fiumicino Waterfront ha annunciato l’intenzione di presentare appello al Consiglio di Stato. Proprio per questo i comitati della rete Tavoli del Porto hanno convocato, per giovedì 31 luglio alle 18:30 al Parco Agorà di via del Faro 240, un’assemblea pubblica per discutere gli sviluppi giudiziari e costruire una proposta alternativa di riqualificazione dell’area del Faro, orientata alla tutela ambientale e alla qualità della vita della comunità.








Commenta l'articolo
Per commentare gli articoli registrati a Italia che Cambia oppure accedi
RegistratiSei già registrato?
Accedi