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14 Ott 2020

Famiglia affianca famiglia: un progetto di supporto reciproco nelle difficoltà

Scritto da: Giorgia Baldini

Una famiglia che affianca un'altra che si trova in un momento di difficoltà, con l'aiuto di un tutor che facilita l'avvicinamento dei due nuclei familiari e li aiuta a definire un progetto di supporto ma anche di scambio reciproco. È quanto prevede un'iniziativa di sostegno alternativo avviata da qualche anno nella provincia di Piacenza.

Quanto può essere difficile fare il genitore? Quante dinamiche ruotano intorno ad una famiglia? Quanto possiamo sentirci accolti nella difficoltà? Penso che queste domande siano il nucleo centrale del progetto Famiglia affianca Famiglia, un percorso di sostegno alternativo all’affido tradizionale o ad altre forme di aiuto da parte dei Servizi Sociali. Si tratta di un progetto che ha preso piede nel 2014, attraverso un bando del Centro Servizi per il Volontariato di Piacenza sulla dispersione minorile e la sinergia di associazioni che si occupano di bambini e di famiglie.

Tra queste associazioni vi è Dalla Parte dei Bambini, la quale gestisce pratiche di affido ed adozione. Abbiamo parlato con la Vicepresidente dell’Associazione, che è anche la responsabile del progetto Famiglia Aiuta Famiglia, Gaetana Marca.

Gaetana sceglie di dirigersi in questo campo per un credo personale; lei per prima ha accolto in casa sua una bimba per tre anni e mezzo e lo ha fatto perché crede fortemente nell’aiuto, nel volontariato e nel volontariato svolto con la sua famiglia. Gaetana è mamma di tre figli i quali, durante il periodo dell’affido, si sono uniti molto alla bambina, tanto che ad oggi dopo più di dieci anni il figlio più piccolo ha ancora contatti con la sorella acquisita.

Vivendo tutto ciò e venendo a contatto personalmente con queste realtà, sono sorte in lei alcune domande: come prevenire l’allontanamento dei bambini dalla propria famiglia? Come supportare una famiglia che, per svariati motivi (nazionalità, solitudine, disabilità) si può ritrovare in difficoltà?

Per Gaetana è questa la risposta: affiancandole un’altra famiglia, costruendo un progetto che coinvolga tutti i membri dei due nuclei attivamente, ognuno con i propri ruoli, ognuno rispettando l’altro e rimanendo ancorati al principio del non giudizio. Ad oggi sono stati avviati una decina di affiancamenti, sebbene Gaetana ammetta che ancora è difficile far decollare questa metodologia di aiuto.

Al momento sono attivi tre affiancamenti: uno a Piacenza, uno a Cadeo e uno a Caorso. L’associazione organizza corsi per le famiglie affiancanti e fornisce supporto psicologico.

Come si legge sul sito del progetto, l’affiancamento familiare è “un’azione preventiva che evita problemi più gravi. Rappresenta uno strumento utile ad evitare il più possibile l’allontanamento dei bambini dalla propria famiglia, sostenendo i genitori in difficoltà e fornendo risposte concrete alle esigenze educative e di crescita dei bambini. È un percorso di sostegno alternativo all’affido tradizionale o ad altre forme di aiuto da parte dei Servizi Sociali”.

Chi può proporsi come famiglia affiancante? Qualunque famiglia può proporsi come famiglia affiancante, purché:

  • sia disponibile ad essere rispettosa degli altri e non dare giudizi di valore in base alla propria cultura o esperienza;
  • sia una famiglia aperta alle relazioni sociali, propositive e serene
    saper essere autentici;
  • disponga di un po’ di tempo per garantire continuità al progetto di sostegno;
  • abbia voglia di arricchirsi con un’esperienza unica.

Credo che sia molto bello poter chiedere aiuto e ancora più bello poter salvare il nucleo centrale della Vita, la famiglia, i legami e soprattutto rimanere Umani, vivere con comprensione ed apertura, oggi più che mai.

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