18 Ott 2022

Mestruazioni consapevoli: la battaglia di Isabel Graciano per riappropriarsi del proprio corpo

Scritto da: Associazione OIA'

Da anni in Brasile Isabel Graciano si batte per una nuova cultura, quella delle mestruazioni consapevoli. Rompendo i tabù e diffondendo buone pratiche sul ciclo mestruale, accompagnando così le donne in un percorso di riappropriazione del proprio corpo, della propria ciclicità, del proprio sangue.

Sono una persona di nome Catarina e ho già trascorso 47 anni in questo mondo. Inoltre sono diventata donna. Quando sono nata, secondo la biologia, mi hanno decretata creatura dal sesso femminile e poi, nel processo di socializzazione, mi hanno catalogata secondo il genere donna. Ma solo da pochi anni, grazie a un’itineranza molto particolare, sono diventata donna. E questo lo devo a un processo di connessione profonda con la mia natura e alla pace che ho fatto con il mio corpo, la mia sessualità e con le mestruazioni.

In relazione a quest’ultima scoperta, devo ringraziare il delicato lavoro di Isabel Graciano, una cara amica che conobbi in Brasile e che oggi dedica il suo tempo al sostenere tante ragazze e donne che, come me, vogliono ritrovare una relazione con il proprio corpo attraverso la consapevolezza delle proprie mestruazioni. Per il progetto Per il mare dell’associazione socio culturale OIA’, ho realizzato e tradotto un’intervista per iscritto ed editato una conversazione in video con l’amica ed educatrice mestruale, Isabel, che ho il grande piacere di condividere.

Come nasce la Saggezza mestruale e cosa ti hai spinto a dedicarti al mondo della mestruazione, attraverso la creazione di laboratori, convegni e incontri con donne di ogni età?

Ho iniziato a lavorare nel mondo della mestruazione nel 2008 attraverso la creazione di assorbenti ecologici di stoffa. L’uso dell’assorbente di stoffa, oltre che essere benefico per la salute del corpo e del pianeta, permette alle donne di fare la pace con il ciclo mestruale, di accorgersi del sangue come qualcosa di bello, che nutre una vita e che può nutrire la terra. Quando vendevo gli assorbenti, parlavo molto alle donne che venivano da me, con attento ascolto e molta empatia, perché sapevo che la scelta di gestire il proprio ciclo mestruale in un modo diverso veniva accompagnata dal crollo di tabù personali che ognuna portava con sé.

In qualche modo, ho operato dietro le quinte di questo mondo della mestruazione consapevole per dieci anni. Nel 2018, con l’arrivo al potere di Bolsonaro – che riempiva di misoginia ogni suo discorso, ogni decreto legge, ogni diritto derubato – decisi di lasciare il “dietro le quinte” e prendere una posizione a favore delle donne tramite la trasformazione delle idee sulla mestruazione e il corpo femminile. Così nacque la Saggezza Mestruale, frutto di un decennio di lavoro silenzioso, che ebbe la sua maturità in un momento di crisi politica e dei diritti umani in Brasile.

Hai avuto delle difficoltà nel tuo percorso? Parlare della mestruazione è ancora un tabù?

Sì, c’era molta resistenza all’inizio. Nel 2008/2009 trovavo molti bastoni tra le ruote e smorfie quando parlavo di questo argomento. Per molto tempo la mia famiglia ha provato vergogna di me perché lavoravo con “quella cosa”. Anch’io ho dovuto rompere le mie proprie barriere per riuscire a parlare della mestruazione a un grande pubblico. Adesso è il mio argomento preferito! Mi sono diplomata come Educatrice Mestruale e questa consapevolezza ha portato più assertività nel mio parlare, anche se il tabù sulla mestruazione e su tutto ciò che riguarda la sessualità femminile continua a esistere.

Il tabù sulla mestruazione è come un camaleonte: non svanisce, cambia soltanto colore, muta il suo travestimento. È una roba da pazzi, se pensiamo che metà dell’umanità mestrua, ha già mestruato o ancora dovrà mestruare! Siamo circondate di narrative negative su questo fenomeno naturale oppure avvolte nel silenzio profondo su questo. Con certezza questo tema è ancora un tabù, però è in corso una rivoluzione mestruale a cui sono felice di partecipare, sostenendo altre donne e ragazze ad accettare il proprio corpo che mestrua, che è ciclico e che dopo finisce di mestruare.

ISABEL GRACIANO
Si può mestruare senza utilizzare alcun tipo di assorbente? Potresti spiegare cos’è il Flusso Istintivo Libero?

Il Flusso Istintivo Libero, anche conosciuto come Sanguinamento Libero o Free Bleeding, è una pratica mestruale in cui si utilizza il controllo raffinato della muscolatura della vagina per contenere e liberare il sangue mestruale in forma volontaria. Possiamo sentire il sangue che scende per il canale e così attivare questa muscolatura specifica per contenere il flusso e permetterci di andare in bagno a liberarlo. Semplice, così come orinare. È una capacità del corpo umano che può essere imparata e sviluppata. Ci porta autonomia, indipendenza dai prodotti mestruali, tranquillità nel vivere il proprio ciclo senza timore delle perdite e con molta soddisfazione, ma soprattutto non genera rifiuti, perciò è sostenibile.

È da quattordici anni che pratichi il F.I.L, come l’hai scoperto?

Ho scoperto il F.I.L in modo accidentale. Un giorno ero in un grande mercato di fiori e il bagno era molto lontano. Avevo il ciclo e mi accorsi che il flusso doveva scendere copioso. Mi spaventai e immediatamente innescai la muscolatura della vagina, chiudendola, e mi incamminai verso il bagno, lentamente. Quando arrivai mi sedetti sul vaso, mi rilassai e liberai soltanto il flusso mestruale. In quel momento capii che avevo contenuto il flusso in modo volontario ed ero davvero sorpresa! Pensai: “Se il mio corpo è riuscito a fare questo una volta, sarà capace di rifarlo”. Da quel momento in avanti iniziai a cercare di capire come questo succedeva in me.

Anni dopo scoprii che quella pratica del controllo del flusso era chiamata Free Bleeding o Flusso Istintivo Libero. Mi piace questa seconda definizione perché riassume ciò che succede realmente, ossia quando si impara a sentire i segnali che il corpo ci invia, non pensiamo più nel contenere il sangue e iniziamo a farlo in modo istintivo, veramente. Qui in Sudamerica abbiamo un movimento di educazione mestruale molto forte, autentico e bello, dove ho potuto fare formazione e maturare il mio percorso. Oggi il mio lavoro come Educatrice Mestruale include il F.I.L, ma va ben oltre, attraverso laboratori e convegni nelle scuole e attività con ragazze, sulla mestruazione consapevole.

Il difetto collegato all’atto di mestruare è presente nella nostra società, che non accetta e non rispetta la donna com’è

Molte donne praticano il F.I.L? Tutte possono farlo?

Poche donne lo praticano e molte nemmeno credono che questo controllo volontario del flusso sia possibile! Però lo è. Dal 2019 realizzo dei laboratori del F.I.L e mi rallegro per ogni donna che si impossessa del proprio corpo. Non tutte le donne possono praticare il F.I.L, perché è una pratica che esige una buona condizione del pavimento pelvico, per farlo in modo efficace e sicuro. È controindicato per chi ha lassità del pavimento pelvico e ha perdita di orina oppure per coloro che hanno tensione del pavimento pelvico – chi soffre di vaginismo, per esempio. Per tutte queste situazioni è raccomandato l’aiuto di un fisioterapista pelvico per la riabilitazione del pavimento pelvico, prima di avventurarsi nel F.I.L.

Gli assorbenti industriali monouso hanno un grave impatto ambientale, cosa ne pensi?

La questione degli assorbenti industriali è fondamentale, basti pensare che il primo assorbente monouso che utilizziamo nella nostra vita è ancora presente sul pianeta e ci vorranno secoli perché si disintegri. È buono che esistano assorbenti monouso, però dovrebbero essere biodegradabili. L’industria deve assumersi le proprie responsabilità e cambiare il materiale che usa per fare gli assorbenti. Esisteranno sempre persone che preferiscono i monouso, però gli assorbenti industriali contengono plastica e soffocano la regione intima, alzando la temperatura e l’umidità, possono causare dermatite da pannolino e anche squilibrio vaginale.

Fortunatamente oggi esistono molte scelte di prodotti mestruali che sono più gentili con il nostro corpo e con il pianeta. Sono riutilizzabili, oltre a non generare una montagna di rifiuti, aiutano le donne a entrare in contatto con il loro sangue e riconnettersi al ciclo. Esistono il collettore mestruale, di uso interno, che al contrario del tampax non assorbe il flusso, ma lo raccoglie, preservando così il muco delle pareti del canale vaginale. Così come il disco mestruale, simile al collettore, ma differente nella forma e nel materiale. Nei due casi si usa, si ritira, si lava e si torna a usare.

mestruazioni sangue

Ci sono poi gli assorbenti di stoffa, che possono essere realizzati con tessuti sostenibili e hanno dei bottoni per attaccarsi alle mutande. Con un buon lavaggio e asciugatura sono un’opzione molto sicura e salutare. Una variazione degli assorbenti di stoffa sono le mutande mestruali, che sopportano una grande quantità di flusso e sono lavabili. In tutte queste modalità di cura mestruale entriamo in contatto con il sangue e ci accorgiamo che non fa schifo, non è sporco o maleodorante, ma è bello. È il sangue che viene dall’utero, il sangue che ci ha generato nel ventre materno. È il sangue della vita.

Potresti lasciare un messaggio alle donne, alle ragazze e a tutti coloro che in questo momento stanno leggendo questa intervista?

Noi non siamo difettose perché mestruiamo. Il difetto collegato all’atto di mestruare è presente nella nostra società, che non accetta e non rispetta la donna com’è. Possiamo cambiare questa realtà iniziando ad accettare e rispettare il nostro proprio corpo, il nostro ciclo, il nostro sangue. Oggi abbiamo il potere di creare nuove pratiche e narrative positive sulla mestruazione. Se facciamo questo, certamente creeremo un mondo più accogliente per le ragazze e per le donne di oggi e del domani.

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