19 Gen 2023

Città 30 km/h: l’appello delle associazioni al ministro Salvini per abbassare i limiti di velocità

Una cordata di associazioni ha scritto al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini chiedendo un confronto su un tema chiave per rendere la mobilità più sostenibile: l'istituzione delle Città 30. Abbassare il limite di velocità urbano da 50 a 30 chilometri orari ha infatti ripercussioni positive su molti problemi, dalla mortalità sulle strade all'inquinamento atmosferico.

L’istituzione delle Città 30 è il provvedimento più innovativo ed efficace per contrastare l’incidentalità sulle strade urbane, in quanto coniuga una drastica riduzione delle stragi stradali, l’integrazione tra le diverse composizioni modali di trasporto, il rispetto degli impegni climatici, il miglioramento della vivibilità, oltre che una significativa fluidificazione del traffico”.

Sono queste la parole scelte da un team di sigle che si occupano di sostenibilità e mobilità – Legambiente, FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, Asvis, Kyoto Club, Vivinstrada, ANCMA, Salvaiciclisti, Fondazione Michele Scarponi, AMODO, per aprire il testo di una lettera scritta e inviata nei giorni scorsi al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti (MIT), Matteo Salvini. L’oggetto della missiva? La richiesta di un incontro al Dicastero e l’apertura di tavolo di discussione sul tema, promuovendo un modello che unisce mobilità sostenibile e sicurezza stradale. Per altro il modello Città 30 è stato già realizzato in diverse città europee.

CITTÀ 30

Come abbiamo illustrato dettagliatamente in questo articolo, si stanno diffondendo in tutta Italia le campagne per istituire zone urbane con limite di velocità abbassato da 50 a 30 chilometri orari. Il Comune di Olbia è stato apripista in questa iniziativa, seguito – fra le grandi città – da alcune amministrazioni come quella di Bologna, che a novembre ha approvato una delibera in tal senso, e da pochi giorni da Milano, dove da gennaio 2024 non si potrà circolare superando il limite dei 30 chilometri orari, sia in centro che in periferia.

citta 30

Nell’approfondimento illustriamo i vantaggi di questo provvedimento, sia dal punto di vista della diminuzione di incidentalità e mortalità, sia da quello del contenimento delle emissioni e del congestionamento stradale. Si stanno moltiplicando studi, report ed esperimenti che confermano gli effetti positivi di questa scelta, con variazioni rispetto ai comportamenti abituali degli automobilisti tutto sommato trascurabili.

Per esempio, un test della Gazzetta di Modena ha evidenziato che rispettando questo limite i tempi di percorrenza dei viali di circonvallazione cittadini aumentano di soli 52 secondi. Spostandoci all’estero, scopriamo che secondo i dati raccolti dalla società britannica Keepmoving sui venti principali centri urbani europei, a Londra la velocità media era di 19 chilometri all’ora, così come Berlino, mentre Varsavia riesce ad arrivare a 26 chilometri all’ora, per scendere a 12 nella capitale cinese Pechino.

L’INVITO DELLE ASSOCIAZIONI

“Anche in Italia – scrivono le associazioni – dopo Olbia e Cesena, anche Bergamo, Torino, Bologna e solo ultima Milano, stanno avviando percorsi per diventare Città 30, consapevoli che, in conformità a quanto richiesto dal Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030 (PNSS), occorre trovare le risorse per pianificare interventi soprattutto strutturali e non solo di segnaletica, oltre che a monitorare i risultati”.

Non dimentichiamo, aggiungono le associazioni, che “il bene vita messo ogni giorno a repentaglio sulle strade urbane può essere salvaguardato solo attraverso nuove politiche più rapide ed efficaci, in grado di cambiare le città, le strade, il sistema della mobilità, gli stili di vita e di guida, per fermare crisi climatica e strage stradale”. 

Infatti – ricordano le associazioni – con una media di 561 feriti e 7,9 vittime ogni giorno, 1 ogni 3 ore, soprattutto in ambito urbano, gli incidenti stradali attualmente sono in Italia la prima causa di morte per i giovani, oltre a essere la prima causa di morte del lavoratore in itinere, con un costo sociale complessivo pari a 16,4 miliardi di euro, pari allo 0,9% del PIL nazionale, secondo dati ACI-ISTAT 2021.

30kmh2

“Moderare la velocità come previsto dalle Città 30 – concludono le associazioni – non rappresenta un limite alla libera e celere circolazione delle persone e delle merci, in quanto attualmente com’è a tutti noto la velocità media all’interno delle città è di 29,4 km/h (secondo l’Osservatorio UnipolSai sulle abitudini al volante), scendendo fino a 7-8 km/h nelle ore di punta (secondo l’ultimo libro bianco dei trasporti di Confcommercio).

L’automobile privata non è il mezzo più veloce e affidabile nei centri urbani: solo con l’intermodalità tra i vari mezzi di trasporto, quali trasporto pubblico urbano, sharing e mobilità attiva, si potrà infatti ottenere una riduzione del tasso di motorizzazione di cui l’Italia detiene primato europeo con relativa congestione del traffico, difficoltà negli spostamenti e aumento degli agenti inquinanti, oggetto spesso di procedure di infrazione da parte dell’Europa”.

IL TESTO DELLA LETTERA AL MINISTRO

Egregio Ministro Salvini, come associazioni che da tempo lavorano insieme per promuovere la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, troviamo urgente rinnovarLe la richiesta di un incontro presso il Ministero a Roma. Vorremmo esporLe con una delegazione di Legambiente, Fiab, Asvis, Kyoto Club, Vivinstrada, ANCMA, Salvaiciclisti, Fondazione Michele Scarponi, AMODO, gli interventi che riteniamo prioritari e più urgenti in tema di sicurezza stradale. A tal proposito, riteniamo importante riprendere il tema delle Città 30, strettamente collegato alla problematica della sicurezza su strada, visto l’eco che ha appena avuto sulla stampa.

Come Lei sicuramente sa, il 73% degli incidenti stradali in Italia avviene sulle strade urbane e le prime tre cause sono distrazione alla guida, velocità eccessiva e mancate precedenze (ISTAT 2021): ne consegue che la priorità di intervento, se vogliamo veramente salvare vite umane, riguarda le città, l’abbassamento della velocità urbana e l’inasprimento di controlli e sanzioni contro la violazione dei limiti e la guida distratta da smartphone. È importante ovviamente contrastare anche chi guida drogato o ubriaco, sapendo però che contribuisce solo al 4% degli incidenti (6.500 su 151.875 totali, Ministero dell’interno).

citta 301

Partendo da tale peculiarità italiana – che vede anche un’incidenza della mortalità in ambito urbano del 44%, mentre in molti paesi europei è del 25-30% – siamo tutti consapevoli che la priorità degli interventi relativi alla sicurezza stradale deve avere particolare riguardo alle città, ove quattro morti su cinque sono utenti vulnerabili della strada.

Stanti tali drammatici dati, l’istituzione delle Città 30 è il provvedimento più innovativo ed efficace per contrastare l’incidentalità sulle strade urbane, in quanto coniuga una drastica riduzione delle stragi stradali, l’integrazione tra le diverse composizioni modali di trasporto, il rispetto degli impegni climatici, il miglioramento della vivibilità, oltre che una significativa fluidificazione del traffico. La caratteristica della Città 30 che prevede arterie a maggior scorrimento con il limite cittadino di 50 km/h, mentre il restante reticolo urbano è a 30 km/h, permette di avere minori rallentamenti, una ottimizzazione della mobilità urbana e una netta diminuzione della mortalità tra gli utenti della strada.

Per tali motivi tante città europee l’hanno già realizzata – solo per fare alcuni esempi Grenoble, Parigi, Bruxelles, Helsinki, Valencia, Zurich, Lille e Bilbao o come Londra, dove già con lo studio BMJ 1986-2006 fu dimostrata l’efficacia dell’intervento in termini di dimezzamento della mortalità. Visti i risultati ottenuti altrove, oltre cinquanta città in Italia, dopo Olbia e Cesena anche Bergamo, Torino, Bologna e solo ultima Milano, stanno avviando percorsi per diventare Città 30, consapevoli che occorre trovare le risorse per pianificare interventi soprattutto strutturale e non solo di segnaletica, oltre che a monitorare i risultati.

L’istituzione delle Città 30 è il provvedimento più innovativo ed efficace per contrastare l’incidentalità sulle strade urbane

L’automobile privata non è il mezzo più veloce e affidabile nei centri urbani, solo l’intermodalità tra i vari mezzi di trasporto, quali trasporto pubblico urbano, sharing e mobilità attiva, si potrà ottenere una riduzione del tasso di motorizzazione di cui l’Italia detiene primato europeo con relativa congestione del traffico, difficoltà negli spostamenti e aumento degli agenti inquinanti, oggetto spesso di procedure di infrazione da parte dell’Europa.

Queste sono alcune delle tematiche e riflessione sul tema della sicurezza stradale che vorremmo discutere e argomentare con lei e i tecnici del Ministero perché siamo convinti che il bene vita messo ogni giorno a repentaglio sulle strade urbane può essere salvaguardato solo attraverso nuove politiche più rapide ed efficaci, in grado di cambiare le città, le strade, il sistema della mobilità, gli stili di vita e di guida, per fermare crisi climatica e strage stradale. 

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