25 Mag 2015

Finlandia: tutti a scuola di economia… domestica

Scritto da: Marco Fossi

Guarda chi si rivede: l’economia domestica. Il termina non tragga in inganno: non si tratta di studiare come variano i […]

Guarda chi si rivede: l’economia domestica. Il termina non tragga in inganno: non si tratta di studiare come variano i tassi di interesse dentro casa o qual è la quotazione della sterlina tra tuo fratello e tuo zio, ma, molto più concretamente, come si lava, come si stira, come si cucina, e come si usano in casa in modo efficiente le risorse naturali. Come evitare di sprecare il cibo o l’acqua, o le basi della corretta alimentazione. Il tutto destinato ai maschi e femmine tra i 13 e i 15 anni.

 

Ovviamente ci sono arrivati in un paese evoluto, cioè la Finlandia, in cui invece che affrontare i problemi in modo ideologico (fare un bucato è di destra o di sinistra?) li affrontano on modo pratico (se mamma e papà lavorano entrambi, è bene che i lavori di casa li sappiano fare tutti e due).

 

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La notizia non è una buona notizia, è un’ottima notizia. Dimostra una cosa che qualcuno ha sempre sospettato, ma che finora era impossibile dimostrare: l’uomo in casa è più efficiente di una donna (a parità di altre condizioni).

 

uomo_casalingo

Contravvenendo a tutte le regole di buon giornalismo, porto un esempio personale. Mia moglie mi ha sempre impedito l’accesso in cucina sostenendo che “non ero in grado” (sic) né di cucinare né di rigovernare.

 

Un errore capitale. Non appena sono riuscito, con un colpo di stato domestico, a impadronirmi della lavastoviglie, ho messo un punto un metodo scientifico di riempimento che a) minimizza i consumi di corrente e di acqua; b) minimizza il mal di schiena perché bisogna chinarsi per riempirla e per svuotarla; c) minimizza la fatica dello svuotamento. Per fare un solo esempio, tutti i piatti piani vengo messi vicini uno all’altro, invece che a casaccio mischiati con le fondine. Il cestello delle posate non viene riempito a caso, ma i cucchiai stanno in uno scomparto, le forchette nell’altro, e così via. In questo modo lo svuotamento richiede meno fatica, meno tempo e fa venire meno mal di schiena.

 

Analoga efficienza l’uomo può mostrare nello stirare (un’attività che permette un gran recupero di efficienza) nel fare la spesa (dove bisogna ammettere che le donne hanno il senso dell’economia, ma gli uomini progettano meglio il menù della settimana perché hanno un visione più strategica delle necessità domestiche) e nelle pulizie (meno fatica a parità di potere pulente. Come faccio? Che domande, chiamo due volte all’anno una società di pulizie!)

 

bambinia_pulizie 

 

Scherzi a parte, era ora che l’economia domestica venisse insegnata agli uomini. Da millenni le donne l’hanno tenuta per sé come un campo di dominio esclusivo, e invece poche cose danno soddisfazione come la gestione della propria casa in autonomia: forse il giardinaggio, o il bricolage.

 

Chi vede l’iniziativa finlandese come un “rivincita” delle donne sbaglia: non è che finalmente anche gli uomini lavorano in casa, è che finalmente gli uomini si appropriano anche dell’ultimo territorio appannaggio del gentil sesso. Non a caso, i cuochi migliori sono uomini.

 

Le mamme italiane lo hanno sempre saputo: chi controlla la casa controlla la vita. E non a caso hanno inventato il mammismo, che è la più diabolica invenzione per permettere alle donne di controllare i propri mariti. Chi potrebbe, infatti, sottrarsi ad un pasto ben cucinato o ad una camicia appena stirata? Bene, dalla Finlandia si alza un monito: basta essere obbligati a dipendere dalle donne per la sopravvivenza domestica, l’indipendenza maschile è iniziata! Si apre una nuova era in cui l’uomo, conquistato il guardaroba e la cucina, porterà l’arte domestica a nuove vette di efficienza e qualità. E alle donne, gemme del creato, resterà il solo ruolo delle rose: arricchire la nostra vita con grazia e leggerezza, mentre gli uomini, finalmente emancipati nella loro indipendenza, organizzeranno tutto il giardino.

 

 

 

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