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18 Nov 2020

Lavorare in smartworking viaggiando tra i borghi italiani: l’idea di Smartway

Scritto da: Sara Capurso

Aiutare i lavoratori in smartworking ad individuare le strutture ideali per lavorare e favorire, al contempo, il turismo nei borghi italiani poco conosciuti. Questo l'obiettivo di Smartway, una startup pensata per soddisfare le esigenze di smartworkers e viaggiatori promuovendo il turismo oggi duramente colpito dalla pandemia.

In questo preciso periodo storico, parlare di smartworking non è più qualcosa di riservato a pochi professionisti. Molti lavori che prima venivano svolti in un ufficio ad orari prestabiliti ora vengono eseguiti da remoto. Sicuramente questo porterà a molti vantaggi in termini di gestione del tempo e sarà più comune vedere persone che lavorano anche viaggiando.

Con la flessibilità di orari e la possibilità di lavorare solo con l’ausilio di un pc e una connessione Wi-fi molte persone potranno decidere di unire l’utile al dilettevole e tanti sentiranno l’esigenza di poter lavorare viaggiando senza dover aspettare il periodo di vacanza che spesso combacia con quello di tutte le altre persone. Viaggiare durante l’alta stagione, i weekend o in periodi festivi comporta infatti una serie di svantaggi, dai prezzi più alti alla scarsa disponibilità di strutture ricettive, destinazioni d’interesse turistico prese d’assalto etc.

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Immaginatevi di essere un professionista che può lavorare da remoto e che decide di visitare dei luoghi in cui non è mai stato, partendo proprio dal nostro Paese, magari da quei borghi ancora poco conosciuti.

Da queste considerazioni è nata Smartway, una nuova start up che vuole favorire l’incontro tra strutture turistiche e lavoratori in smartworking.

«L’idea è nata durante il lockdown – racconta Berardino Derrico, uno dei due responsabili del progetto insieme a Giacomo del Ciondolo – quando abbiamo preso coscienza che il turismo tradizionale avrebbe avuto anni difficili e che contemporaneamente si stava aprendo prepotentemente un altro filone, quello dello smart/holiday working, e si stava delineando la figura di un diverso viaggiatore. Da quel momento abbiamo cominciato a mettere sotto la lente di ingrandimento il lavoratore e abbiamo cercato di capire quali fossero i problemi attuali che questa figura aveva. Durante l’estate abbiamo fatto circa 100 interviste ai molti smart workers che sono venuti a Montepulciano, dove vivo, e da queste sono emersi i tre problemi che Smartway vuole risolvere: connessioni instabili e non idonee, servizi scarsi e incompleti, prezzi turistici».

Chi lavora in smartworking ha infatti delle esigenze precise e deve poterlo fare anche quando è in viaggio. Spesso però, sulla base di ricerche effettuate ci sono molte difficoltà perché le strutture ricettive sono più adatte ad un turismo “mordi e fuggi” e quindi non sono attrezzate per un professionista.

Un B&B immerso in una riserva naturale può essere apparentemente un luogo perfetto per chi desidera rimanere concentrato sul proprio progetto lavorativo ma può diventare fonte di frustrazione e inadatto quando presenta l’assenza di servizi fondamentali come una connessione internet veloce e gratuita, servizi ristorativi facilmente accessibili per pause pranzo e la presenza di illuminazione adatta in camera, sedie e scrivanie ergonomiche, camere insonorizzate e molto altro. Spesso queste strutture vengono scartate dalla clientela business anche per la mancanza di servizi accessori o assenza di poter svolgere attività extra al di fuori degli orari lavorativi.

Smartway interviene come “un contenitore dentro il quale far interagire e recitare tanti attori coinvolti” dando così un valido supporto a entrambe le parti. Smartway vuole incentivare questo nuovo modo di viaggiare attraverso strutture che possono garantire i servizi fondamentali per i workers.

Grazie a questa iniziativa, la struttura si garantirà così una clientela anche sul medio e lungo termine e il lavoratore-viaggiatore godrà di tariffe agevolate differenti da quelle riservate al turismo di massa. Potrà poi godere del tempo libero svolgendo attività di team building, visitando luoghi ricchi di cultura, arte e bellezze naturali. Grazie a Smartway, sarà inoltre più facile trovare ristoratori che offrono i prodotti locali e che saranno supportati nel creare menu orientati verso un cliente più consapevole.

La struttura ricettiva che rispecchia le esigenze del worker e dell’azienda viene trovata più facilmente attraverso delle mappe precise, descrizioni accurate e immagini che raccontano la propria offerta e unicità. Il lavoratore in viaggio a sua volta, avrà una panoramica immediata delle strutture presenti in quel luogo, che rispondono in modo chiaro alle sue esigenze lavorative e personali.

Smartway si occupa inoltre di creare rete tra gli imprenditori del luogo svolgendo così un doppio supporto per le imprese e per il viaggiatore: società di autonoleggio, professionisti che offrono team building aziendale, tour operator che offrono soluzioni di svago e tour personalizzati, coinvolgimento di amministrazioni comunali, associazioni.

Questo sarà un modo stimolante per ridare vita a strutture, attività e borghi che altrimenti rimarrebbero vuoti. Smartway si concentrerà infatti in particolare su quelle aree sotto potenziate che però rispondono perfettamente alle esigenze di vita-lavoro e la presenza di lavoratori anche per periodi medio lunghi ne garantirà la sopravvivenza. C’è inoltre un grande interesse verso le potenzialità di immobili presenti in queste aree che potranno essere affittati a lungo periodo.

Un altro degli aspetti importanti su cui Smartway si concentra è la creazione di una community. Molto importante iè poi la presenza di servizi pensati per la cura di corpo e mente usufruibili dai lavoratori quali sessioni di yoga e meditazione, massaggi, sport e una serie di attività che renderanno più produttive le ore di lavoro e più appaganti i momenti di pausa e di tempo libero.

«Al momento hanno provato il servizio Smartway circa 15 persone, tutte del mio network di ex colleghi milanesi. Il periodo medio di permanenza è stato di 10 giorni. In alcuni casi amici e colleghi hanno scelto di condividere un agriturismo portando con loro la famiglia e hanno diviso le spese».

Ad oggi sono state valorizzate le eccellenze rurali italiane in Toscana, Umbria, Puglia, Basilicata e Molise che sono diventate destinazioni prescelte di un nuovo modo di fare turismo.

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