Cala Finanza, il Governo revoca l’autorizzazione al resort: vince la mobilitazione popolare
Sommario: Dopo settimane di proteste e centomila firme raccolte, il Dipartimento per il Sud revoca l’autorizzazione al glamping di lusso a Cala Finanza. Il Comune di Loiri Porto San Paolo aveva ritirato la delibera che aveva aperto la strada al progetto.
Il progetto di cementificazione a Cala Finanza, davanti all’isola di Tavolara, in Sardegna, si ferma. Il Dipartimento per il Sud di Palazzo Chigi ha revocato l’autorizzazione concessa lo scorso 6 febbraio alla società Tavolara Bay Srl, che prevedeva l’installazione di un glamping di lusso nella piccola baia della Gallura, all’interno dell’Area marina protetta Tavolara–Punta Coda Cavallo.
La decisione arriva a stretto giro dalla revoca, votata il 30 giugno dal Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo, della delibera con cui a novembre 2025 l’amministrazione aveva riclassificato l’area da zona H (tutela paesaggistica assoluta) a zona F2, aprendo di fatto la porta al progetto. Il sindaco Francesco Lai ha collegato esplicitamente le due decisioni, parlando di una “vittoria del principio di leale collaborazione tra istituzioni“.
Come avevamo raccontato all’indomani del via libera del Consiglio dei Ministri, il progetto era stato autorizzato sfruttando le procedure semplificate della Zona economica speciale (Zes), pensate per attrarre investimenti nel Mezzogiorno ma utilizzate in questo caso per bypassare il Piano Paesaggistico Sardo, che vieta l’edificazione entro 300 metri dalla costa, e il parere negativo della Soprintendenza. Una scorciatoia che aveva acceso lo scontro tra il Governo e la Regione Sardegna, guidata da Alessandra Todde, secondo cui le competenze urbanistiche regionali non potevano essere aggirate.
Il progetto autorizzato riguardava solo la prima fase del piano complessivo della Tavolara Bay Srl, controllata dal gruppo brasiliano Jhsf Participações: il cambio di destinazione d’uso di Villa Joy, da residenziale a ricettivo, e l’installazione di alcuni moduli amovibili per il glamping. Il masterplan più ampio, che prevede un resort a cinque stelle, ville di lusso e un campo da golf su un’area molto più estesa, non è mai stato formalmente presentato alle istituzioni locali, come avevamo già chiarito nei nostri articoli precedenti.
A far pendere la bilancia è stata soprattutto la mobilitazione dei cittadini. Come avevamo documentato raccontando il presidio dello scorso 1° luglio, la protesta a Cala Finanza aveva richiamato centinaia di persone arrivate da tutta l’isola, mentre la petizione promossa dal Gruppo d’Intervento Giuridico aveva superato le 100mila firme. Un fronte composito, che ha visto convergere comitati locali, associazioni ambientaliste come Legambiente e Italia Nostra, il movimento indipendentista Liberu e amministratori regionali.
La vicenda non è comunque conclusa: resta fissata per l’8 luglio l’udienza al TAR sul ricorso presentato dalla Regione contro l’autorizzazione statale, mentre una nuova udienza di merito è già calendarizzata per l’11 novembre. La revoca riguarda infatti solo il progetto del glamping: nessuna istanza formale è mai stata depositata per il resort più grande che il gruppo Jhsf avrebbe in programma nella stessa area.






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