Misurare l’impatto del giornalismo locale: a Siracusa la seconda edizione della 10 Points Unconference
Dal 6 all’8 novembre a Siracusa giornalisti, editori e ricercatori di diversi Paesi lavorano insieme su come riconoscere e misurare l’impatto del giornalismo locale. Per noi ci sarà Elisa Cutuli.
Si apre domani, 6 novembre, a Siracusa la seconda edizione della 10 Points Unconference. È un gruppo di lavoro di una quarantina di persone tra giornalisti, direttori, dirigenti dei media, ricercatori e innovatori, che fino all’8 novembre lavoreranno su un tema preciso: l’impatto del giornalismo e come misurarlo. Per Italia che Cambia partecipa anche Elisa Cutuli, giornalista di Sicilia che Cambia.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Giornalismo Mediterraneo. La fondazione è un ente non profit con sede a Catania ed è nata alla fine del 2025, evoluzione naturale di un cammino avviato nel 2018 dal Sicilian Post con il workshop “Il giornalismo che verrà”.
La prima edizione dell’Unconference si è tenuta a Catania nel giugno 2025: quaranta tra giornalisti, redattori, dirigenti e ricercatori provenienti da una decina di Paesi hanno scritto insieme i 10 Points on Local Journalism, un documento in dieci punti sul futuro dell’informazione locale. Programmatic partner erano il Center for News, Technology & Innovation, lo European Journalism Centre e Financial Times Strategies.
Secondo il documento il giornalismo locale sarà sempre più un processo collettivo e ibrido, chiamato ad accompagnare le comunità anche nelle sfide più difficili, rafforzando il tessuto sociale e promuovendo coesione e resilienza. Tra i principi c’è anche quello da cui parte l’edizione di quest’anno: “Valuta il tuo impatto: siine consapevole e non fare danni”.
Gli organizzatori spiegano che i dieci punti non sono un punto d’arrivo ma l’inizio del percorso. Quest’anno l’obiettivo è passare dai principi alla pratica: capire cosa succede quando quelle idee vengono messe alla prova nelle redazioni e nelle comunità. Le domande poste ai partecipanti sono concrete. Cosa è cambiato grazie al proprio lavoro? Per chi? Come ci si è accorti di quel cambiamento? Il risultato è stato quello atteso? Ci sono state conseguenze inattese? Ci sono stati effetti che le metriche convenzionali non riescono a cogliere?
Il formato è quello della prima edizione: non ci sono relatori e non c’è pubblico, e tutti fanno parte dello stesso gruppo di lavoro. La partecipazione è su invito. Una parte dei posti era riservata a chi ha risposto alla Call for Ideas, chiusa il 7 ottobre, che chiedeva di presentare esperienze, progetti e scelte editoriali già sperimentati. Il programma si apre il 6 novembre in mattinata con un Impact Forum aperto al pubblico. In serata, al Grand Hotel Villa Politi, sono previsti momenti riservati ai partecipanti: gli Ignite Talks, brevi presentazioni a ritmo serrato, e una cena con le “post-it sessions”. L’appuntamento è stato anticipato a Catania da un incontro con Sara Catania, American journalist and President of the Solutions Journalism Network, dedicato al giornalismo delle soluzioni.
Per chi fa giornalismo costruttivo il tema è centrale. I numeri delle visualizzazioni non dicono se un articolo ha aiutato una comunità a organizzarsi, se ha fatto conoscere una buona pratica ad altri territori o se ha cambiato una decisione pubblica. Elisa Cutuli porterà a Siracusa l’esperienza di Sicilia che Cambia, e nei prossimi giorni racconteremo cosa emerge dal gruppo di lavoro.




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