10 Mag 2022

Sonia Scarpante: “La scrittura terapeutica può migliorare la qualità della nostra vita!”

Scritto da: Brunella Bonetti

Moderne Persefone incontra la scrittrice Sonia Scarpante per parlare di come il cambiamento interiore possa passare anche attraverso la penna. La scrittura terapeutica è infatti un potente strumento di introspezione, uno specchio per l'anima che ci aiuta a conoscerci meglio e a relazionarci con sincerità con chi ci sta intorno.

«La chiamo terapeutica perché attraverso il lavorio continuo di una scrittura salvifica si evince quanto essa ci possa aiutare nell’elaborare anche la sofferenza più acuta, a superare traumi di cui molti di noi portano sul proprio corpo stigmate evidenti, a sciogliere nodi, a risolvere fragilità affettive. A vincere vecchi sensi di colpa».

La nostra chiacchierata sulla scrittura terapeutica con Sonia Scarpante comincia così. Sonia è scrittrice, docente del Metodo Scarpante in scrittura terapeutica e Presidente dell’associazione La cura di sé e nostra guida nel viaggio alla scoperta di questa pratica. Allora mettiamoci in marcia per un’esperienza introspettiva e letteraria alla riscoperta del proprio sé più profondo, utile a noi stessi ma anche a chi ci circonda. Uno strumento di emancipazione e soprattutto un serio contributo per costruire un domani di persone più appagate e consapevoli.

scrittura terapeutica
Come ha inizio il suo viaggio nella scrittura terapeutica?

Il mio viaggio parte proprio dalla mia autobiografia Lettere ad un interlocutore reale. Il mio senso, pubblicato nel 2003, attraverso cui ho imparato molte cose della vita. Questo lavoro autobiografico mi ha insegnato che la scrittura è veramente un mezzo potente, un aiuto fondamentale per chi è alla ricerca di un miglior equilibrio interiore. La scrittura terapeutica è stato il mio inizio di vita nuova. Grazie ad essa ho imparato a confrontarmi con la faccia poliedrica di “me stessa”; ho imparato a recuperare un mio senso; ho imparato a vedere nelle mie emozioni dando loro parola. Senza temere.

Quella scrittura iniziale ha stimolato l’auto-analisi da cui sono affiorate riflessioni di grande interesse cognitivo-emotivo. Attraverso la narrazione autobiografica ho imparato a svelare me stessa nelle diverse sfaccettature che mi compongono, a sanare le relazioni affettive, a sciogliere pericolosi nodi esistenziali, a dare voce e a risolvere anche sensi di colpa, a riconciliarmi con quegli eventi difficili che nella mia vita si erano assopiti e depositati nei meandri della memoria.

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Quali sono gli obiettivi di questa pratica ?

La scrittura terapeutica, intesa come ricerca individuale e pratica, incrementa le forze legate all’interiorità e in tal senso migliora la qualità della nostra vita. Ancora, la scrittura terapeutica può essere considerata uno degli strumenti conoscitivi, non ultimo e nemmeno risolutivo, ma confacente al soggetto che ad essa si rivolge per attingere e imparare a sostenersi.

Nel lavoro prima individuale e poi collettivo che la scrittura può sviluppare, matura una predisposizione più marcata verso chi sta parlando di sé, un’attenzione più sentita, un senso nuovo della vita altrui e della nostra dove la fiducia diviene elemento dominante, amalgama di sostanziale forza che aiuta a stemperare le complesse vicissitudini dei vissuti.

Quali sono le peculiarità della scrittura terapeutica?

In questo lavoro di scavo sono essenziali due peculiarità: nutrirsi di coraggio nel rivedere e nell’analizzare se stessi e di fiducia in ciò che andiamo a costruire. La scrittura terapeutica è un viaggio introspettivo forte e impegnativo in grado di offrire nuove possibilità per ascoltarsi e conoscersi meglio, un viaggio che ci porta su strade nuove e opportunità inimmaginabili.

scrivere penna
Cosa s’impara in questo viaggio introspettivo ed emotivo?

Si impara a parlare di emozioni e sentimenti senza sentirsi giudicati, a riconoscere nella storia delle altre analogie con la propria, a condividere una sofferenza e a diventarne più consapevoli. La possibilità di scrivere su di sé e rivedersi da prospettive differenti anche grazie allo scambio degli altri partecipanti e ai rimandi del conduttore sfocia in una sensazione di benessere psicofisico che risveglia risorse personali fino a prima dimenticate o nascoste.

Come è strutturato il percorso del Master in scrittura terapeutica che lei ha creato e che è stato certificato?

Il lavoro con la scrittura terapeutica è finalizzato a un percorso di crescita personale e di autodeterminazione. Prende vita all’interno di un gruppo in cui ogni partecipante è invitato a scrivere di volta in volta lettere, tra le quali la prima è indirizzata a sé stessi – metodologia pratica che fa riferimento al testo Parole evolute. Esperienze e tecniche di scrittura terapeutica. Seguono poi lettere intitolate ai nostri interlocutori e a familiari, nonché lettere incentrate su emozioni e paure o su altre situazioni specifiche con cui ci troviamo spesso a fare i conti.

I benefici individuali dati da questo “operare con la scrittura” compiuti singolarmente hanno una felice corrispondenza nella condivisione collettiva della lettura: qui i racconti sono liberi da ogni pregiudizio e trovano nel senso di partecipazione e nella naturale accoglienza del gruppo, un motivo in più per rafforzare la volontà di cambiamento della persona nel suo contesto di vita.

Qual è il back round della scrittura terapeutica?

Tale metodo di scrittura in campo medico viene definito come “terapia coadiuvante” da prescrivere accanto a quella farmacologica per il valido aiuto psicologico che fornisce al paziente. Il termine stesso di “medicina narrativa” della parola scritta come farmaco utile, della scrittura come cura, trova sempre più ampia diffusione in quanto materia di confronto ed incontro tra saperi e competenze convergenti sul soggetto.

La scrittura terapeutica incrementa le forze legate all’interiorità e in tal senso migliora la qualità della nostra vita

Qual è la valenza psicologica del suo metodo?

La scrittura, dando materialità all’inesistente, permette di sentirsi e vedersi attori di un’altra realtà. Inoltre prefigura il cambiamento dando una nuova immagine del sé e prevedendo un “io autentico”, tutto da scoprire e da ricostruire.

Può la Scrittura Terapeutica svilupparsi in scrittura performativa?

Assolutamente sì. Come scrivo nel mio testo Parole evolute. Esperienze e tecniche di scrittura terapeutica, “so quanto la riflessione scritta su questa tematica possa costare in termini emotivi e di introspezione, ma conosco bene, per averli vissuti in prima persona, anche i benefici cui permette di arrivare, una volta trovato il coraggio di affondare il bisturi nella ferita e di cauterizzarla con l’aiuto della parola scritta”.

Cosa consiglia alle Moderne Persefone che volessero intraprendere questo percorso?

Accettate voi stesse! Perdonatevi e amatevi. In questa chiave, la scrittura terapeutica è una disciplina introspettiva tendente all’autocura per quella componente di antidepressione e antistress che contiene.

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