Aggredite le calciatrici della Borgata Gordiani, il progetto sportivo che fa rivivere la periferia romana
Dopo l’aggressione di cui sono state vittime, la comunità si è mobilitata per stringersi intorno alle calciatrici della Borgata Gordiani, uno dei tanti progetti sportivi, sociali e culturali che animano la periferia est di Roma.
Durante il loro allenamento del lunedì sera, le calciatrici della Borgata Gordiani, la squadra di calcio popolare della zona di Villa Gordiani, sono state aggredite da un gruppo di uomini che non hanno mostrato il volto presso il campo in cui si stavano allenando. Improvvisamente si sono spente le luci, sono state lanciate alcune bottiglie e da lontano è arrivata una minaccia capace di gelare il sangue: “Questo non è un campo né una palestra, se non ve ne andate vi spariamo”.
Ci troviamo a Roma Est, vicino nella zona del Quarticciolo, area periferica considerata preda di abbandono e degrado, che però vuole farsi conoscere più per le tante iniziative popolari che coinvolgono la comunità. E infatti da Villa Gordiani l’etichetta di “periferia degradata” viene respinta: si preferisce sottolineare le tante iniziative che, dal basso, cercano di animare quest’area di Roma riattivando la collettività.
“Abbiamo scelto di non rispondere alle tante sollecitazioni mediatiche per non alimentare una narrazione che non ci convince: quella che descrive il nostro territorio come una Gotham City in preda al degrado più totale”, dichiara in un post sui social la Borgata Gordiani. “Non pensiamo sia così, non lo abbiamo mai scritto. Anzi abbiamo sempre ribadito la forza di un territorio che, con tantissime realtà dal basso, porta avanti percorsi sociali, sportivi e umani che provano a migliorare la vita quotidiana di chi lo abita”.
A febbraio la Brigata Gordiani ha fatto un passo decisivo verso un traguardo importante: aprire l’impianto di Via Prenestina 521 a tutto il territorio e a tutti i suoi abitanti per far sì che “questo sogno diventasse il sogno di tutte e tutti”. Per raggiungere questo obiettivo è stato presentato un progetto che mettese “messo nero su bianco la nostra idea di sport e di socialità costruita dentro e fuori il nostro quartiere con chi vive le borgate di questa città senza arrendersi all’idea di essere abitanti di serie B. Un’idea che ci lega a chi vive a Quarticciolo e a chi anima i percorsi del Quarticciolo Ribelle da molto prima di iniziare a costruire questo sogno insieme”.
Dopo l’aggressione della settimana scorsa, la comunità si è mobilitata e ha organizzato un corteo che ha unito la sede della squadra con il campo sportivo, dove dopo la camminata le ragazze della Borgata Gordiani ha sfidato in un’amichevole la Pro Roma. E per il prossimo sabato 26 settembre è in programma un torneo di calcio popolare con le squadre di Roma Est per promuovere il progetto di riqualificazione dell’impianto di via Prenestina, ma anche le iniziative che stanno animando i quartieri di cui provengono le squadre.
“Quando accade qualcosa che ferisce, indigna o mette in discussione ciò che riteniamo importante, la risposta può e deve diventare collettiva”, scrive la Borgata Gordiani. “È qui che si vede la forza della mobilitazione dal basso: quando persone diverse decidono di condividere uno spazio, una voce, una richiesta. Perché trasformare l’indignazione in partecipazione significa non limitarsi a reagire a ciò che accade, ma costruire nel tempo un’alternativa autogestita, collettiva e per tuttə“.
La Borgata Gordiano prende anche le distanze dalle politiche securitarie che intervengono sul sintomo rischiando di aggravarlo, perché nulla viene fatto per risolvere il problema alla radice. “Colpire il dissenso sociale, allargare le maglie del carcere anche ai minorenni, non risolvere alcun problema. Perché non abbiamo mai letto un “decreto cultura”, “decreto servizi”, “decreto luci accese”, “decreto sostegno alle attività dal basso”? Perché la deriva securitaria, alimentata anche dalla paura generata dagli influencer del degrado, agisce (male, malissimo) sugli effetti ma mai sulle cause. Ma questo a chi vive blindato nella sua auto blu non interessa, l’importante è portare a casa il prossimo titolo da spiattellare sui giornali”.








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