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19 Dic 2019

Epigenetica e cancro: quali sono le vere cause delle malattie? Intervista a Ernesto Burgio

Scritto da: Annalisa Jannone

Un approccio medico emergente delinea il percorso delle malattie come l’effetto di un sovraccarico dei sistemi difensivi dell’organismo per gli insulti ambientali e psicologici. Ciò che si colpisce durante i primi anni di vita si manifesta dopo anni: una visione sistemica che impone urgenti misure di cambio di direzione. Ne parliamo con il pediatra Ernesto Burgio, medico esperto di epigenetica.

Riuscire ad intervistare il dott. Ernesto Burgio è stata un’impresa. L’ho incontrato in numerosi convegni ma essendo impegnatissimo, e la sua presenza diffusamente richiesta, non riuscivamo a “fermarlo” per il tempo necessario all’intervista. Mi ha anche fatto vedere la sua agendina e sono rimasta impressionata! Poi al convegno di Cardiologia Integrata, organizzata dalla società PNEI a Roma, abbiamo potuto finalmente porgli qualche domanda.

Dott. Ernesto Burgio

Burgio è un pediatra palermitano, una laurea a Pavia con 110 e lode e un curriculum inaffrontabile in questo contesto, è stato anche un missionario in Africa e in Romania. Membro del consiglio scientifico di ECERI (European Cancer and Environment Research Institute) di Bruxelles, da anni si occupa di biologia molecolare, epigenetica e nuove biotecnologie genetiche. Negli ultimi anni si è occupato di ecologia, sviluppo sostenibile e di bioetica. È stato coordinatore del comitato scientifico Isde-Italia (Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente).

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ATTIVATI

Si occupa di cancro ma non solo. È stato uno dei primi medici in Italia che ha iniziato a parlare dei meccanismi epigenetici delle malattie. Mentre ancora si spendono milioni di euro e di dollari per la ricerca genetica come se il DNA fosse la causa della maggior parte delle patologie, quindi immodificabili, gruppi di ricercatori iniziano a capire che la stragrande maggioranza delle patologie croniche e degenerative hanno una origine prettamente epigenetica cioè dovuta all’ambiente esterno alle cellule e spesso esterno all’intero organismo. 

L’intero genoma è come una rete molecolare unitaria, dinamica, fluida, sistemica in continua relazione con l’ambiente. Il flusso di informazioni provenienti dall’esterno incontra le informazioni che sono state codificate per milioni di anni nel DNA, organizzando i principali processi molecolari che determinano la struttura e le funzioni delle cellule e dei tessuti. Così il fenotipo umano è in continua trasformazione per le informazioni che riceve dall’esterno (della cellula); una fisiologica reattività adattativa. 

Poiché il genoma è incessantemente e sempre più minacciato da fattori ambientali pericolosi, l’epigenoma è costretto a mutare in modo difensivo. Tuttavia, se l’ambiente cambia troppo velocemente rispetto alle possibilità dell’epigenoma di adattarsi, l’intero organismo è in pericolo. Le patologie non si verificano per caso: sono il prodotto dell’instabilità epigenetica indotta e anche le mutazioni del DNA dovrebbero essere viste come la conseguenza di questa instabilità.

Le malattie in questione, quindi, sono l’effetto di insulti persistenti che attivano i nostri sistemi di difesa in maniera continuativa diventando poi patologici. Esse pertanto non sono errori del DNA o del sistema né incidenti biologici. Bisogna pertanto potenziare le capacità di adattamento, ad esempio la tolleranza immunitaria piuttosto che combattere come nemici i microrganismi con cui scopriamo essere sempre più in relazione fisiologica.

Sappiamo sempre meglio che l’inquinamento e lo stress protratto modificano l’equilibrio dei sistemi in particolare di quello immunitario, che ovviamente dialoga con tutti gli altri. Infatti, come spiega bene Burgio, «la condizione di base comune e sottostante a moltissime patologie, cancro compreso, è l’infiammazione sistemica anche lieve e silente ma cronica».

Questi continui insulti di inquinanti – dovuti ai veicoli a motore, agli inceneritori, al particolato, ai metalli pesanti, a pesticidi e fitormoni e ai campi elettromagnetici – sono tanto più lesivi se l’esposizione avviene durante la gestazione o nei primissimi anni di vita. Lì avviene la programmazione epigenetica che anche dieci o venti anni dopo o addirittura nelle generazioni successive potrebbe portare a patologie gravi. Le stesse che la medicina riduzionista occidentale tratta come eventi singoli spesso inaspettati e casuali. 

Burgio nomina diversi fattori di inquinamento ambientale ma comprende anche gli stili di vita, i ritmi frenetici, lo stress nei suoi molteplici aspetti che creano un ambiente “interno” tossico e infiammato perché costantemente in allerta.

“Bisogna proteggere l’unità madre-figlio/a perché lì si gioca la partita più grande”
Foto di Samuel Lee tratta da Pixabay

Diabete giovanile, cancro, malattie del neuro-sviluppo e molte altre colpiscono sempre più in giovane età come una epidemia. E forse siamo solo ancora sulla punta di un iceberg perché se le condizioni ambientali continuassero a peggiorare entro venti anni avremo uno tsunami di patologie. Non ha senso dire che gli effetti sulla salute di inceneritori o dell’uso dei cellulari non hanno fatto aumentare il cancro di molto perché essi vengono studiati solo per brevi periodi.

Bisogna cambiare direzione, puntare sulla vera prevenzione e capire che sono relazioni complesse quelle che regolano gli equilibri. Bisogna investire in informazione, soprattutto nelle scuole e la politica deve promuovere maggiormente la salute. Ma più di ogni cosa «bisogna proteggere l’unità madre-figlio/a perché lì si gioca la partita più grande», dato che la programmazione epigenetica si trasmette di generazione in generazione.

Vi invitiamo a guardare il video della nostra intervista al dottor Burgio, che ci affascina per la sua competenza e la passione che esprime. Come altri colleghi è profondamente impegnato anche nella divulgazione e, seppur con delicatezza, non ci lascia prospettive rosee.

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