Cala Finanza: la cittadinanza scende in piazza contro il resort di lusso nell’area protetta
Proseguono le iniziative contro Tavolara Bay, progetto di resort di lusso nell’area protetta di Cala Finanza: domani mattina la società civile si ritroverà per dire “no” al mega progetto speculativo e a forte impatto ambientale.
“La battaglia per la difesa di Cala Finanza è una battaglia di tutto il popolo sardo e per la difesa di tutto il litorale sardo”. Scrive così in un comunicato Liberu, partito anticolonialista sardo e fra i promotori del presidio che si terrà domani mattina, mercoledì 1° luglio proprio presso Cala Finanza. L’obiettivo? Bloccare il progetto del mega resort di lusso Tavolara Bay approvato con una procedura preferenziale dal Governo di Roma e che si prevede che sorga nella zona C dell’Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo.
Nel suo comunicato, Liberu ripercorre i tratti salienti della vicenda, che potete leggere nel nostro articolo di un paio di settimane fa, all’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri in virtù di un’autorizzazione unica ZES, una procedura semplificata proposta per agevolare gli investimenti al Sud. Autorizzazione che fra l’altro contraddice i pareri negativi già espressi dal Governo regionale e dalla Sovrintendenza.
Il caso di Cala Finanza ha dunque una doppia valenza: da un lato quella della tutela ambientale di una zona particolarmente delicata dal punto dei vista della biodiversità e dell’equilibrio ecosistemico, che infatti è stata tutelata dall’istituzione di un’area protetta che – almeno sulla carta – dovrebbe prevenire la realizzazione di opere a forte impatto come quelle previste dal progetto Tavolara Bay. Dall’altra si riaccende il conflitto politico fra la Regione Autonoma e il governo centrale, sempre più lanciato nel sostenere iniziative di sfruttamento di risorse e vero e proprio colonialismo economico nell’Isola – pensiamo ad esempio ai diversi progetti di speculazione energetica in atto.
“Ancora una volta gli avvoltoi italiani e le multinazionali, col sostegno dello Stato italiano, cercano di dare l’assalto ai beni preziosi della nazione sarda. Ancora una volta la lotta popolare sarà capace di fare fronte comune in difesa della nostra terra”, annuncia Liberu. A questo proposito, Chrono Vox riporta che “gli organizzatori hanno denunciato che la questura di Sassari ha vietato il passaggio del corteo sulla SS125, unica strada che collega Cala Finanza a Porto San Paolo, motivando la decisione con l’impatto sul traffico turistico e la lunghezza del percorso”. Ennesimo tentativo di limitare – quando non reprimere del tutto – la voce del popolo sardo in nome di interessi esterni, predatori e in contrasto con il contesto ambientale e umano sardo.
Che succede ora? Nella giornata di oggi è prevista una seduta del Consiglio Comunale di Loiri Porto San Paolo – il Comune competente su Cala Finanza e unica amministrazione sarda a non essere contraria al progetto –, mentre domani, come detto, si terrà il presidio delle organizzazioni della società civile. L’appuntamento successivo sarà l’8 luglio, data in cui è stata fissata l’udienza presso il TAR in seguito all’impugnazione da parte della Regione Autonoma della Sardegna dell’autorizzazione del Consiglio dei Ministri.






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