A Cala Finanza sigilli su Villa Joy: la magistratura entra nel caso del glamping sardo
La Procura di Tempio Pausania dispone il sequestro preventivo di Villa Joy a Cala Finanza: ipotesi di abusi edilizi e violazioni paesaggistiche, coinvolta anche un’area archeologica nuragica. Cinque le persone indagate.
La vicenda di Cala Finanza si arricchisce di un nuovo capitolo, questa volta sul piano giudiziario. Il 4 agosto la Procura della Repubblica di Tempio Pausania ha disposto, con decreto d’urgenza, il sequestro preventivo di Villa Joy, l’edificio storico sulla costa di Loiri Porto San Paolo, in Gallura, al centro del progetto turistico che negli ultimi mesi ha acceso una lunga mobilitazione popolare.
L’operazione è stata eseguita dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Tempio Pausania, con il supporto dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Sassari. Secondo quanto comunicato dalla Procura, l’immobile sarebbe stato destinato a un utilizzo non conforme agli strumenti urbanistici vigenti. Il provvedimento riguarda anche diverse piste realizzate abusivamente e numerosi moduli prefabbricati collegati alla struttura principale, ritenuti incompatibili con la destinazione urbanistica dell’area.
Tra i beni posti sotto sigilli figura inoltre una porzione di terreno con emergenze di natura storico-archeologica di epoca nuragica, che sarà oggetto di ulteriori accertamenti da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari e Nuoro. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore facente funzioni Alessandro Bosco e dal sostituto Sebastiano Carpinato, stanno valutando la posizione di cinque persone indagate per presunte violazioni del Testo unico dell’edilizia e del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Al momento la Procura non ha reso pubblici i nomi coinvolti.
Sull’iniziativa giudiziaria è intervenuto il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), l’associazione ambientalista che da mesi segue il caso e che si era già costituita al TAR Sardegna contro l’autorizzazione concessa per la ristrutturazione di Villa Joy, esprimendo soddisfazione per l’azione coordinata di Procura, Corpo Forestale, Carabinieri e Guardia Costiera.
Il sequestro arriva a poche settimane da una serie di svolte istituzionali che avevano già ridimensionato il progetto. Il Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo aveva revocato, il 30 giugno, la delibera del 2025 con cui l’area era stata riclassificata da zona a tutela paesaggistica assoluta a zona edificabile, aprendo la strada al progetto della società Tavolara Bay Srl, controllata dal gruppo brasiliano Jhsf Participações.
Pochi giorni dopo il Dipartimento per il Sud di Palazzo Chigi aveva revocato l’autorizzazione unica ZES concessa lo scorso 6 febbraio, che riguardava però solo la prima fase del progetto — il cambio di destinazione d’uso di Villa Joy e l’installazione di alcuni moduli per il glamping di lusso — e non il masterplan più ampio con resort a cinque stelle, ville e campo da golf, mai formalmente presentato alle istituzioni locali.
A pesare su questi passaggi era stata anche una mobilitazione popolare di ampia portata: una petizione promossa dal GrIG aveva superato le centomila firme, mentre il 1° luglio centinaia di persone avevano preso parte a un presidio a Cala Finanza organizzato da comitati locali, associazioni ambientaliste e movimenti politici sardi.
Lo stesso GrIG aveva depositato, il 7 luglio, una segnalazione alla Procura di Tempio Pausania su presunte opere edilizie abusive e tagli di vegetazione mediterranea nell’area, che ha probabilmente contribuito ad aprire il fascicolo sfociato ora nel sequestro. Resta aperta la partita sul piano amministrativo, con il ricorso al TAR Sardegna ancora pendente, mentre sul piano giudiziario la Procura ha annunciato ulteriori sviluppi nei prossimi giorni.









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