20 Lug 2015

Chi si rivede, il treno

Scritto da: Marco Fossi

E se fossero davvero finiti i tempi ruggenti delle auto? I mitici anni Sessanta, in cui la massima ambizione dell’italiano […]

Salva nei preferiti

E se fossero davvero finiti i tempi ruggenti delle auto? I mitici anni Sessanta, in cui la massima ambizione dell’italiano medio era comprare una automobile nuova fiammante? Il mito delle quattro ruote è così radicato nell’immaginario italiano che la “macchina” per eccellenza è proprio l’automobile.

 

7158779010_6291e913f2_z

Ma basta aspettare un po’ (per la precisione, circa mezzo secolo) e come un pendolo, i corsi e ricorsi storici ricorrono e rispunta il treno. La vittoria del binario arriva sulla lunga distanza e grazie a tecnologie avanzate: l’alta velocità ha convinto un mucchio di italiani (seppure… a caro prezzo) a lasciare l’auto a casa.

Nonostante le polemiche sulle linee ad alta velocità, quando entra in esercizio persino gli italiani più macchinofili la apprezzano: nella tratta Roma-Milano il 65% dei viaggiatori usa il treno (era il 36% nel 2008), l’aereo crolla dal 50% al 24% e l’auto diminuisce dal 14 all’11%.

 

Notoriamente, aerei e auto hanno un impatto sull’ambiente assai maggiore di quello dei treni. Quindi, per un volta, comodità e basso impatto ambientale vanno a braccetto. Per di più, non si può nemmeno dire che sia una scelta dettata dalla convenienza: i voli Roma-Milano costano, spesso, più del treno. A quanto pare, quando esiste un’alternativa di trasporto più comoda e razionale gli italiani la preferiscono.

 

Lo dimostra anche il calo delle auto a Milano: dopo limitazioni al traffico in centro (a pagamento), bike sharing anche elettrico, nuove metropolitane, ora arriva anche il moto-sharing che affianca il car sharing (300 mila milanesi iscritti), e le auto immatricolate sono scese negli ultimi anni di 50 mila unità. Sempre tante: ma, quando esistono alternative sensate, il macchinofilo italiano cede il passo al mezzo pubblico. Forse, invece di polemiche e contrapposizioni, la via della mobilità sostenibile è più semplice di quello che si pensi: basta avere i fondi per realizzarla… A qualunque velocità si vada.

 

 

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
La mobilità sostenibile a Napoli: dalla smart mobility al car sharing
La mobilità sostenibile a Napoli: dalla smart mobility al car sharing

A Caltanissetta la ciclofficina sociale che promuove mobilità lenta e cicloturismo responsabile
A Caltanissetta la ciclofficina sociale che promuove mobilità lenta e cicloturismo responsabile

Ponte sullo Stretto, dubbi e anomalie di un progetto senza fine
Ponte sullo Stretto, dubbi e anomalie di un progetto senza fine

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Aurore boreali, Sar, che succede ai nostri cieli? – #937

|

La VegToria, la nuova fattoria vegana sulle alture di Genova

|

Olga Karatch: “Contro la guerra patriarcale, dobbiamo dare voce alle donne per la pace”

|

WWOOFing all’Ecosfera: un viaggio alla scoperta della permacultura e di connessioni umane

|

Favola Industriale Blues: con l’arte si racconta cosa accade intorno al polo petrolchimico di Siracusa

|

Dalla Sardegna arriva l’intelligenza artificiale locale e sostenibile che “parla” con le piante

|

Mindful eating: l’approccio a un’alimentazione consapevole promosso da Marina e Paola

|

A Capaci nasce MuST23, un museo interattivo come luogo di riscatto civile e sociale

string(9) "nazionale"