16 Gen 2023

La High Line di New York, il progetto pionieristico di una ferrovia in disuso trasformata in parco pubblico

Scritto da: Lorena Di Maria

Un tempo era una ferrovia inutilizzata e destinata alla demolizione. Oggi è un parco sopraelevato che ospita ogni anno milioni di persone; è possibile passeggiare nei suoi giardini, ammirare opere d’arte, assistere a uno spettacolo e godersi la vista della città di New York. Parliamo del celebre High Line Park, che nel centro di Manhattan nasce per essere molto più di un parco: è infatti un progetto che vive grazie alla cura dei cittadini e alla capacità visionaria di vedere in uno spazio dismesso un’occasione di riscatto.

Tra le contraddizioni che da sempre la caratterizzano, New York è un esempio emblematico della capacità trasformativa della città: sia nei suoi pieni che nei vuoti urbani ci mostra esperienze pionieristiche di rigenerazione e di un ripensamento dello spazio pubblico che sanno ispirare. Pensiamo alle operazioni di Guerrilla gardening nate intorno agli anni ‘70 con lo scopo di riqualificare zone abbandonate e invase dal degrado; alla chiusura al traffico di Times Square e alla sua pedonalizzazione; ai progetti di tactical urbanism che grazie al dialogo tra cittadini e amministrazione restituiscono vita e colore alle vie e alle piazze.

Tra i progetti di successo che più ci affascinano e che testimoniano la riuscita effettiva di spazi più “a misura di persona”, è necessario menzionare il progetto dell’High Line di New York. Visionario, audace, innovatore: un tempo era un passante ferroviario poi dismesso. Oggi è un parco pubblico sopraelevato rispetto alle strade del West Side di Manhattan e frequentato ogni giorno da centinaia di cittadini e turisti. Possiamo percorrere la sua via verde lunga 1,45 miglia – circa 2,4 chilometri – che ospita giardini con oltre 500 specie di piante e alberi e fermarci ad ammirare opere d’arte, performance e spettacoli, in una dimensione aperta, gratuita e apprezzata in tutto il mondo.

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Foto di Simon Bak tratta da Unsplash
TRA METROPOLI E NATURA: LA TRASFORMAZIONE DI UNA FERROVIA

Di questo spazio pubblico ibrido dove sperimentare al tempo stesso natura, arte e design, non è l’estetica del progetto in sè a colpirci e neanche in contesto urbano in cui si inserisce. Ciò che lo rende un modello concreto di rigenerazione urbana è il complesso processo di ideazione e trasformazione della High Line di New York, che oggi rappresenta un’ispirazione globale per tutte le città che vogliono trasformare zone industriali inutilizzate in spazi pubblici dinamici. La sua storia ne è testimone.

Facciamo allora un salto indietro nel tempo per catapultarci nella metà del 1800, quando nel centro di Manhattan sorgeva una ferrovia gestita dalla New York Central Railroad che permetteva il trasporto di treni merci. La ferrovia percorreva il livello della strada e sovente creava condizioni di rischio per i pedoni. Basti pensare che la 10th Avenue divenne nota come Death Avenue, ovvero “il viale della morte”, poiché il passaggio dei treni causò negli anni il decesso di centinaia di persone. Fu così che ebbe inizio il progetto del West Side Improvement, che prevedeva la rimozione degli attraversi a livello strada e la successiva creazione di una linea ferroviaria sopraelevata.

Per intenderci, si tratta proprio del tratto precursore della High Line che oggi tutti conosciamo. Per decenni la linea rimase pienamente operativa, garantendo il trasporto di milioni di tonnellate di prodotti e il rifornimento di importanti fabbriche della città, come la National Biscuit Company, che oggi ospita il Chelsea Market. Ma il declino della ferrovia giunse inevitabilmente tra gli anni ’60 e ’70, quando il trasporto dei prodotti su gomma diventò una soluzione sempre più praticata. Così il traffico venne interrotto, con la conseguente proposta di demolire la struttura.

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Foto tratta dal sito ufficiale di The High Line
RIPENSARE L’ESISTENTE: L’ESPERIENZA DI FRIENDS OF THE HIGH LINE

Ciò che però rimase della High Line, oltre che un passante a rischio demolizione e duramente criticato dalla cittadinanza, fu qualcosa di inaspettato. Sì, perché oltre all’immagine fatiscente di una struttura che ormai strideva con il paesaggio urbano, lungo le rotaie aveva preso il sopravvento un giardino spontaneo di piante selvatiche. Il sintomo di una natura che si sa sempre riprendere i suoi spazi, perfino tra l’asfalto e l’acciaio delle rotaie.

A farsi ispirare dalla sua bellezza suggestiva furono due cittadini, Joshua David e Robert Hammond che fondarono Friends of the High Line, un’associazione senza scopo di lucro pensata per sostenerne la conservazione e il riutilizzo della High Line come spazio pubblico. L’iniziativa, che all’epoca trovò il supporto del sindaco Bloomberg, oggi rappresenta l’unico gruppo responsabile che si occupa della gestione e della manutenzione della High Line, attraverso una collaborazione con il  New York City Department of Parks & Recreation.

UN CONCORSO DI IDEE

Inaugurata nel 2009, a partire dalla sua fase iniziale possiamo considerare il progetto della High Line un concreto progetto di comunità. Per stimolare un confronto creativo sul futuro della struttura infatti, nel 2004 Friends of the High Line organizzò un vero e proprio “concorso di idee”, con la specifica richiesta di ripensare lo spazio attraverso progetti non necessariamente realistici, bensì lungimiranti, creativi e liberi di lasciare spazio alla fantasia.

Il concorso riscosse successo e gli ideatori ricevettero un totale di 720 idee provenienti da oltre 35 Paesi. Dei quattro vincitori principali premiati da una giuria, venne selezionato lo studio di design Diller Scofidio + Renfro e il progettista di piante Piet Oudolf . Ecco il team per trasformare la High Line.

Il progetto di rigenerazione urbana ha richiesto anni di progettazione e costruzione, oltre che un contributo significativo da parte della comunità

Oggi la struttura, donata da CSX Transportation, è di proprietà della città di New York e Friends of the High Line opera in base a un contratto di licenza con il NYC Parks. Il progetto di rigenerazione urbana ha richiesto anni di progettazione e costruzione, oltre a un contributo significativo da parte della comunità, che tuttora si adopera nella cura di questo spazio. Ma la comunità che crede nel futuro di questo progetto è molto più allargata, se pensiamo che quasi il 100% del budget annuale proviene dalle donazioni di persone da tutto il mondo, che danno un contributo fondamentale alla vita del parco.

UN PROGETTO SOSTENIBILE

Percorrendo il tracciato nella sua lunghezza, composto da tre sezioni, si incontrano diversi punti di accesso, arredi e panchine, murales, un’illuminazione attenta all’inquinamento luminoso e punti di sosta, il tutto immerso nel verde del parco urbano sopraelevato. Oltre allo spazio pubblico e ai giardini, la High Line ospita un palinsesto di programmi pubblici, opere d’arte e spettacoli di livello mondiale, gratuiti e aperti a tutti e tutte.

Il coinvolgimento della cittadinanza si è dimostrato efficace anche e soprattutto nel 2008, quando è stata avviata una campagna di sensibilizzazione dal nome “Save the Spur” per salvaguardare l’ultima sezione rimasta della struttura ferroviaria originale. Dieci anni dopo lo Spur è diventato realtà: un tratto pubblico creato dall’entusiasmo dei cittadini e rivolto ai cittadini.

High Line
Foto di Elizabeth Villalta tratta da Unsplash

Possiamo dire che l’attenzione alla sostenibilità sia uno dei valori cardine del progetto e la scelta della vegetazione ne è un esempio significativo: oggi sono presenti più di quindici zone di coltivazione distinte e più di 100.000 piante. Molte di quelle selezionate sono autoctone per adattarsi alla siccità e a crescere con successo nel clima della città. Pensate per richiedere poca manutenzione, sono curate da coltivatori locali.

L’ecosistema della High Line inoltre è stato studiato per offrire cibo e riparo alle specie selvatiche, compresi gli impollinatori autoctoni. La città di New York ospita infatti più di 400 specie di api selvatiche e sulla High Line si possono trovare i cosiddetti “alberghi per api”, che danno dimora a questi piccoli e preziosi insetti.

Oggi visitare il parco è possibile tutti i giorni e non mancano volontari disponibili a guidare i visitatori alla scoperta dei suoi spazi. Spazi che, a distanza di anni ormai, testimoniano la capacità di ripensare gli spazi inutilizzati delle nostre città e le mille possibilità che offre il riuso dei luoghi che viviamo tutti i giorni.

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