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27 Lug 2015

Cervelli in fuga: sconti sulle tasse per chi torna in Italia

Scritto da: Marco Fossi

Siete un cervello in fuga? Anzi, siete un cervello già fuggito? Allora, forse non leggerete mai questo articolo….. tuttavia, per la prima volta l’Italia fa qualcosa per cercare di riportare in patria talenti qualificati: se tornate a lavorare in Italia risparmiate circa un terzo delle tasse sul reddito per cinque anni.   Sarà pure una […]

Siete un cervello in fuga? Anzi, siete un cervello già fuggito? Allora, forse non leggerete mai questo articolo….. tuttavia, per la prima volta l’Italia fa qualcosa per cercare di riportare in patria talenti qualificati: se tornate a lavorare in Italia risparmiate circa un terzo delle tasse sul reddito per cinque anni.

 

Sarà pure una goccia nel mare, perché la decisione per un lavoratore qualificato (laurea) di tornare in Italia dopo essersene andato all’estero non si prende semplicemente sulla base di un vantaggio fiscale, ma il segnale è importante. È il segno che la cultura serve a qualcosa, anzi che la repubblica, come dice la costituzione, promuove il sapere (articolo 9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.”). Siccome finora siamo stati la patria dei furboni, in cui il ragazzo più bravo a scuola è il “secchione” invece che uno da emulare, e si è visto dove siamo finiti a furia di sfornare generazioni di ragazzi impreparati, che dopo scuole troppo indulgenti finiscono a fare i collaboratori nei call center o a servire caffè ai bar (non esattamente l’ideale di vita per molto giovani), questo è un segnale pubblico che va nella giusta direzione.

 

cervello

La globalizzazione dell’economia, che porta con se aspetti positivi e negativi (e può essere anche molto criticata su alcuni aspetti) ha investito anche il mercato del lavoro: una volta il ragazzo svogliato faceva il muratore o andava a zappare l’orto? Oggi nell’orto trova un extracomunitario, per non dire che tutti i muri da costruire sono già presi da immigrati più affamati di lui e non necessariamente meno colti.

Ecco allora che studiare o non studiare non è più un tema di mammismo all’italiana (genere trentenne che vive a casa coi genitori pensionati) o di scelta (alla peggio, lavoro in un bar), perché pure i posti al bar si sono esauriti. Chi vuole costruirsi un futuro deve investire sull’unica risorsa che non viene né erosa dall’inflazione né depauperata dall’euro, e cioè il proprio cervello. Oggi ha anche un vantaggio fiscale in più: meglio tardi che mai! Un po’ come diceva quella vecchia campagna virale sul cervello…. “Usalo, è gratis”.

 

#IoNonMiRassegno 26/2/2020

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