18 Ott 2018

Rapporto di coppia e dipendenza emotiva dalla prospettiva transpersonale

Il termine dipendenza emotiva, nella nostra società occidentale, è molto più diffuso di quanto potremmo pensare, e non è solo legato a rapporti di coppia in cui è presente un abuso. La dipendenza emotiva è una tappa che ognuno di noi, prima o poi, deve percorrere e superare, per vivere poi in modo diverso la relazione di coppia.

La dipendenza emotiva è un attaccamento mentale ed emotivo (generalmente ossessivo) a determinate persone. Ha origine nella convinzione irrazionale che questo legame fornisca, in modo unico e permanente, piacere e sicurezza. Di conseguenza, la persona dipendente è convinta che senza quella relazione, sarà per lei impossibile essere felice.

 

Ciò che definisce la dipendenza non è tanto il desiderio, quanto l’incapacità di abbandonarlo quando il legame è dannoso per la salute e / o il benessere della propria persona.

 

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Imparare ad essere liberi nelle nostre relazioni e vivere dal non attaccamento non ha nulla a che fare con l’indurire il cuore o l’essere indifferenti alle nostre emozioni. Né ha a che fare con l’essere indifferenti alla cura sensibile e amorevole del nostro partner. Il non attaccamento non è mancanza di amore, ma un sano modo di relazionarsi, le cui premesse sono:
– indipendenza (le mie azioni mi appartengono),
– non possessività (non mi appartieni e non ti appartengo)
– e non la dipendenza (potrei essere felice senza di te).

animals-1835649_960_720

Una questione di maturazione
Il non attaccamento non è “scappare via” in cerca di un sostituto affettivo, non è neanche chiudere il cuore. Superare la dipendenza emotiva ha molto a che fare, in realtà, con la nostra maturità. Maturare implica essere in grado di “vedere ciò che è” in modo realistico. Ha anche a che fare con la rimozione del velo di autoinganno, aspettative e sogni romantici di “storie di principi e principesse” che spesso abbiamo.

 

Caratteristiche della dipendenza emotiva
Alcune delle caratteristiche che descrivono la dipendenza emotiva sono:
– Si impiega molto tempo mentale e fisico per stare vicino al partner o ottenere il suo amore.
– Livelli elevati di ossessione, preoccupazione o comportamenti controllanti per paura di perdere la fonte di piacere/sicurezza.
– Grande paura dell’abbandono, dell’inganno o della solitudine.
– Riduzione delle attività sociali o lavorative per stare con la persona amata.
– Nonostante si provino emozioni negative nel vivere questa dipendenza (come depressione, ansia, bassa autostima) si continua a mantenere uno stile di vita dipendente.

 

Quando essere innamorati significa soffrire, stiamo “amando troppo”
Norvin Norwood

 

adult-1867702_960_720

Come possiamo raggiungere un ego maturo?
Sappiamo bene che questo non è un argomento che ci viene insegnato a scuola e spesso, nemmeno nel nostro ambiente familiare. La maturazione è un atto di responsabilità personale in cui è necessario un lavoro profondo di revisione delle nostre convinzioni, di lavoro sulle emozioni irrisolte del passato e di sviluppo di una maggiore consapevolezza di noi stessi. Una consapevolezza sostenuta principalmente attraverso la pratica della meditazione e dell’auto-osservazione.

 

Ricordiamo che essere autonomi dal punto di vista emotivo non è smettere di amare o diventare “lupi solitari”; si tratta di essere fedeli a se stessi e non abbandonare il potere e la dignità personale in nome dell’amore. In realtà, possiamo rendere la nostra relazione di coppia motivo di crescita e benessere, se sviluppiamo un io maturo dal quale aprire il nostro cuore al nostro partner. Così il legame diventa un’opportunità per condividere il percorso della vita.

 

Quando amiamo e iniziamo una relazione, lo facciamo con tutta la nostra umanità: con il bene e il male, l’oscurità e la meraviglia. L’amore non viene “confezionato in fabbrica”, dobbiamo costruirlo e riarmarlo ogni giorno della nostra vita.

 

Per questo motivo sarà interessante dire: “Ti sto amando” invece di “Ti amo”, perché la relazione non è un prodotto finito, ma qualcosa di vivo da nutrire ogni giorno.

 

Scopri di più

 

 

 

Articoli simili
Paolo Pallavidino: si può amare più di una persona. Ma come si fa? – Amore Che Cambia #30
Paolo Pallavidino: si può amare più di una persona. Ma come si fa? – Amore Che Cambia #30

Il BDSM fra pregiudizi e consapevolezza: la storia di Eva – Amore Che Cambia #29
Il BDSM fra pregiudizi e consapevolezza: la storia di Eva – Amore Che Cambia #29

Famiglie Arcobaleno: Leonardo e Francesco, storia di due papà – Amore Che Cambia #28
Famiglie Arcobaleno: Leonardo e Francesco, storia di due papà – Amore Che Cambia #28

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Fa molto caldo – #553

|

Wagner Group: cosa sappiamo della milizia privata che combatte fra le fila russe (e non solo)?

|

Francesca Cinquemani torna al sud per coltivare lavanda e rilanciare la sua terra

|

Queen of Sheba: una coppia di naturalisti sulle tracce di una rara orchidea australiana

|

Confcooperative, la giornata delle cooperative e alcune novità dal mondo che unisce comunità ed economia

|

Friend of the Earth, in missione per salvare dall’estinzione il lemure cantante del Madagascar

|

Homers: con il co-housing la rigenerazione urbana si fa comunità – Io Faccio Così #358

|

È nata Robin Food, la cooperativa di rider sostenibile che vuole rivoluzionare il mondo delle consegne