27 Giu 2014

Sardegna: “no alla soppressione della Conservatoria delle Coste”

Il 12 giugno scorso la Giunta Regionale Sarda ha deciso di commissariare l’Agenzia Conservatoria delle coste della Sardegna. “Che fine […]

Il 12 giugno scorso la Giunta Regionale Sarda ha deciso di commissariare l’Agenzia Conservatoria delle coste della Sardegna. “Che fine farà il patrimonio costiero affidato alla gestione dell’Agenzia?”. E’ quanto si chiedono i promotori dell’appello  rivolto a Francesco Pigliaru, presidente della Regione Sardegna, affinché sia revocato il commissariamento dell’ente. Con la soppressione dell’Agenzia, il timore è che migliaia di ettari di coste, ad alto valore paesaggistico e ambientale, possano essere messi compromessi. Contro il commissariamento dell’Agenzia si è espressa anche l’imprenditrice sarda Daniela Ducato, pluripremiata per il suo impegno ambientale e leader nel campo dell’innovazione sostenibile.
Solitamente si tagliano i rami secchi e non i rami sani che portano fiori, frutti e nuovi semi. E nuovi semi sono quelli messi a frutto dall’Agenzia della Conservatoria delle Coste: ente sano, innovativo, non in perdita, ma capace di produrre e attrarre finanziamenti per il territorio, di moltiplicarne la ricchezza materiale e immateriale, risparmiando denaro pubblico. Un fiore all’occhiello per la Regione Sardegna e per l’Italia, riconosciuto anche all’estero per l’altissimo livello di innovazione e con una gestione esemplare di  sostenibilità economica coniugata all’ambiente, il cui modello dovrebbe far scuola. Non lo dicono le parole, lo si deduce dai fatti e dai conti economici, dalla concretezza nuda e cruda dei numeri.

 
 

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Appare quindi incredibile e inspiegabile il suo commissariamento. Perché cancellare un ente produttivo come la Conservatoria delle Coste, che risulta essere anche dal punto di vista economico-finanziario l’agenzia più efficiente della Regione Sardegna? La Conservatoria, gioiello istituzionale preso come esempio virtuoso persino in Svezia, con la capitale verde d’Europa, emblema mondiale dell’ambientalismo, viene invece rinnegato e soppresso dal governo sardo. Preoccupa non aver sentito neppure un politico esprimere la propria opinione in merito, eccezion fatta per Alessandra Zedda. Il Governatore Pigliaru disattende le promesse elettorali che ruotavano intorno alla questione ambientale e all’importanza della meritocrazia. Sembra invece che ancora una volta a vincere sia l’appartenenza, piuttosto che la competenza.
Ma la cosa grave è che non si tratta solo della semplice eliminazione di un ente efficiente, bensì della soppressione di uno strumento di democrazia partecipata, e quindi di democrazia reale, che ha consentito ai nostri territori di esprimersi in possibilità e realizzazione di progetti, e soprattutto di farlo con i tempi snelli richiesti da Comuni e imprese, con i relativi risparmi di risorse pubbliche. La buona riuscita della Conservatoria delle Coste si deve a persone di valore e al suo direttore Alessio Satta (appena licenziato) la cui competenza tecnica e capacità di fare rete di territorio e democrazia dal basso di altissimo livello, sono lampanti e testimoniate dagli ottimi risultati ottenuti, conti economici compresi.
Non solo proporre dall’alto, ma raccogliere saperi, esperienze, visioni e proposte dal basso: era questo il modus operandi della Conservatoria. E il basso siamo tutti noi: imprese, associazioni, comitati di cittadini, Comuni e frazioni costiere, portatori tutti di esperienze culture e diversità. La Conservatoria ha consentito di partecipare e di creare tavoli comuni, dove parole come economia, paesaggio, salvaguardia dell’ambiente, non sono state tradotte in “burocratese” come spesso accade, bensì in relazioni, azioni, innovazioni e quindi in politica vera. Politica di comunità, che vuol dire partecipazione.
“Non cambierà nulla, ingloberemo il personale della Conservatoria nella Regione e faremo le stesse cose”, sono le parole dell’Assessore Regionale all’Ambiente. Ma non spiega come farà a inglobare “noi”. Insieme ad un ente, si sopprime anche la nostra intelligenza collettiva.

L'imprenditrice sarda Daniela Ducato, pluripremiata per il suo impegno ambientale e leader nel campo dell'innovazione sostenibile

L’imprenditrice sarda Daniela Ducato, pluripremiata per il suo impegno ambientale e leader nel campo dell’innovazione sostenibile

Altre questioni importanti che non possono passare inosservate, evidenziate anche dal Grig (gruppo di intervento giuridico) riguardano i beni gestiti dalla Conservatoria che, se inglobata dall’Assessorato all’Ambiente, dovranno essere restituiti all’Assessorato degli Enti Locali, separando due competenze fondamentali come la disponibilità dei beni e la possibilità di tutelarli, e creare nuovo valore per il patrimonio regionale, rendendo legittime possibili speculazioni e svendite del territorio sardo. Inoltre rispetto all’Assessorato, l’agenzia della Conservatoria delle Coste essendo una entità giuridica diversa da quella dell’Amministrazione Regionale può partecipare individualmente ai bandi dei progetti europei raddoppiando le possibilità per la Regione di attrarre nuovi fondi.
La Conservatoria delle Coste ha stimolato attraverso strumenti evoluti una nuova consapevolezza identitaria del paesaggio costiero, l’importanza della biodiversità, l’ottimizzazione e l’incremento della flora e della fauna marina, il restauro e la fruizione di patrimoni artistici e storici prima abbandonati al degrado (antichi fari, torri di vedetta). Il tutto realizzato senza coltivare cemento e cardi spagnoli. Sono solo alcuni esempi efficaci e possibili del “fare economia sana e pulita” coltivando bellezza, amore per il paesaggio, e guardando il mondo con gli occhi del mare: senza petrolchimica.
Manifesto il mio dissenso per la scelta del Governatore Pigliaru, anche come portavoce de “La Casa Verde CO2.0” e del consorzio di imprese turistiche allevatori e pescatori C.I.A.O. assieme al suo Presidente Monica Saba, che ricopre anche il ruolo di Vicepresidente Impresa Donna di Coldiretti. Con questa azione si mette in discussione anche la visibilità e il prestigio della Regione Sardegna e dell’Italia, a livello nazionale e internazionale. Auspichiamo che il Presidente Pigliaru riprenda in mano la questione esaminandola con un’approfondita analisi. Potrebbe rivelarsi utile rinforzare le competenze dell’Agenzia, anziché disperderle. Per il bene di tutti.
 
 
Daniela Ducato

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