Le ruspe stanno abbattendo gli alberi di Bosco Ospizio. L’appello degli attivisti: “accorrete!”
Dall’alba polizia in assetto antisommossa blocca gli accessi al bosco urbano di Reggio Emilia e le ruspe avviano il cantiere Conad. Gli attivisti chiamano a raccolta e rilanciano il boicottaggio.
Da questa mattina all’alba le ruspe sono tornate a Bosco Ospizio, il bosco urbano del quartiere Ospizio di Reggio Emilia che da oltre due anni cittadini, comitati e associazioni difendono dall’abbattimento previsto per costruire un nuovo supermercato Conad. Questa volta i mezzi sono arrivati accompagnati da un massiccio schieramento di polizia in assetto antisommossa. Sono entrati nell’area intorno alle 6.40 per avviare il cantiere del Conad Superstore e dei servizi comunali previsti dal programma di rigenerazione urbana Pru Ospizio.
«Camionette e polizia in assetto antisommossa stanno bloccando tutti gli accessi al Bosco Ospizio», ha scritto alle 8.44 Extinction Rebellion sul proprio canale Telegram, lanciando un appello: «Chiunque si trovi in zona, accorra al Bosco!».
Nell’aggiornamento delle 10, gli attivisti hanno riferito che le ruspe hanno iniziato ad abbattere il bosco mentre Digos e reparti mobili presidiano gli ingressi. Hanno aggiunto però che, nonostante i blocchi, sempre più persone stanno raggiungendo il presidio. Secondo la Gazzetta di Reggio, all’alba erano presenti una decina di manifestanti, tenuti a distanza dalle forze dell’ordine. Il presidio è stato spostato sul marciapiede di via Emilia Ospizio e le tende nella vicina area del Campo di Marte 2. Al momento non si registrano disordini.
Oggi il presidio permanente dell’Assemblea Bosco Ospizio era arrivato al cinquantanovesimo giorno consecutivo. È iniziato il 3 agosto, quando le ruspe hanno tentato per la prima volta di entrare nell’area. Come abbiamo raccontato, la cittadinanza le ha respinte per due giorni di fila sedendosi davanti ai cancelli. Da allora i mezzi non si erano più presentati. Nel frattempo la mobilitazione è cresciuta: ricercatori e docenti hanno preso posizione in difesa del bosco, a Ferragosto circa trecento persone hanno presidiato via Emilia Ospizio fin dalle 5 del mattino, e a fine agosto l’assemblea ha incontrato Conad. Da quell’incontro è arrivato un no senza margine di trattativa sulla riduzione della parte cementificata.
La battaglia per Bosco Ospizio va avanti da oltre due anni, da quando è partito l’iter del progetto presentato da Conad e approvato dal Comune: uno spazio commerciale di oltre diecimila metri quadrati che sorgerà dove oggi cresce un polmone verde in una delle aree con la qualità dell’aria peggiore d’Europa. Attorno al bosco si è formata una rete che unisce cittadine e cittadini, Extinction Rebellion, Lipu e Legambiente. Oltre 42mila persone hanno firmato la petizione per salvarlo. È un’esperienza di auto-organizzazione dal basso che abbiamo approfondito nel nostro focus Evolvere la democrazia.
«Diffondi la notizia. Invita chi può a raggiungerci», scrivono ora gli attivisti, che rilanciano la campagna di boicottaggio di Conad in tutta Italia. Seguiremo gli sviluppi nelle prossime ore.








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