La rana dal petto spinoso e il corridoio elettrico delle Ande: cittadini, attivisti e una star di Hollywood per fermare l’estinzione
In Cile un progetto di Enel è stato rinviato dopo l’appello di Leonardo DiCaprio e la mobilitazione della campagna Salvemos Alto Maule per proteggere l’anfibio.
Il Servicio de Evaluación Ambiental (SEA) del Cile ha rinviato alla settimana successiva la seduta dedicata all’approvazione del progetto Los Cóndores-Río Diamante, un’infrastruttura elettrica che dovrebbe collegare i sistemi energetici di Cile e Argentina attraverso una linea di trasmissione ad alta tensione da 500 kV. Il rinvio arriva dopo settimane di pressione da parte di associazioni ambientaliste e residenti locali, riuniti nella campagna Salvemos Alto Maule, e dopo l’appello pubblico lanciato sui social dall’attore e ambientalista Leonardo DiCaprio.
Il progetto, promosso da Enel Generación Chile ed Enel Green Power sul versante cileno (le pratiche sul lato argentino, gestito da Pampa Energía, sono aperte dal 2019), prevede la costruzione di 72 piloni di sostegno nell’area dell’Alto Maule, tra la Valle del Campanario, la Valle de los Cóndores e la Laguna del Maule. L’investimento complessivo stimato è di 36 milioni di dollari.
È proprio in queste vallate, uniche al mondo per la specie, che vive l’Alsodes pehuenche, conosciuta come rana dal petto spinoso: un anfibio notturno lungo pochi centimetri, che abita esclusivamente i corsi d’acqua alimentati dallo scioglimento delle nevi, tra i 2.000 e i 2.500 metri di quota, a cavallo del confine tra Cile e Argentina.
La specie è classificata dalla Lista Rossa IUCN come “in pericolo critico di estinzione”, la categoria di rischio più alta prevista dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Secondo la campagna Salvemos Alto Maule, che riunisce associazioni ambientaliste e comunità locali, i lavori già in corso nella zona avrebbero causato un aumento della mortalità della popolazione di rane.
Gli attivisti non chiedono l’annullamento del progetto, ma il suo spostamento in un’area che non comprometta ulteriormente l’habitat della specie.
A dare man forte alla campagna è intervenuto anche Leonardo di Di Caprio, che in un post su Instagram ha scritto che il governo cileno avrebbe potuto approvare un piano dannoso per “il cuore dell’unico habitat conosciuto” della rana, aggiungendo che ne resterebbero meno di mille esemplari allo stato selvatico. Il post ha avuto una vasta eco mediatica internazionale, che secondo diverse fonti ha contribuito a portare il caso all’attenzione delle autorità ambientali cilene nei giorni immediatamente precedenti al rinvio della seduta.
Enel, tramite una nota, ha risposto di aver sempre agito “in conformità alla normativa vigente” e di essere pronta a “continuare a collaborare con le autorità, fornendo tutta la documentazione e gli approfondimenti tecnici e ambientali che dovessero essere richiesti”.
L’azienda sottolinea che l’interconnessione Los Cóndores-Río Diamante, il cui iter è iniziato nel 2021, è pensata per rafforzare la sicurezza energetica e permettere scambi di energia tra i due Paesi, in un quadro di più ampia integrazione elettrica tra Cile e Argentina discusso anche a livello bilaterale tra i due governi.
Il caso resta aperto: la decisione del SEA è attesa nelle prossime settimane, e la mobilitazione locale, insieme all’attenzione mediatica generata dal caso, continua a tenere sotto osservazione le prossime mosse di Enel e delle autorità cilene.







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