12 Mag 2022

A rischio il progetto dell’impianto geotermico in Val di Paglia

Scritto da: Davide Artusi

Cos’è un impianto geotermico di tipo binario? Come funziona? Quali aspetti positivi porta al territorio e all’ambiente? L’innovativo progetto in Val di Paglia di Sorgenia per produrre energia pulita e rinnovabile è a rischio dopo il via libera di Franceschini al ricorso contro la centrale.

Siena, Toscana - Si sente sempre più parlare di energia geotermica, ma che di cosa si tratta esattamente? Con energia geotermica ci si riferisce a quell’energia generata per mezzo di fonti geologiche di calore; questa fonte viene considerata come una forma di energia alternativa e rinnovabile.

In Toscana e più precisamente in Val di Paglia, nell’area industriale-artigianale appartenente al territorio comunale di Abbadia San Salvatore sul monte Amiata, si sta cercando di dar luce, con non poche difficoltà, al primo progetto in Italia di impianto geotermico di tipo binario e potenza 9,999 MW, proposto da Sorgenia, azienda che opera nel mercato dell’energia elettrica e del gas naturale.

L’impianto geotermico di tipo binario è un tipo di impianto innovativo che costituisce un perfetto esempio di valorizzazione sostenibile delle risorse del territorio, nel pieno rispetto dell’ambiente. «Esso permetterà di produrre energia elettrica pulita e rinnovabile – afferma Fabio Roggiolani, cofondatore di Ecofuturo, il festival italiano delle eco tecnologie – e andrà a produrre energia e calore per oltre 32000 famiglie, evitando le emissioni in atmosfera di 40000 tonnellate annue di CO2».

«Attraverso questa tipologia di impianto si mette in campo il sottosuolo – continua Fabio – ovvero quella Madre Terra con la quale fino a oggi abbiamo avuto una relazione turbolenta. Questa operazione non prevede atti di violenza nei confronti della Terra ma dialoga con Essa, è come se fosse un pozzo di petrolio eterno perché si ricrea continuamente. Del petrolio però abbiamo paura mentre la geotermia non deve spaventare, poiché è la Terra che ci dona parte del calore che viene generato all’interno del suo cuore, fonte di energia in continua produzione».

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L’impianto geotermico a ciclo binario, grazie alla totale reiniezione del fluido geotermico, non comporta alcuna emissione in atmosfera. La centrale prevede che il fluido estratto dal sottosuolo ceda il calore a un secondo fluido, che gira in un circuito chiuso producendo energia elettrica. Il fluido, una volta raffreddato, viene re-iniettato nel serbatoio di provenienza, insieme ai gas incondensabili portati a una pressione tale da renderli solubili nell’acqua geotermica, senza venire mai a contatto con l’esterno. La centrale inoltre è stata progettata per preservare la risorsa idrica: per il raffreddamento del ciclo infatti verrà impiegata solo aria e non acqua. Per ulteriori dettagli tecnici invitiamo a consultare questo link.

La società Sorgenia punta a scalfire il dominio di Enel Green Power, attualmente unico operatore italiano del settore. I lavori previsti per la costruzione della centrale dovrebbero durare quattro anni, con 40 addetti alla costruzione e fino a 80 unità che impiegheranno le strutture ricettive e ristorative locali, che dovrebbero generare fino a 70 posti di lavoro nell’indotto legato alla filiera del calore.

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A novembre 2020 Sorgenia ha presentato la documentazione progettuale integrativa, con una rivisitazione del progetto architettonico e paesaggistico a cura dello Studio Boeri Architetti e del Dipartimento Architettura e Progetto dell’Università Sapienza di Roma. La rivisitazione prevede diversi interventi per ridurre l’impatto visivo della centrale. Inoltre è stato elaborato un Progetto di Paesaggio con lo scopo di valorizzare e riqualificare l’area industriale della Val di Paglia dal punto di vista naturalistico, ambientale e paesaggistico.

La Giunta ha approvato il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, buon punto di partenza per la realizzazione della centrale geotermica in Val di Paglia. Il sindaco del Comune di Abbadia San Salvatore è soddisfatto di questo risultato e si è dimostrato subito favorevole alla costruzione del nuovo impianto, la cui presenza implica sia un miglioramento paesaggistico sia nella filiera produttiva.

Purtroppo l’approvazione della Giunta non basta a dare il via ai lavori e in questi giorni a mettere i bastoni fra le ruote si è messo il ricorso alla presidenza del Consiglio dei ministri da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, contro la costruzione della centrale.

Chi fa la guerra alle rinnovabili si assume una forte responsabilità nei confronti del pianeta, favorendo il mantenimento delle centrali a carbone

«Il Ministro Franceschini ha firmato il ricorso della Soprintendenza contro la realizzazione della centrale geotermoelettrica in Val di Paglia, nel territorio comunale di Abbadia San Salvatore e contro la Regione Toscana che aveva dato parere positivo alla realizzazione dell’opera». Ad affermarlo è Irene Galletti, Presidente del Gruppo Movimento 5 stelle in Regione Toscana. Adesso spetta al consiglio dei ministri la decisione definitiva.

«La lezione che la politica di governo deve trarre da questo episodio – riprende Irene Galletti – è che il parere dei territori conta e che l’Amiata, terra bellissima e produttiva sotto molti aspetti, non è luogo di coltivazione geotermica». Una coltivazione geotermica che abbiamo potuto constatare essere del tutto non nociva per l’ambiente e capace di produrre energia pulita e rinnovabile, grazie a un’innovativa tecnologia, quella del ciclo binario, che evita l’immissione di grandi quantità di anidride carbonica. Per giunta, uno dei punti fondamentali del progetto è proprio quello di dare nuova vita e valore alla zona produttiva in cui verrà costruito il nuovo impianto.

Arrivati a questo punto, non possiamo far altro che concludere con le parole di Fabio Roggiolani: «Chi fa la guerra alle rinnovabili si assume una forte responsabilità nei confronti del pianeta, favorendo il mantenimento delle centrali a carbone. Se vogliamo salvare la nostra Madre Terra dobbiamo intessere il paesaggio di rinnovabili, ora come ora è il modo migliore che abbiamo per aiutarla».

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